Medz Yeghern

“Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.”

(Primo Levi)

Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1915 vennero eseguiti i primi arresti tra l’Elite armena di Costantinopoli. L’operazione proseguì l’indomani e nei giorni seguenti. In un mese più di mille intellettuali armeni, tra cui giornalisti, scrittori, poeti e perfino delegati al Parlamento furono deportati verso l’interno dell’Anatolia e massacrati per strada. Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono di fame, malattia o sfinimento. Altre centinaia di migliaia furono massacrate dalla milizia curda e dall’esercito turco.

Il decreto provvisorio di deportazione è del maggio 1915. Dapprima i maschi adulti furono chiamati a prestare servizio militare e poi passati per le armi; poi ci fu la fase dei massacri e delle violenze indiscriminate sulla popolazione civile; infine i superstiti furono costretti ad una terribile marcia verso il deserto, nel corso della quale furono depredati dei loro averi e moltissimi persero la vita. Quelli che giunsero al deserto non ebbero alcuna possibilità di sopravvivere, molti furono gettati in caverne e bruciati vivi, altri annegati nel fiume Eufrate e nel Mar Nero.

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Genocidio armeno
Armin T. Wegner
Armenian National Institute
Armenocide
La masseria delle allodole (libro)
La masseria delle allodole (film)
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8 pensieri su “Medz Yeghern”

  1. Pingback: Medz Yeghern
  2. . oltre al film La masseria delle allodole vorrei segnalare anche Ararat, di Atom Egoyan, per quanto sia un film assai irrisolto.

    . e un libro a firma di uno storico specializzato nel negare l’applicabilità del termine genocidio a qualunque massacro che non sia l’olocausto, Guenter Lewy: “Il massacro degli armeni. Un genocidio controverso”, la cui tesi è sostanzialmente che gli armeni se la sono cercata perché rompevano parecchio le balle con la resistenza armata, e che la cosa è stata una deportazione venuta male, senza tanto rammarico. resta per me un mistero il perché Einaudi abbia pubblicato il libro, nel 2006. sarei felice se qualcuno potesse darmi delucidazioni pertinenti.

    ciao F!

    lorenzo

  3. Grazie a te, Iusik, era il minimo. Spero possa servire, per quello che può un blog, a segnare una piccola crepa nel muro quasi compatto di silenzio e disinteresse che in Italia circonda (e nasconde) questa immane tragedia.

    Lorenzo, Guenter Lewy si commenta da solo: il suo atteggiamento è lo stesso di tanti storici ebrei nei confronti della Nakba.

    Sul perché Einaudi abbia pubblicato il libro, io ho le idee “chiarissime”: prova a fare quattro calcoli, partendo dal padrone dell’editrice fino ad arrivare alla sua “politica” nell’area e ai suoi rapporti con Erdoğan…

    Non dimenticare, poi, che è uno che di “negazionismi” se ne intende. Ad oltranza.

    Ciao.

    fm

  4. di genocidio degli armeni s’è parlato e si parla tuttora poco: credo che le pagine dei libri di storia per le scuole ne parlino en passant. essendo veneziana ho conosciuto fin da piccola la storia del genocidio e ho imparato a qualificare il novecento anche a partire da questo evento catastrofico e simbolico di quello che diventerà un trend proprio del secolo. temo che, non facendo molto la comunità internazionale perché il riconoscimento dell’eccidio in genocidio diventi consapevolezza di tutti e ammissione da parte della turchia, questo, per me indesiderabile, futuro stato europeo, i fatti vengano risucchiati fino a diventare paragrafini e trafiletti facilmente espungibili. come, uno a caso, la resistenza.
    perché passano certi libri? perché i comitati di lettura delle majors sono assolutamente equanimi, liberi da pressioni, indirizzi editoriali etc. etc.

  5. Nel mio programma, cara Lucy, l’argomento è da sempre uno di quelli ineludibili.

    Sottoscrivo tutto il tuo commento, rincarando, se possibile, la dose di sarcasmo contenuta nella risposta all’ultima domanda. Su tutta la “faccenda” che adombri – compresa l’alluvione di (pseudo)contributi masturbatori e autocelebrativi in rete – io sarei ancora più feroce

    fm

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