Repertorio delle voci (X)

Manuel Cohen

LE PAROLE DISABITATE
Antologia del 4° Premio
MezzagoArte 2010

Le Voci della Luna
Sasso Marconi, 2010

    

Giunto alla quarta edizione, il premio trova nella pubblicazione dell’antologia il suo momento centrale, e, per il lettore, la sua verità di verifica. Compongono la giuria: Fabrizio Bianchi (Presidente), Luigi Cannillo, Dome Bulfaro, Ivan Fedeli, Giorgio Foti e Iole Toini: ovvero, editori, critici, autori: a vario grado e a vario titolo i più qualificati – e i meno accademicamente paludati – a cogliere i nuovi segnali.

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Luoghi incerti

Stefanie Golisch

«Prima o poi ognuno s’inventa la storia che in seguito ritiene sia la sua vita», scrive Max Frisch in Homo faber. Si vuole o non si vuole quindi scoprire la verità della propria vita? E quale verità? Quella comoda e pacificante o quella ambigua, in grado di sconvolgere tutte le presunte certezze? Tra il desiderio di chiarezza e riconciliazione e la necessità oggettiva di indagare sui “luoghi incerti” della propria esistenza in modo più spietato, Stefanie Golisch utilizza la storia della propria famiglia, la storia di una Germania rimossa, la vita dell’io narrante tra due culture, quella tedesca e quella italiana, per aprire un bilancio. Senza vincoli cronologici, un io alla sbarra si pone di fronte al giudizio del lettore. Da una parte il desiderio di una coerenza retrospettiva, dall’altra il caos indistinto nelle viscere del vissuto, nella sola convinzione che «non si può essere allo stesso tempo ciò che si è stato e ciò che si è», e che soltanto scrivendo si accenna una via d’uscita: una possibile verità o una versione della realtà come risultato di un continuo velarsi e svelarsi.

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Le regole del gioco

Kajetan Kovič

Scrivere è l’esortazione a non dimenticare chi si è, soprattutto nel momento in cui ci si affaccia pericolosamente sul bordo di un precipizio che, se affrontato con coraggio, non si apre nel vuoto assoluto.

REGOLE DEL GIOCO

    (Poetica)

    Bisogna trovare parole cariche di elettricità.
    Bisogna metterle in fila
    e trasformarle in batterie.
    Bisogna convogliare i fiumi
    e costruire turbine.
    Bisogna erigere linee di alta tensione.
    Bisogna commissionare la pioggia.
    Tutto dev’essere pronto.
    All’arrivo della grande acqua
    una poesia vera funziona come una centrale elettrica.

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Caso Mastrogiovanni: il processo

Angelo Pagliaro

Si apre domani mattina, presso il tribunale di Vallo della Lucania, il processo per la morte di Francesco Mastrogiovanni. Cliccando sul manifesto riportato qui in basso, è possibile leggere il programma delle iniziative che il Comitato Verità e Giustizia per Franco ha predisposto per la giornata. Di seguito, il resoconto della conferenza stampa del 25 giugno scorso redatto da Angelo Pagliaro per il settimanale “Umanità Nova“.

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Lebensweisheitspielerei

Wallace Stevens

Lebensweisheitspielerei

(Traduzione e nota di
Gianluca D’Andrea)

Segue la traduzione di “The Snow Man”: in qualche modo conclude la temperie della percezione del vuoto di realtà e dell’identificazione inglobante tra io e mondo presente in quel testo (e nella raccolta Harmonium in generale) e ri-apre alla distinzione che crea relazione in una fase esistenziale (The Rock è la raccolta senile) che pare aggrapparsi agli estremi bagliori del contatto.
Per le motivazioni del traduttore non c’è molto da aggiungere a quanto espresso nel cappello introduttivo di “The Snow Man” al quale rimando (Quaderno di traduzioniPoesia, in Testo a fronte, N° 41 – II semestre 2009, pp. 172, 173); semmai, in accordo ulteriore con le scelte stilistiche di Stevens, mi preme precisare che la pregnanza retorica degli esordi è sostituita da un dettato più asciutto e discorsivo seguendo il quale mi sono orientato.

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Il treno del ritorno

Antonio Scavone

Il film è del ’55, tratto da un romanzo di Hamilton Basso (“The View From The Pompey’s Head”), diretto da Philip Dunne e interpretato nei ruoli principali da Richard Egan, Dana Wynter e Cameron Mitchell. In italiano e per l’Italia (ma anche per i francesi e la Francia o gli inglesi e l’Inghilterra) il titolo originale (“Lo sguardo dalla testa di Pompeo”) risultò incomprensibile, fraseologico, letterario: si optò, allora, per un titolo forse mieloso, come si usava in quegli anni di guerra fredda, ma sicuramente suggestivo: “Il treno del ritorno”. E, in realtà, di un ritorno si trattava, di un ritorno sentimentale, di un ritorno ispirato dalla seduzione della memoria. Continua a leggere Il treno del ritorno

Il mese dopo l’ultimo (II)

Marco Ercolani

«Ognuno sa che in un seguito di anni comuni, normali, talvolta quel grande eccentrico che è il tempo crea dal suo seno altri anni, diversi, particolari, degeneri, ai quali – come un sesto, piccolo dito in una mano – cresce da qualche parte un tredicesimo, falso mese. […] Altri paragonano questi giorni ad apocrifi segretamente introdotti fra i capitoli del grande libro dell’anno».

(Bruno Schulz,
Le botteghe color cannella)

 

Un romanzo smarrito

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Quanto l’anima abbia da temere

Viviana Scarinci

Quanto l’anima abbia da temere.
Su L’anima tema di Federico Federici
(da: L’opera racchiusa, Milano, 2009)

Se un catalogo servisse a mostrare ciò che l’anima debba temere, racconterebbe forse la storia della degenerazione di una stella. Nella relatività generale un buco nero è una singolarità nello spazio-tempo, causata dal collasso gravitazionale di una stella di una certa massa, che non lascia sfuggire più nulla al proprio orizzonte degli eventi. Si può forse azzardare allora che un buco nero, sia una stella, un’entità celeste visibile, che per via di un dato evento, prosciuga il suo corpo, iniziandosi alla sua scomparsa. Continua a leggere Quanto l’anima abbia da temere

Taci, il governo ti ascolta (IV)

Mila Spicola

Lettera al ministro Tremonti
(“il fatto quotidiano
15-06-2010)

Ministro Tremonti,

lei mi obbliga a violare la legge. Mi piacerebbe incontrarla per dirglielo guardandola negli occhi. Lei sta obbligando la maggioranza dei docenti italiani a violare la legge. È esattamente quello che accade in moltissime scuole italiane. Cosa significa infatti ammassare più alunni di quanti un’aula può contenerne, se non violare la legge? Sono ben tre le norme violate: la normativa antincendio, quella per la sicurezza negli edifici scolastici e quella igienico sanitaria. Molti sanno che lei ha tolto ben 8 miliardi all’istruzione pubblica. “C’erano tanti sprechi e siamo in tempi di crisi, bisogna razionalizzare”, saggia e incontrovertibile affermazione. Così ha giustificato la cosa. Di contro, però, le spese militari ricevono 25 miliardi di euro e leggo in questi giorni di un bonus di 19 mila euro a classe per le scuole private e leggo anche di un aumento di circa 200 euro mensili per i colleghi di religione, buon per loro, non sia mai, ma allora non bloccassero i nostri per i prossimi secoli.

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Una lettura di Ritorno alla spiaggia

Ivano Mugnaini
Lucetta Frisa

Nota di lettura

La letteratura e la vita, la malattia e la cura. Essere sospesi tra queste due entità, senza sapere mai, per fortuna, quale sia l’una e quale l’altra: se sia più folle scrivere o vivere, sognare o dare fiato al respiro dirigendo il passo verso qualche luogo. La poesia di Ritorno alla spiaggia di Lucetta Frisa è tutto questo: un caleidoscopio di rimandi, intrecciati e avviluppati, tra citazioni, osservazioni del mondo e dell’animo umano, escursioni nei meandri bui e nei sentieri assolati della mente. Le pagine di questo libro sono solcate da un verso magmatico, eppure nitido, un’esondazione di sensazioni racchiuse con metodo, con la pazienza e l’energia della passione, in torrenti paralleli di fuoco, acqua e terra. Continua a leggere Una lettura di Ritorno alla spiaggia

Un’esperienza folgorante. Derrida e Artaud

Giuseppe Zuccarino

Un’esperienza folgorante. Derrida e Artaud

     L’attenzione di Derrida per Antonin Artaud si manifesta abbastanza presto, nel 1965, con la pubblicazione sulla rivista «Tel Quel» del saggio La parole soufflée. Il titolo è volutamente ambiguo, perché lo si può intendere sia come «la parola suggerita» che come «la parola sottratta». Il filosofo apre il suo testo discostandosi dal modo in cui di solito, a proposito di Artaud, si cerca di mettere in rapporto discorso critico e discorso clinico. Egli ritiene che, invece di trasformare lo scrittore in un caso (sia esso di tipo letterario o psichiatrico), occorra prestargli un ascolto del tutto diverso, «perché ciò che le sue urla ci promettono […] è, prima della follia e dell’opera, il senso di un’arte che non dà luogo a opere […], di una parola che è corpo, di un corpo che è un teatro, di un teatro che è un testo»(1). Continua a leggere Un’esperienza folgorante. Derrida e Artaud

Il mese dopo l’ultimo (I)

Marco Ercolani

Con questo testo di Marco Ercolani, pubblicato qui in anteprima, il “Circolo Schulziano” fa le sue prove generali in vista dell’apertura di una sezione permanente nei locali della Dimora. Si tratta della comunicazione inviata dall’autore (unico scrittore e studioso italiano invitato) al IV International Bruno Schulz Festival (ARK OF BRUNO SCHULZ IMAGINATION), curato da Wiera Meniok e tenutosi a Drohobych nei giorni dal 24 al 30 maggio 2010.

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I paesaggi nascosti di Isabel Ramoneda

Rosa Pierno

Il bianco, egemonico colore di fondo, pare subito un’esca per gli occhi, atta a svuotare la mente. Una specie di esperimento in cui si voglia fare piazza pulita dei concetti, delle consuetudini dei circuiti scavati e frequentati solo per abitudine come anche delle reti complesse e strutturate della conoscenza. Il colore della tabula rasa, della mente priva di memoria. Eppure, contemporaneamente si viene captati da queste affascinanti superfici sentendosi partecipi di un viaggio, poiché l’occhio si ferma a ogni istante calamitato da una diversa modalità di lavorare il colore mediante la grana materica del supporto, di incidere il segno o di sovrapporlo, di disporre a strati il pigmento per modificare apparenze e trasparenze in un inesauribile florilegio di sorprese. Continua a leggere I paesaggi nascosti di Isabel Ramoneda

In memoria di Angelo Ferrante

Angelo Ferrante

Ho incontrato Angelo Ferrante per la prima volta una trentina d’anni fa. E’ bastata una chiacchierata per riconoscere subito in lui, naturalmente, l’amico fraterno che sarebbe sempre stato; così, a pelle, con la stessa naturalezza e spontaneità con le quali sarebbe possibile a chiunque, leggendo uno solo dei suoi libri, apprezzare e testimoniare il suo valore di poeta. L’ultima volta che l’ho sentito, abbiamo parlato, tra le altre cose, del progetto di mettere in rete una sorta di antologia che desse conto, almeno in parte, del suo percorso poetico. Continua a leggere In memoria di Angelo Ferrante

Taci, il governo ti ascolta (III)


 

EMERGENZA SCUOLA

L’importante è che nessuno lo sappia, soprattutto i diretti interessati. Altrimenti non sarebbe così semplice licenziare l’equivalente dei lavoratori di tutti gli stabilimenti Fiat e di tutto il petrolchimico italiano: 150 000 persone, in cinque anni. (Francesca E. Magni / Lorenzo Galbiati)

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