Chi non ha memoria non ha futuro

BREVE CRONOLOGIA DEI FATTI DEL 20 LUGLIO 2001:
PIAZZA ALIMONDA ORE 17.27

Venerdì 20 luglio

Il vicepresidente del Consiglio, on. Gianfranco Fini, con altri esponenti di Alleanza Nazionale, tra cui l’on. Ascierto, si trovano nella Caserma dei Carabinieri di San Giuliano dove si trattengono per diverse ore. Le forze dell’ordine vengono dislocate nelle zone dove passeranno i cortei e nelle vicinanze delle piazze tematiche. Sono stati rimossi i cestini della spazzatura ma molti cassonetti si trovano tuttora lungo i percorsi e nelle piazze dove si raccolgono i manifestanti. Fin dalla mattina compare il Black block: gruppi di 10, 15, al massimo 20 persone alla volta, molte delle quali dall’accento straniero, si aggirano per la città distruggendo vetrine, incendiando cassonetti, auto, motorini. Fanno incetta di sassi, spranghe e bastoni. Diversi privati cittadini, da varie zone della città, denunciano il fatto alle autorità competenti. Un gruppo si concentra in piazza Paolo da Novi, la piazza tematica dei Cobas; inizia a smantellare la pavimentazione e a caricare i cassonetti con pietre. Alcuni manifestanti tentano di fermarli. Le forze dell’ordine, che si trovano a breve distanza, no. Indietreggiano, sparando lacrimogeni. Li inseguono nelle vie adiacenti senza mai fermarli davvero. (Alcuni filmati, anche del sabato, riprenderanno strani personaggi che prima parlano con le forze dell’ordine e poi si avvicinano ad alcuni Black block. Altri filmati riprendono dei personaggi che, in motorino, prima parlano con i Black block, poi con le forze dell’ordine, e così via).

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10 pensieri riguardo “Chi non ha memoria non ha futuro”

  1. ci avete fatto caso che basta essere un gruppo di quattro persone, magari con uno striscione minimalista, per scatenare i manganelli? oggi sarò in piazza alimonda

  2. Personalmente non ho mai creduto alla versione “Placanica”. E’ mia opinione che quando ci scappa il morto si è in presenza di una azione organizzata e pianificata, dall’alto. Sono segnali precisi, così come i fatti di Napoli, dove ero presente, che prepararono la mattanza di Genova e l’omicidio di Carlo. Alcuni di quei mandanti adesso recitano in parlamento la parte dei “democratici legalitari”… volendo rifarsi una oscena verginità per le personali logiche di potere.
    Ciao e grazie

  3. Vincendo la rabbia e la tristezza che mi mette sempre la visione delle foto di Piazza Alimonda, ho letto la “ricostruzione” e la trovo ineccepibile, fa chiarezza su molti punti che si sono voluti “oscuri”. Quando all’epoca ho visto le foto dell’omicidio di Carlo, ho subito notato con inquietudine – e non sono sherlock holmes – la freddezza con cui la pistola del poliziotto dentro la jeep (Placanica? i dubbi sono esposti con chiarezza dalla ricostruzione) veniva puntata a lungo contro Carlo, e anche dopo, quando la jeep si era rimessa in moto. Da quei fotogrammi si coglie il disegno premeditato, non l’ipotetica concitazione o crollo nervoso del poliziotto. Cmq, dopo un inizio faticoso, molti rovesci e incertezze, alcuni passi indietro, devo dire che le ultime sentenze di Genova hanno fatto un po’ di giustizia coinvolgendo le alte cariche (almeno) della polizia, subito dopo i fatti di Genova sdoganate e promosse. Come la sentenza che dice pressapoco così, che siccome le cariche della polizia erano arbitarie e non autorizzate, i manifestati si erano legittimamente difesi, anche con la forza. Sentenza epocale, la cui visibilità i killer dell’informazione si sono guardati bene dal dare. Ora speriamo che la Cassazione non demolisca tutto.

  4. Roberto, la volontà omicida c’era tutta, quel giorno avevano bisogno del morto: tutto previsto, tutto programmato: finanche la presenza in loco, fulminea, istantanea, del “betulla”, con cineoperatore al seguito, un attimo dopo l’assassinio di Carlo.

    Perché credi che, ad un certo punto, dalle parti di piazza Alimonda, in presenza di un centinaio di dimostranti, sia stato dato il via ad un folle carosello di jeep lanciate a tutta velocità, a spazzare i marciapiedi da chiunque vi avesse trovato rifugio addossandosi ai palazzi?

    fm

    p.s.

    Inutile dire, tanto siamo tutti d’accordo, che i giudici di secondo grado sono delle “toghe rosse” pagate dalla sinistra illiberale che non conosce l’amore ma si nutre di odio…

  5. in questo paese, forse nel mondo tutto, certi assassinii e le stragi sono programmati. veniva chiamato comodamente dietrologia questo interrogarsi su certi fatti, così da confondere meglio le acque svilendo la legittima richiesta di chiarezza. che non ci sarà mai fintanto chi tiene il potere, chiunque esso sia, tiene in mano l’informazione. quando penso alle porcate degli ultimi quindici anni, senza contare i precedenti trenta circa, al lavoro ai fianchi che viene sistematicamente attuato per logorare la memoria e lo spirito critico, la vigilanza, mi viene in mente nixon e lo scandalo watergate. nella memoria che si sfolla, o perché ero troppo giovane per averne una vera coscienza, quel fatto di grande risonanza mi appare una sciocchezzuola: eppure mandò a casa un presidente, l’uomo, come si suole dire, più potente del mondo. e noi qui a non riuscire ad aver ragione di una cacchina, di uno sgorbio, e di mille malefatte, oltrettutto sempre più sfrontate, che non cercano nemmeno più di coprirsi le pudenda.
    questi sono giorni di memoria/e.
    corro in bagno a vomitare, scusate.

  6. @roberto
    la cassazione può demolire le procedure, non il merito. non verrà in quel caso fatta giustizia a mezzo condanne, ma quella morale, per quello che capisco, resterà. un vizio di forma può far saltare la sentenza di secondo grado, ma non la sostanza degli accertamenti. naturalmente parlo da cittadino comune, non sono un’esperta. con ciò volevo dire che mi pare già qualcosa che in secondo grado siano state individuate delle responsabilità precise e ne sia emerso un certo modus operandi.

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