Non mi uccise la morte

Luca Moretti
Toni Bruno
Cristiano Armati

Nel “paese dell’amore“, la tortura e l’omicidio di stato stanno diventando la norma – una regola non scritta ma ampiamente e ferocemente praticata nel silenzio dei molti e nella quasi totale impunità del “braccio armato” e degli esecutori materiali di turno. Gli allarmi di Amnesty International e di altre organizzazioni umanitarie sulla salute e il rispetto dei diritti individuali in Italia, trovano ogni giorno di più tragica conferma. Il libro di Luca Moretti e Toni Bruno (Non mi uccise la morte, Castelvecchi Editore, 2010, ora liberamente scaricabile dalla rete), partendo dalla ricostruzione delle vicende relative all’assassinio di Stefano Cucchi, getta luce su un intero panorama sempre più pervasivamente caratterizzato dalla prassi del sopruso istituzionale a danno dei soggetti individuati come deboli, come portatori di disagio e di presunte devianze. Ricordate? Per il prode e solerte Ministro della Giustizia, il dott. Angelino Alfano, Stefano Cucchi è morto per una “caduta accidentale dalle scale”; mentre per l’integerrimo, cattolicissimo Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, dott. Carlo Giovanardi, “è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo”. Non un barlume di umana pietà in queste parole, né, successivamente, a verità acclarata, un ben che minimo accenno di scuse ai familiari e all’opinione pubblica: un silenzio assordante che la dice lunga sul sentire morale dei dirigenti del partito dell’amore. Continua a leggere Non mi uccise la morte

Note di lettura (I) – Anna Maria Ortese

Antonio Scavone

Lune e muri

     Proviamo a chiederci quale fosse il punto di osservazione di Anna Maria Ortese quando cominciava a raccontare: era forse dentro il personaggio che stava descrivendo (al suo interno, facendone le veci) o era al di fuori di esso, in una postazione critica e dialettica per seguirne minuziosamente i pensieri, i fremiti, i silenzi? Continua a leggere Note di lettura (I) – Anna Maria Ortese

Subito è già troppo tardi

Dopo Auschwitz, dopo i Gulag, nessuno può essere assolto
per avere girato la faccia al fine di non vedere e non sapere.

(Moni Ovadia)

Torino
10 luglio 2010

Manifestazione e corteo
per la chiusura immediata dei C.I.E.

Tutto è cominciato con la paura dello straniero, dell’immigrato che invade le nostre strade portando delinquenza, degrado e insicurezza. Un sentimento diffuso ad arte dalla stampa e dalle televisioni, che vede uniti i politici di destra e di sinistra in una guerra ai poveri che ha il solo scopo di coprire le falle di un sistema in crisi reintroducendo nuove forme di schiavismo ed emarginazione. Al culmine di questa deriva razzista delle moderne democrazie, le politiche della fortezza Europea prevedono le chiusure delle frontire, l’espulsione sistematica degli immigrati irregolari e l’istituzione di centri che in molti non esitano più a chiamare Lager.

(Continua a leggere qui…)

Taci, il governo ti ascolta (V)

SCIOPERO!

Siamo tutti d’accordo, va da sé, è importante mandare segnali, creare momenti condivisi e alimentare sacche di resistenza. E, del resto, chi non lo sarebbe quando ci si ritrova (così, improvvisamente?) “sotto assedio“? La gravità del problema, però, non può far passare sotto silenzio, tanto meno rimuovere, tutta una serie di considerazioni che andrebbero fatte, insieme a un bel po’ di domande che bussano sempre più insistentemente, e non da oggi, investendo il ruolo e la funzione della stampa e della comunicazione in questo paese.

Continua a leggere Taci, il governo ti ascolta (V)

Coetzee e l’anarchia

Federico Battistutta

Che John Maxwell Coetzee – premio Nobel per la letteratura 2003 – sia uno scrittore quanto mai versatile ed eterogeneo è risaputo. Se una costante nella sua opera c’è, questa risiede proprio nell’originalità della sua produzione: rifiuto di una linearità narrativa e sviluppi imprevedibili delle trame; corpo a corpo con i grandi autori del passato; romanzi che esplorano la natura della stessa struttura narrativa; contaminazioni fra generi letterari. Queste, sono alcune delle tracce più visibili dello stile di Coetzee.
Ma non basta: a differenze del disimpegno di molti suoi contemporanei, è rinvenibile in lui una passione civile, una compartecipazione alle sorti e alle domande pregnanti del nostro tempo. Ancora: tale passione civile sa in più di un’occasione incontrare, instaurando un dialogo per nulla scontato o anodino, i motivi cari alla cultura anarchica e libertaria. Continua a leggere Coetzee e l’anarchia

Nottario (I, 5)

Marco Ercolani

“Colui che guarda dal di fuori attraverso una finestra aperta non vede mai tante cose come chi guarda una finestra chiusa. Non c’è oggetto più profondo, più misterioso, più fecondo, più tenebroso e più abbagliante di una finestra illuminata.”

(Charles Baudelaire)

Sogno che i confini tornino ad esistere, che riformino il rettangolo del foglio e io riprenda a scrivere; e poi, da sotto, l’acqua ritorni a sgorgare trascinando la carta sulla cima dell’onda più forte. (m.e.)

Continua a leggere Nottario (I, 5)

Mattino domenicale

Wallace Stevens

Do not speak to us
of the greatness of poetry,
Of the torches wisping
in the underground

Non dirci che sublime è la poesia,
Né che danzano fiaccole sotterra,

Né che posano volte sopra un raggio.
Ombre nel nostro sole non esistono,

Il giorno è desiderio, e notte è sonno.
Non esistono ombre in alcun luogo.

Il critico più severo ed ostile di Wallace Stevens, Yvor Winters, che ha espresso un’opinione quasi totalmente sfavorevole dell’opera di quell’autore (con la parziale eccezione di Harmonium), è stato pur costretto a riconoscere in lui “il massimo poeta della sua generazione”, ed a vedere in Mattino Domenicale “la più bella poesia americana del secolo XX”. Noi ci fermiamo a tali giudizi, e limiteremo questa nostra presentazione a qualche osservazione generica ed a qualche accenno marginale. Continua a leggere Mattino domenicale

Chirografie chariane

Giuseppe Zuccarino


Il poeta René Char attribuiva una particolare importanza all’impiego della scrittura a mano, specie quando si trattava di preparare copie dei propri testi da adibire al ruolo di oggetto-dono. L’esempio più noto è costituito dai ventotto «manoscritti miniati» da lui realizzati in collaborazione con artisti di prestigio (Picasso, Léger, Miró, Ernst, Brauner, Lam, Giacometti, per citarne solo alcuni). Continua a leggere Chirografie chariane

Per il solo fatto che mi sono ribellata al silenzio

Patrizia Moretti Aldrovandi

Alla vigilia della manifestazione per la libertà di stampa

oggi, mentre stavo riposando a casa, è suonato il campanello. sono andata ad aprire stanca per il caldo e per una giornata di lavoro appena terminata.
la stanchezza per me è pericolosa perchè la stanchezza uccide l’adrenalina e l’adrenalina è quella che ti fa vivere giorno per giorno cercando di dimenticare il fatto che Federico non c’è più.
la stanchezza è la mia vera nemica. e purtroppo sono molto stanca.
ho aperto la porta e c’erano due ufficiali di polizia che si sono subito qualificati e mi hanno “identificata”.
tanto ormai tutti sanno chi sono.
ma quando mi identificano capisco che sono sottoposta a procedimento penale, ormai sono esperta in materia per tutte le querele che mi hanno fatto per il solo fatto che mi sono ribellata al silenzio, alla mistificazione, agli insulti e alle intimidazioni.

(Continua a leggere qui…)

______________________________
SOLIDARIETA’ A PATRIZIA MORETTI
______________________________

Il giardino dell’Eden

Pierre Jean Jouve

À l’orient
On voit le réservoir du jour et de la nuit tandis qu’au nord réside la fraîcheur désirée. Les vents insoumis viendraient plutôt de l’ouest mais qui le sait jamais? Dans le sud les étoiles tracent le signe appelé Croix, et les montagnes sont chargées de fermer le monde et les parties intérieures du monde ou jardins, car au-delà commence la grande quantité de liquide laquelle n’a point de fin, ni vie ni habitants.

 

Continua a leggere Il giardino dell’Eden