Fine dell’innocenza

Marta Campi

camini fumanti
sulle pareti,
disegnate

pieghe di rombi,
strappati,
del lasciar fare

le cime più alte
di un sogno
sfigurato,
e sbattuto
oltre la porta,
lungo la rampa
di scale…

 

1.
Fine dell’innocenza

lo strappo, il lampo. come animelle bluastre
consumate il vostro pasto
nella paralisi piana,
al mio fianco

chimere del mattino, nel fiato e
deriva, cullate, un risveglio già vigile
di sprone inferiore
[radice vermiglia del poi]…

coi piedini bianchi, sciolti,
dietro l’inferriata,
assorbita al taglio circolare
l’apice di stella

mia culla obliqua
boccheggi anime, sciabolate e
lingue.

 

2.

camini fumanti sulle pareti, disegnate

pieghe di rombi, strappati, del lasciar fare

le cime più alte di un sogno sfigurato,
e sbattuto oltre la porta,
lungo la rampa di scale…

invisibile. allo sfratto. INVISIBILE

Lei non cede.
come piombo a peso morto:

mentre io rovisto tra il buio le trasparenze.

 

3.
La scelta più nobile

nei tuoi occhi un disfacimento lieve, servile,
mentre l’incanto affilato ristagna nel buio di
una qualche drammatica via.
Tu stessa ti limiterai a vibrare,
come una piccola serva dispettosa, mentre per le strade
infiammerà il sentore che qualche cosa abbia avuto sèguito.

Ora, abiti nel luogo del silenzio, impuro
e i tuoi piedi potranno sfidare
le pieghe azzurrine del dolore, disinteressato.

 

4.
i piedi a congiunzione tra un due malato

così l’alba ricamata tra le costole mi strappa
quest’ultimo desiderio

al pomeriggio trattengo il lustro,cammino
lungo la discesa, mano a mio padre,
e gioco al gioco del cancello: lui, l’alba, io, e il passo
prigioniero al mezzo.

 

5.
rito

e io tra le gambe della vicina giocavo
a infilare le dita nel nero dei suoi capelli

come una tana malata da cui sfilare
la folle nausea,
lo sciame-relitto

 

6.
e spegni

e spegni
ora, la linea disegnata agli angoli delle pareti,
quell’alba a spicchi non congiunti

lì, con la luce,
la fame il tempo

tre volte tre– inebriati e vinti.

 

***

6 pensieri su “Fine dell’innocenza”

  1. non conosco l’Autrice di queste liriche ma mi sembrano eccellenti, davvero molto suggestiva la marta campi alla quale rivolgo il mio plauso e per quanto poco possa valere..
    erremme

  2. Che belle, perchè non le ho scritte io! “mentre io rovisto tra il buio le trasparenze” o “a infilare le dita nel nero dei tuoi capelli” versi meravigliosi, complimenti per queste schegge di vita.

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