Il tempo salvato

Ivano Mugnaini

C’è in questa raccolta, sfrangiata e accattivante, un costante bisogno di confronto con l’alterità del mondo, tra un passato sentito come un “cappio” e un presente “incurante del baratro”, al pari di un ponte interrotto che la grammatica del pensiero (ovvero le parole) si incarica di ricongiungere. Poesia, dunque, come “dizione” e “ascolto” allo stesso tempo; ascolto di un io che si sente inadeguato ma che non rinuncia a quel confronto e che si dispone, ora con aria infantile (come quella del puer ingenuo, figura spesso ricorrente nella poesia di Mugnaini), ora con atteggiamento dolorosamente consapevole della propria inadeguatezza, ma che pur non esita a offrirsi ogni volta in tutto il suo disarmante candore. [L. Fontanella, dalla Prefazione]

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