La biblioteca di RebStein (XIV)

La Biblioteca di RebStein
XIV. Dicembre 2010

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Lucetta Frisa

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Sonetti dolenti e balordi (2010)
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14 pensieri riguardo “La biblioteca di RebStein (XIV)”

  1. Cara Lucetta, penso che molti dei commenti nel post precedente siano nati dalla lettura dell’intera opera. Il “Quaderno” è stato già scaricato molte volte, e ancora lo sarà nel tempo. La particolarità di questo blog, da quello che posso aver capito gestendolo, è la lettura e la rilettura dei post sulla distanza lunga. Pensa: tra quelli più letti degli ultimi mesi, ce ne sono alcuni pubblicati un anno, due anni, tre anni fa!

    Una lettrice tedesca del blog mi ha scritto tempo fa dicendomi, tra l’altro, che i pdf li scarica, li riduce al formato standard di un libro e li rilega a mano. Mi ha promesso che me ne manderà qualche copia.

    fm

  2. Lettura gradevolissima e al contempo impegnativa quella di Lucetta Frisa. A lei, a Francesco Marotta e a tutti noi, nati con le domande nelle ossa, l’augurio di un FELICE ANNO 2011, Marco Scalabrino.

  3. Quello che mi dici, Francesco carissimo, è molto bello. Ti ringrazio di questa precisazione che mi fa molto molto piacere. Come fa piacere a te e a noi tutti riuniti intorno a te.
    La poesia è un LAVORO ostinato e senza fine per chi la fa e per chi la legge. Richiede mesi ed anni ,insomma Tempo. Sapere di non essere soli a praticare, credere, sostenere questo LAVORO così concreto ed impalpabile e averne conferma proprio in questi giorni è per me -per tutti noi- un autentico regalo natalizio di cui abbiamo bisogno ogni giorno.
    Ancora GRAZIE
    lucetta

  4. Ringrazio Marco Scalabrino per la sua presenza sempre avvertita e puntuale e per quel mio verso che ha citato rendendolo “nostro”.
    AUGURI a lui e un ricordo struggente di quel luminoso paese in cui vive e che sento mio per metà.
    lucetta

  5. Cara Lucetta: talmente “nostro”, da tuo che era, che l’ho già fatto mio :)

    A me piace molto l’idea che i testi che pubblichiamo siano letti dall’Alaska alla Nuova Zelanda (anche in Mongolia e nella Terra del Fuoco, per dire), e che questo avvenga in seguito a “scoperte” casuali, prolungate nel tempo. La speranza è che tutti i post abbiano lo stesso destino di quelli con i testi di Ferruccio Masini: il giro del mondo, parecchie volte, negli ultimi tre anni.

    fm

  6. Cara Lucetta, sto leggendo i tuoi sonetti e la prima parte mi è entrata come per magia (ieri non voleva) nella mente e nel cuore, intendo dire che, nella confusione delle feste – e non solo, non entravo in sintonia, poi nel silenzio è accaduto qualcosa, leggevo e sentivo la sequenza del tuo “compianto” (penso alla ripetizione dei motivi nello Stabat M ater, ad esempio) sussurrami nella mente la tua meditazione cosmica sul dolore…
    Vado avanti a puntate, ciò che assorbo in una poesia come la tua – gradevolissima ma impegnativa, come dice Marco Scalabrino – mi richiede anche pause, la mia mente ha tempi lunghi:-)
    Quindi, ci tornerò, ancora e ancora.
    Vorrei dirti che ho un grandissimo rispetto ed anche una preferenza “viscerale” per quanto scrivi, ma aggiungo che mi hanno colpito le tue osservazioni sul lungo e paziente lavoro che la poesia comporta: non che non lo sapessi, ma riflettere ancora una volta sul lavoro che fanno persone come te mi aggiunge ammirazione nei tuoi (e loro) confronti!
    Complimenti ed auguri
    marina

  7. Ringrazio molto anche Andrea Raos per il suo commento,non solo perché è positivo, ma perché semplicemente è venuto qui a visitarci
    lucetta

  8. Leggo regolarmente, in realta’, questo come altri blog. Cerco di commentare il meno possibile, solo quando lo ritengo davvero indispensabile :) Ancora complimenti per il tuo lavoro.

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