La Dimora in cifre

La Dimora in cifre

Il 10 febbraio scorso La Dimora del tempo Sospeso ha compiuto tre anni e mezzo di vita in rete. Penso sia giusto, così come mi è stato da più parti richiesto, dare qualche cifra del blog e proporre qualche riflessione sul lavoro svolto – sperando nel contributo di chiunque, lettore o autore che sia, voglia suggerire idee o muovere critiche in piena autonomia e libertà. E’ anche un modo per ringraziare quanti, con la loro assidua presenza, hanno permesso che questa avventura proseguisse e si consolidasse nel tempo.
Tutti i dati numerici che leggerete sono tratti dagli strumenti analitici di rilevazione della piattaforma WordPress.

Il periodo in esame è quello compreso tra il 10 agosto 2007 e il 20 febbraio 2011.

Articoli pubblicati: 1387

Lettori unici: 1.028.011

10 ag. / 31 dic. 2007       43.181      (nov. 13.054)
1 gen. / 31 dic. 2008      214.325      (ott. 25.643)
1 gen. / 31 dic. 2009      327.055      (gen. 45.660)
1 gen. / 31 dic. 2010      365.075      (gen. 40.809)
1 gen. / 20 feb. 2011       78.375

Pagine lette: 2.047.538

Commenti: 15.645

Qualche altro dato.

Sul blog sono presenti poco meno di 3500 links esterni: li ho utilizzati per segnalare articoli, testi, post ripresi da altri siti, iniziative, artisti, piccole editrici e quant’altro abbia suscitato il mio interesse e abbia ritenuto giusto, per quel che mi riguarda e per quanto ne fossi a conoscenza, partecipare al maggior numero possibile di persone. Credo che il link sia, o possa essere, uno strumento democratico che risponde, tra le altre cose, per chi lo usa fuori da ogni logica di scambio o da interessi di classifica (sic!) e di congrega più o meno dichiarati, almeno a una duplice volontà e intenzione: contribuire a fare rete sul serio, facendo circolare buone letture, segnalando scoperte o scritture di valore; e, contemporaneamente, rispettare il lavoro e la dedizione degli altri – che non sono mai anonime entità virtuali ma esseri in carne e ossa che strappano tempo ad altre occupazioni per metterci a disposizione, gratuitamente, saperi, competenze, conoscenze.

Per queste ragioni, ringrazio vivamente coloro che hanno voluto rilanciare – quando lo hanno ritenuto opportuno: come è giusto che sia – articoli e testi proposti su queste pagine: con un pensiero particolare ai (circa) 200 siti stranieri che nell’arco di esistenza del blog lo hanno più volte segnalato ai loro lettori.

***

Pubblico di seguito una lista (in rigoroso ordine alfabetico) dei trenta post più letti in questi tre anni e mezzo. Se si scorre l’elenco, con relative date di apparizione degli articoli, è possibile rintracciare qualche linea di tendenza, insieme alla certezza che nessun post esaurisce il suo spazio vitale con la scomparsa, dopo due-tre settimane, dalla home page, ma continua a vivere, cioè ad essere letto anche sulla lunga e lunghissima distanza.

Fanno storia a sé, e dunque ho preferito ritagliargli uno spazio tutto loro, i post di Ferruccio Masini, di Pavel Friedman e quello delle poesie dei bambini di Terezin. Viaggiano al ritmo, assolutamente e felicemente fuori concorso (si fa per dire: qui non c’è nessun concorso!), di un migliaio di visite al mese.

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Ferruccio MasiniLa parola della notte (21-05-2008)
Pavel FriedmanLa farfalla (12-08-2007)
TerezinMai scenda il silenzio (27-01-2008)
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Ecco quanto:

Cristina Annino
Accordando luce con vertebre (28-9-2008)
Sergio Baratto
Una traversata del deserto (19-12-2008)
Dario Borso / Rainer Maria Rilke
Requiem per un’amica (8-03-2008)
Joë Bousquet
Il silenzio impossibile (2-03-2008)
Paul Celan
Die Niemandsrose (12-08-2007)
Gianni Celati / Massimo Rizzante
Dialogo sulla fantasia (2-10-2007)
F. Centofanti / G. Morale
La forma perfetta è la faccia dei poveri (1-06-2008)
René Char
Luce della parola insorta (1-03-2008)
Francesco De Girolamo
Paradigma (22-11-2008)
Ivano Fermini
Poesie (28-04-2008)
Francesca Genti
Poesie inedite (18-04-2008)
Stefanie Golisch
Lorenzo Calogero (16-09-2009)
Peppino Impastato
Una vita contro la mafia (8-05-2008)
Sergio La Chiusa
Cinque tavole di Pieter Bruegel (4-02-2009)
Adriano Marchetti
Arthur Rimbaud (25-03-2009)
Stefano Massari
Le mie mani pregano incendio (4-09-2009)
Francesco Mastrogiovanni, anarchico… (19-08-2009)
Luigi Metropoli
Demetrio Stratos maestro della voce (17-01-2008)
Giorgio Morale
Horcynus Orca (I) (9-02-2008)
Giuseppe Panella
Dino Campana (7-04-2009)
Giuseppe Panella
Elogio della lentezza (16-05-2009)
Alejandra Pizarnik
Caminos del espejo (18-06-2009)
Antonio Prete
Tutti i poeti sono in esilio (11-09-2007)
Marco Rovelli
Urla la morte bianca (13-05-2008)
Dieter Schlesak
Il mondo da riprodurre balbettando (I) (17-08-2009)
Ranieri Teti
Il passo nomade della scrittura (8-10-2007)
Iole Toini
Senza recidersi mai dal proprio mare (29-11-2007)
Emilio Villa
Odissea (28-12-2008)
Vladimir Vysotsky
Il volo di Volodja (13-09-2007)
Giuseppe Zuccarino
Scritti su Edmond Jabès (I) (6-11-2008)

E, per chiudere, ecco anche la lista dei trenta post più letti nel 2010. Con l’ulteriore avvertenza che ne ho espunti dall’elenco una decina, già presenti tra i più letti di sempre. A riprova poi di quanto già detto in merito alla tenuta sulla distanza, si noti la presenza di articoli pubblicati nel 2007 e nel 2008 accanto ad altri usciti appena qualche mese fa.

Nadia Agustoni
Le parole che dobbiamo imparare (30 agosto)
Luca Ariano
Contratto a termine (18 febbraio)
Franco Arminio
Versetti degli emigranti (10 marzo)
Mario Benedetti
Umana gloria (17-02-2009)
Giorgio Bonacini
Stelle inseguitrici (21 gennaio)
Enzo Campi
Casta Carta Cauta Canta (7 gennaio)
Enzo Campi
Ipotesi corpo (17 giugno)
Giovanni Campi
Speculo imaginario (9 marzo)
Paul Celan
Todesfuge in quattro quadri (30 gennaio)
Gianni Celati
Charles Baudelaire/Le voyage (22-08-2007)
Miloš Crnjanski
Lamento per Belgrado (22 marzo)
Marco Ercolani
Il mese dopo l’ultimo (I) (16 giugno)
Marco Ercolani
Nottario (II, 1) (17 agosto)
Forugh Farrokhzad
La strage dei fiori (24 febbraio)
Lucetta Frisa
Ritorno alla spiaggia (18-08-2009)
Elio Grasso
Una riflessione su Dino Campana (14-05-2009)
Luciano Mazziotta
Città biografiche (30 aprile)
Giorgio Morale / Francesco Forlani
Autoreverse (21-02-2009)
Enzo Paci / DB
La fontana di Rilke (22-03-2009)
Giuseppe Panella
Bartolo Cattafi (16-07-2009)
Giuseppe Panella
Rifrazioni del sublime (25 febbraio)
Alessandra Pigliaru
Il corpomente della parola (12 luglio)
Alessandra Pigliaru / Enzo Campi
Omaggio a Giorgio Manganelli (I) (5 maggio)
Alessandra Pigliaru / Giovanni Campi
Omaggio a Giorgio Manganelli (II) (4 giugno)
Antonio Prete
Charles Baudelaire/Le voyage (31-10-2008)
Massimo Sannelli
Comedìa (1 giugno)
Antonio Scavone
La bonaccia di Dylan Thomas (23 gennaio)
Antonio Scavone
Impubblicabile (III)
Giuseppe Zuccarino
Alla ricerca del romanzo (12-09-2009)
Giuseppe Zuccarino
Critica e commento in Foucault (20 aprile)

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Sperando di aver fatto cosa gradita con la pubblicazione di questi dati, ringrazio tutti i lettori, i commentatori e gli autori che hanno avuto la bontà di attraversare e di sostare in queste stanze. Con l’auspicio che ne abbiano tratto, e ancora vorranno farlo, un piccolo piacere intellettuale ed estetico, insieme a una sia pur minima occasione di confronto e di riflessione.

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(S)MEMORANDA

Questo blog non partecipa a nessun titolo, e per nessuna ragione, a graduatorie e classifiche di qualsivoglia genere, in rete e fuori.

Questo blog non pubblica, per decisione irrevocabile del gestore, notizie relative a premi, incontri, concorsi, manifestazioni variamente assortite e quant’altro. Inutile insistere, quindi, intasando di avvisi e locandine la casella di posta elettronica con preghiera (vana) di diffusione: esiste una “bacheca”, creata appositamente a questo scopo, dove depositare eventuali annunci.

L’invito è rivolto in modo particolare a tutti coloro che non hanno mai dato un’occhiata, nemmeno di sfuggita o per scherzo, ai contenuti proposti in questo sito e il cui unico scopo, evidentemente, è quello di utilizzare ogni mezzo possibile per farsi pubblicità. Avete solo sbagliato indirizzo, succede.

Il gestore di questo blog sente il bisogno di esprimere tutta la sua vicinanza e la sua solidarietà a quegli autori (alcuni con amici e sodali al seguito) che, ospitati su queste pagine quando nemmeno i parenti più stretti erano a conoscenza del fatto che scrivessero, hanno pensato bene di scomparire e di cancellare il suo nome e la sua mail dalle loro agende. Grazie di cuore, soprattutto per l’altissimo onore che mi avete concesso permettendomi, con la grande generosità che vi contraddistingue, di dedicare un po’ del mio tempo alle vostre persone e ai vostri scritti.

***

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62 pensieri riguardo “La Dimora in cifre”

  1. Pingback: La Dimora in cifre
  2. Voglio ringraziarti, pubblicamente, per la tua opera davvero meritoria. Doppiamente meritoria, se pensiamo che ci troviamo di fronte ad un poeta che ammiro molto, autore di poesie per me tra le più belle ed intense lette in questi anni, che avrebbe tutte le ragioni per dedicarsi esclusivamente alla cura della propria arte. Nel sogno di una comunità più civile e rispettosa e vera, che è anche il nostro sogno.

  3. Grazie a te, Ivan, per il contributo che hai dato e che continuerai a dare a questo “progetto”.

    Aggiungo, e vi prego di credere che non c’è nessuna falsa modestia in ciò che dico, che ho messo fuori questi dati solo per rendere omaggio a tutti gli autori che sono passati e passano di qui con i loro testi: il merito è loro.

    fm

  4. Francesco,
    ancora ringrazio la tua generosità nel farmi ospite in questa dimora speciale, insieme a persone speciali, il cui numero andrà sempre crescendo, come un acuto nella gola di un soprano che ha il fiato del vento.

    Un saluto caro,
    Francesca

  5. Sono felice di essere passata, anche oggi, per questa dimora, curata con attenzione e sollecitudine da Francesco, che ringrazio e saluto, insieme a tutti coloro che passano e sostano qui.

  6. la classe non è acqua: dunque festeggiamo con una bottiglia di quello buono! direi un cabernet franc del 2008, delle mie parti. profumato, corposo, che ci si sente l’erba dei campi, il sole. come quando si sta qui, e ci si ferma un poco. è così che si ritorna.

  7. sebbene io sia tra i frequentatori più o meno recente di questo sito, quindi non storico (sembra quasi un possibile banale dato, no, non credo sia così) frequentatore, percepisco che in questa sede abita e abitino Persone, Uomini e Donne, attente a evoluzioni colte del fare oltre i linguaggi e le scuole, diverse tendenze, diversi approcci ma ho colto un dato comune che, personalmente , apprezzo molto: tutte le Persone che qui hanno residenza restano dotate di profondo senso della DISCIPLINA e ciò mi induce a ritenere che siano attenti studiosi di un insegnamento di J. Itten sul Colore; questi, mio ideale Maestro, nel suo “ARTE DEL COLORE”, Il Saggiatore Editore in Milano (credo ancora in commercio in pregiata edizione) sostiene che, accanto a una ricerca puntuale, certosina, rigorosa, razionale e altro sul Colore e sui sensi del timbrico, alla fine, chi decide, è il cuore dell’Artista (vero), a cui nessuna Disciplina, poi, detta legge.
    Un plauso a Francesco Marotta per Sua capacità di saper ospitare Persone davvero molto belle..
    r.m.

  8. io mi sento onorato di essere, in primis, tuo amico.
    tutto il resto viene dopo.
    grazie per quello che sei e per quello che fai per la scrittura e per la poesia.
    la “dimora” è un faro, e ognuno è libero di far propria la luce per cercare l’approdo, ma anche per consolidare il naufragio (ma in ambito letterario sono due cose che viaggiano su binari paralleli).
    grazie ancora!
    un abbraccio.
    Enzo

  9. Anche io ti ringrazio di cuore, a nome mio e di tutti quelli a cui hai dato spazio, visibilità e la possibilità di incontrare qui testi che altrimenti non avrebbero conosciuto.
    Un abbraccio.
    Francesco t.

  10. Belle sorprese e belle conferme in queste cifre della Dimora, Francesco. E condivido quello che dice Ivan. Un autore come te, che avrebbe tutte le ragioni potrebbe prendersi cura solo del suo giardino, crea invece una costellazione di giardini. E lo fa con molta attenzione. Perché solo le voci altrui confermano la propria voce. E viceversa.
    Grazie di questo tuo lavoro, e della sua unicità.
    Marco

  11. Grazie a te, Cristina.

    Per quel che mi riguarda, contribuire, per quanto posso, a far circolare, conoscere ed apprezzare scritture poetiche come la tua, è uno dei pochi piaceri intellettuali ed estetici (e, perché no: etici) derivanti dall’utilizzo del mezzo-blog.

    Ciao, un caro saluto.

    fm

  12. Leggendo e rileggendo tutti i vostri interventi, mi era venuta una riflessione. Ve la lascio. A ciascuno intenderla secondo il suo “sentire”.

    ***

    C’è un dare in questo “lavoro”, certamente – e sempre si offre esattamente quello che si è. Ma il dare, in qualunque caso, non è altro che una restituzione – e ogni restituzione lascia nella coscienza il segno indelebile della distanza che ci separa da quanto ricevuto: fosse solo uno sguardo che si tende fino a noi, e ci sfiora o ci avvolge; una pagina che ci apre i suoi scrigni di luce o di miserie, di abissi o di voli; una parola che ci propizia il risveglio col suo carico di furore e di mistero. Una distanza che diventa incolmabile, qualche volta – quando sguardi, pagine e parole sono un insieme di mani sconosciute, inconsapevoli, che strappano per te, attimo dopo attimo, ore e giorni alla tua morte.

    Scrivo da qui. Da quella distanza. Da quella consapevolezza.

    fm

  13. Sì, è quella “zona del Bello e del Triste”, uno degli stati più evocativi in assoluto e, alla fine, uno dei più felici.

    Io almeno leggo così le tue belle parole; grazie ancora, Francesco.

    Cristina.

  14. x
    sempre ultima, Francesco carissimo, a lasciare la mia testimonianza.Accetta e perdona la mia ” tardività “.
    Ti dico solo questo: da quando frequentiamo la tua straordinaria dimora, solo il suo tempo ci è prezioso, solo il suo tempo ci conforta e comprende, niente e nessun’altra cosa. Grande poeta e grande amico.
    lucetta
    e….1000000000 AUGURI a te e alla tua dimora !

  15. Sottoscrivo Tomada, la Dimora è luogo di incontri importanti.
    Grazie Francesco del lavoro che fai e a tutti un saluto caro.

  16. la donazione reciproca, il senso della communitas con la restituzione del munus

    molto bello questo senso della restituzione, non immune dal segno, anzi “nel segno indelebile della distanza”,
    distanza dal munus stesso e non da chi lo offre (o da come lo offre), (che anzi può essere sconosciuto, ma riconosciuto nel dono)
    e questo è bellissimo!
    che meraviglia di commento Francesco!
    (per non parlare dei numeri…che soli mi parlano e parlano da soli )

    Grazie. ciao

  17. Caro Francesco
    tutte le tesimonianze qui ne fanno una e sola e unanime alla quale se c’è posto mi accodo ancora per fortemente sottolineare il tuo essere poeta di sguardo oltre profondo innanzitutto e poi ancora la tua discrezione e il tuo rispetto per il talento altrui [come scrive Cristina Annino] e sottolineo diecimilavolte “il tuo rispetto per il talento altrui” che solo così la poesia può propagarsi toccare agire senza che occorra scena.
    un forte abbraccio.
    paola

  18. “il tuo rispetto per il talento altrui” : sottolineo la sottolineatura.
    e aggiungo: la fiducia e la speranza, l’equilibrio che perviene a quello sguardo. la coscienza e non l’ego. beni inestimabili e rari soprattutto dove ci si aspetta, forse ingenuamente, di vederli fiorire: nel mondo dell’arte della parola, che davvero, a volte si fa pietra. ecco perché il mio primo commento parlava di profumo e di sole, lo so adesso.
    grazie, francesco e grazie ai commentatori. talora – senza buonismi! – ci si consola di molti mali, leggendo.

  19. Francesco si sa i numeri sono sempre numeri, e questi confermano ciò che tutti qui sappiamo del tuo modo di essere poeta, parola che non solo rappresenta l’io che offre ma anche e soprattutto l’io che accoglie. A me piace quella quantità indefinita che va da “infinito ad “ infinito” che rende il senso di libertà al quale ogni poesia ed ogni poeta dovrebbe vorrebbe tendere, ed è questa che, al di là di qualsiasi numero, io riconosco in questa tua dimora, posto che sebbene virtuale materializza un modo di far poesia “senza trappole nascoste o lacci” , e questo non ha misura. Ecco perché è così facile e naturale ora per me sentirmi parte dei primi come degli ultimi con la medesima gioia. In fondo cosa può chiedere di più un poeta se non di essere semplicemente ascoltato.
    grazie
    lisa

  20. Mi piacerebbe che tu una volta parlassi della restituzione e della distanza, di che cosa si ha indietro e di che cosa – atteso – non si ha. E della consapevolezza che, ne sono sicuro, ti appartiene da ben prima della dimora.

    Francesco t.

    1. Caro Francesco, in questo momento della mia vita io sono in guerra. E quando si è in guerra resta ben poco tempo, quasi niente, per scrivere, leggere, a volte anche solo pensare. La tua domanda me la tengo ben stretta e prima o poi, vedrai, troverò il modo di rispondere.

      Intanto, grazie. Con un abbraccio.

      fm

  21. Caro Francesco, non sono assiduo come vorrei, ma la tua dimora continua ad essere per me un punto di riferimento importante. Ti auguro ogni bene e grazie di esserci.
    Abele

  22. Grazie Francesco. In pochi anni, con la tua generosità e attenzione, sei riuscito a realizzare uno dei più innovativi e inediti spazi di lettura e riflessione culturale. Senza dire della tua capacità di scoprire e valorizzare voci e opinioni nuove che altrimenti non avrebbero trovato cittadinanza nel basso impero del pensiero unico. Per questo tuo lavoro, grazie. Ti abbraccio veramente.
    Pasquale.

  23. Una dimora dove sostare, cogliere nella ‘distanza’ la differenza di ognuno, nelle parole, negli sguardi, nelle pagine. Si offre forse non solo ciò che si è ma anche ciò ci supera e che non sappiamo ancora nominare. Nello scarto della differenza, nella lontananza, ci viene restituito qualcosa d’ inesprimibile, di non detto che risuona dentro di noi e tocca, a nostra insaputa corde di rara bellezza. Il dare è già un ricevere su un piano sottile ciò che non ci appartiene o ci sfugge eppure ci riguarda, ci chiama anche se ancora in modo confuso. Restare aperti nella differenza e accogliere nella distanza ciò che siamo e non siamo.
    Grazie per tutto l’impegno e per l’occasione preziosa che ci offri ogni giorno.
    Saluti a tutti
    Stefania R.

  24. Per me che da poco frequento “La dimora”, è come percorrere certi sentieri della legna del mio Cansiglio: t’imbatti in radure di una luminosità sempre nuova, o in fungaie che hanno l’intenso profumo del carpe diem.

  25. Grazie a tutti, davvero. Fermo restando che il mio unico merito è quello di postare i testi che leggete.

    Qualcuno mi ha chiesto perché non esprimo mai una critica negativa. La risposta è molto semplice: i testi li scelgo io, e li pubblico solo se mi piacciono.

    Un caro saluto.

    fm

  26. visto con i soliti occhi che amano i contrasti il blog potrebbe sembrare uniforme nell’armonia che vi si respira. e invece credo che qui ci siano moltissime differenze: semplicemente, trattandosi di una dimora, uno entra e accetta le regole della casa, che si imparano presto, poiché il suo “padrone” è autorevole, anche se la mette a disposizione con generosità.
    c’è uno stile che ha il vantaggio di risparmiare a chi legge la chiacchiera inutile, il commento autistico, le baruffe chiozzotte, nonché il complimento allisciante. è un vantaggio anche per chi viene pubblicato: io mi sono goduta grandemente le mie due presenze qui, nel piacere di dare un contributo e di ricevere simpatia umana e intellettuale. impossibile diversamente poiché a monte il filtro è finissimo, di classe: apertura e accoglienza da un lato, poche ciance dall’altro. niente smancerie, solo amore: per le persone e per il fine comune.
    e a me piace piacere alle persone così, che vi devo dire?
    :)

  27. Di letture critiche attente (e di “critiche”) c’è bisogno, Lucia, qui come altrove. Ma ormai in rete è invalso il costume di “aggredire” chiunque si faccia portatore di un punto di vista diverso dalla “vulgata” e quindi, automaticamente, anche i più “motivati” finiscono per astenersi (quando non si lasciano andare al melassume imperante). Credo che per un autore sia necessario più un lettore che evidenzia eventuali punti deboli della pagina che un “amico” che fa atto di presenza o attesta “grandezze” mai altrimenti vagliate.

    In ogni caso, a me piace il “commento” che sa attraversare il testo, che sa coglierne lo spirito indipendentemente dagli “orientamenti” personali, e sa offrire spunti di analisi e di riflessione anche agli altri.

    Pienamente d’accordo, comunque, su quanto scrivi.

    fm

  28. @fm Un’interessante, credo, osservazione sul titolo del blog: “la dimora” è latinamente il luogo dell’indugio, del socchiuso, della sosta lungo il limitare inquieto fra la radura del pensiero logico e il bosco del pensiero emotivo; “del tempo sopeso”, che altro è se non il corrispettivo temporale di quello spazio? Un titolo dunque autenticoerentemente poetico! Vi si dimora senza abitare!

  29. Grazie Pier Franco, mi è piaciuto molto quello che hai scritto, una riflessione che utilizzerò sicuramente alla prima occasione.

    fm

  30. Caro Francesco,

    una notizia curiosa: è probabile che una casa editrice genovese seria pubblichi un mio libro, “Turno di guardia”, dove racconto le cronache di uno psichiatra nel bailamme notturno dell’ospedale. Ti anticipo che l’ultimo capitoletto del libro si chiamerà (sic) “La dimora del tempo sospeso”.

    Ciao

  31. [fastidiosamente prolisso]

    “Scrivo da qui. Da quella distanza. Da quella consapevolezza”… È stato più forte di me, Fancesco, quasi automatico “pescare nel torbido” poetico. La tua chiusa al post-scriptum è in realtà un incipit bloccato, una sigla iniziatica, uno slogan profetico e mi ha fatto pensare (non credo ti sorprenderai) al grande Ovidio relegato a vita da Augusto sul Mar Nero.

    Nei “Tristia” (III, I- vv.19-20) Ovidio scrive:

    “Ditemi, lettori, se non vi pesa, che strada io debba fare
    e quale albergo cercare, libro straniero nella città.”.

    In questo distico elegiaco Ovidio, emarginato e ripudiato, si rivolge ai suoi lettori superstiti per stabilire un contatto ma soprattutto per rinnovare un “patto” di prossimità con i suoi lettori e con i materiali letterari suoi propri e dei suoi lettori.

    Tu, Francesco, come tanti dei tuoi ospiti/visitatori, non sei emarginato o ripudiato (…), non ti ritrovi sconfinato in una terra rozza come doveva essere Tomi per Ovidio, ma anche tu mandi questo messaggio di stupore o disincanto. A modo tuo, con sobria finezza e spericolata sincerità, parli dei “Tristia” di Ovidio o dei “Tristia” di cui oggi si vive. La distanza rende faticosa la consapevolezza, la scrittura complica l’empatia, il dare è certamente meno rilevante del restituire e quello che è incolmabile è il percorso che tu, principalmente, e poi i tuoi ospiti compiono del dirimere una questione che sa tanto di pudore quanto di improntitudine: “E poi che succede?”. Già, che succede dopo un post pubblicato? Basteranno compiacenze dei sodali per un’esposizione immediata e responsabile delle proprie “cose”? No, il punto è un altro e dev’essere spostato, anticipato: non “E poi?” ma “Prima, che succederà?”. Chi si esprime si assume il peso della sua competenza già quando mette la penna sul foglio. Quella distanza o quella consapevolezza, Francesco, è anche dei tuoi ospiti e non si sta nella Dimora solo per esserci ma per trasmettere, attraverso di te, la propria finitezza e la propria voglia di reiterare un incanto – letterario, politico o esistenziale che sia.

    La tua Dimora non è il Mar Nero ovidiano: forse lo sono i tuoi “Tristia” ma anche quelli, d’un pays lointain, sono vissuti e convissuti da tutti.

    Buon compleaqnno, Dimora.

    Ti abbraccio, Francesco.

    Antonio

  32. arrivo tardi a questo summit: che dire? tanta orrima qualità. si potrebbe persino pensare a tirare le somme di questi palinsesti critici e letterari: una sorta di convegno.
    Un lavoro bellissimo, caro francesco, specie nelle traduzioni e nell’attenzione a quanto è fuore le mura italiche. grazie, anche per l’ospitalità ai miei scritti. un abbraccio fraterno. m.

  33. Mi spiace soltanto che per ragioni contingenti non posso essere presente come vorrei . Ma quel poco che ho potuto “prendere” mi ha legato molto , mi da ogni volta la sensazione di essere vivo in questa italietta delle lettere sonnolenta e asfittica . Abbiamo bisogno di aria pulita , di fare incetta di sprint intellettuale .
    Quindi grazie a Francesco che gestisce ad hoc questa materia prima con la spontaneità di un ragazzino .

    1. Ti ringrazio, Leopoldo.

      fm

      p.s.

      Avrei bisogno di sapere se ti arrivano le mie mail, l’ultima te l’ho mandata ieri sera – in risposta.

  34. grazie a francesco, apprezzo molto il suo rigore e la sua battaglia contro una visione classificatoria, competitiva e propagandistica dello scrivere… anche se poi in privato ho messo in dubbio l’opportunità di escludere il blog – che dello scrivere è solo il contenitore e lo strumento di diffusione – dalle analisi delle classifiche

  35. Grazie per la comprensione, ellebi: io sono per l’orizzontalità diffusa e rizomatica dei saperi – la verticalità, con tutti i suoi rituali mistificatori e gerarchici, la lascio volentieri a quanti fanno “opposizione” all’esistente solo su carta, e all’interno delle loro confortevoli consorterie di adepti, affilitai, famigli, clientes, cooptati e cooptandi.

    fm

  36. ti ringrazio, Francesco, per la felice scelta di aprire questo spazio dell’incontro, che riflette un destino. e la tua siderale distanza da ogni traccia di ripiegamento egoico, perchè chi ospita nella sua dimora centinaia di voci è davvero un folle di altruismo, che sazia la sua follia con l’unico pane della condivisione. ho accumulato sensazioni memorabili dalle tue voci offerte e dalla tua parola di poeta e di uomo. e anche se non posso essere assidua come vorrei nel lasciare traccia, sappi che ti sono infinitamente grata per ciò che scorre-discorre nella dimora e per avermi ospitata. abbraccio te e tutti voi che contribuite a mantenere sonoro e fertile questo cerchio.
    annamaria

  37. Mi emoziona parlarti, Francesco. Sei tu la persona più cara dell’web. Ho avuto la gioia di conoscerti personalmente, e, m’è bastato un attimo per capire che tutto il mio affetto, la mia stima, erano ben riposti.
    Ti sono grata per ogni cosa. Un tuo commento a un mio scritto m’è rimasto inciso a pelle…
    Un abbraccio
    Rina

    p.s. perdonami se sono sparita …sei immenso, e io sono piccola, piccola.

  38. Rina, ricambio affetto e stima e ti saluto caramente. Non preoccuparti, anch’io sono “sparito” da tanti posti della rete che frequentavo con una certa assiduità. Gli anni passano, la vita ci porta altrove, ed è giusto che sia così. Ci si consola con il ricordo delle (tante: per quel che mi riguarda) persone vere incontrate – e i ricordi “veri” non sbiadiscono mai.

    fm

    Per evitare fraintendimenti ulteriori: l’ultimo punto della “(s)memoranda” è dedicato a quelle persone che hanno creduto (“loro” hanno creduto) in qualche modo di “usarmi” e di “scaricarmi” dopo aver espletato i “bisognini”. Tanto per ricordargli che tutto questo io lo sapevo già fin dall’inizio, volevo soltanto darmi un’ultima possibilità di ricredermi. E che vadano in pace… Anzi, sono già andati…

  39. con tantissima simpatia, un sentito abbraccio alle Donne, agli Uomini, e a te, francesco, vero gentilissimo, garbato padrone di casa di spazio denso di idee..
    r.m.

  40. E’ da poco che frequento i blog lettereari…da quando ho aperto il mio circa tre mesi fa…però ho avuto modo di vedere la dedizione-vocazione di Francesco e della Dimora…e veramente non saranno mai abbastanza i complimenti per un lavoro che non chiede niente in cambio se non l’attenzione per ciò che propone e che ritiene possa arricchire la tua conoscenza.
    Grazie

    un saluto

    mm

    (bisogna frugare di più negli archivi…:)…il tempo però è spesso poco, e si va dietro agli ultimi articoli…)

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