Carlo Michelstaedter (I)

Dieter Schlesak

Poeta e suicida.
Carlo Michelstaedter

     Il fascino che avverto in lui è quello di uno sparo la cui eco si spegne sopra un mare smisurato, è questa sua spregiudicatezza per cui «ognuno è il primo e l’ultimo»(1) uomo. Come se non ci fosse stato niente prima di lui. Dimostrare qualcosa, dimostrarlo tramite se stessi e pagarlo con la propria vita, l’impossibile, cioè che l’uomo rappresenta un caso limite, e che la sua esistenza altro non è che una via crucis contro la natura…
Una religione senza dio, l’uomo, un dio al di sopra dell’abisso… pensieri questi che sorgono leggendo gli scritti di Carlo Michelstaedter: un sentimento di confidenza e insieme di paura affiora spontaneo per la sua morte volontaria, una morte che imprime il giovane autore nella nostra memoria, poiché fu scrivendo che egli si preparava a questa fine e fu così che mise in atto quanto aveva pensato e vissuto. E nessuna tranquillità può sopraggiungere, niente può tranquillizzarci se pensiamo a lui. In ciò consiste la sua vendetta permanente nei confronti di quella civiltà a cui tutti apparteniamo e che lo ha ucciso. Continua a leggere Carlo Michelstaedter (I)

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Poesia dello spiraglio e della neve

Alessandra Pigliaru
Ida Travi

Il nuovo lavoro poetico di Ida Travi si apre all’insegna del post. Un dopo che avanza e che è adesso, un modo di fermare con il polso teso di lancette ciò che è (s)fuggito dalle tasche della Storia. Insieme a ciò che riemerge, modificato e cogente in un unico coro. Una ricerca ininterrotta di dire l’essere in molti modi, di dirne la pluralità non neutra ma differente. Incontrovertibilmente salda. La cesura di Tà. Poesia dello spiraglio e della neve (Moretti&Vitali 2011) sta soprattutto nei luoghi inesplorati dove la poeta porta con sé simboli e cifre che la contraddistinguono cercando nuove tracce, nuove foglie che sanno sollevarsi fieramente, come un preghiera: Inna, mostrami il piede sicuro // C’è un fiore / sotto il piede sicuro // getta la croce // la zolla è calda / l’erba cresce come una santa.

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