Poesia dello spiraglio e della neve

Alessandra Pigliaru
Ida Travi

Il nuovo lavoro poetico di Ida Travi si apre all’insegna del post. Un dopo che avanza e che è adesso, un modo di fermare con il polso teso di lancette ciò che è (s)fuggito dalle tasche della Storia. Insieme a ciò che riemerge, modificato e cogente in un unico coro. Una ricerca ininterrotta di dire l’essere in molti modi, di dirne la pluralità non neutra ma differente. Incontrovertibilmente salda. La cesura di Tà. Poesia dello spiraglio e della neve (Moretti&Vitali 2011) sta soprattutto nei luoghi inesplorati dove la poeta porta con sé simboli e cifre che la contraddistinguono cercando nuove tracce, nuove foglie che sanno sollevarsi fieramente, come un preghiera: Inna, mostrami il piede sicuro // C’è un fiore / sotto il piede sicuro // getta la croce // la zolla è calda / l’erba cresce come una santa.

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4 pensieri riguardo “Poesia dello spiraglio e della neve”

  1. Una possibilità ulteriore di scavo, di illuminazioni, di metterci in discussione. Alessandra Pigliaru si muove nelle profondità abissali delle differenze e delle somiglianze e riporta alla luce parti di noi mai sondate. Un ringraziamento ed un saluto.

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