Gadda, Carlo Emilio (III)

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda

Giovanni Campi

03-12-1986

La deformazione del linguaggio, quasi caricaturale, e che a volte sfocia decisamente nel grottesco, si muove da una dimensione storica e, diremmo, geografica, affondata lontana nel tempo, addirittura nel medioevo: trattasi sempre e comunque di autori lombardi, per cui, per quel che concerne il motivo geografico è specificamente regionale, cosí che ci si muove dal duecento di Bonvesin de la Riva attraverso autori cinquecenteschi e fino ai grandi lombardi dell’ottocento, escluso naturalmente il Manzoni, il quale abbandona tale specificità per essere accolto nella parlata toscana. Continua a leggere Gadda, Carlo Emilio (III)

Carlo Michelstaedter (II)

Dieter Schlesak

Poeta e suicida.
Carlo Michelstaedter

     Egli si esprime come se si rivolgesse alla posterità, come se fosse già morto. Così desta quell’impressione di distanza; lo stile appare nello stesso tempo preciso e lirico, ed è nello scrivere che egli si è superato, che ha estinto se stesso: nell’arte, e specialmente nella musica; qui si trovano i suoi attimi mistici – una specie di mistica negativa che ricorda esperienze di meditazione ebraiche, cristiane o buddhiste.
E’ la debolezza il punto di partenza di Michelstaedter, non la forza, è la debolezza della coscienza infelice che è stata estromessa dal suo più ampio contesto e che proprio in questo preciso punto in cui si viene a trovare riesce a spezzare la catena delle successioni e dei trascorsi della storia, poiché qui si spezza la difesa protettiva dell’Io animalesco e anche di quello sociale. Continua a leggere Carlo Michelstaedter (II)