Murales

Marco Saya

Sapientemente ironico e sfuggente, pieno di irresoluti interrogativi, di utopie irraggiungibili, di memorie di una gioia che affranca e che dispera: è questo il regno liquido, felicemente malinconico, entro il quale si muove e si esprime Marco Saya, una voce lontana dalle mode, un poeta che sa trasformare la scrittura in uno strano gioco fitto di un’amarezza repentina e, insieme, di un’inattesa e impreveduta felicità. (Mario Fresa)

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