Alla confluenza dell’attesa

Lorenzo Gattoni

«Scrivere è zittire un’assenza. La nostra vita è costituita dall’assenza, nella duplice forma dell’abbandono e dell’attesa. L’una, quindi, rivolta al passato; l’altra al futuro. Ecco perché la poesia può porsi con esattezza sul crinale di questo equilibrio, capace di tenere assieme gli ingredienti della temporalità e di come essa precipita nell’esperienza. La poesia è questa ricerca di equilibrio, costitutivamente precario, per mantenere il quale sono necessari istanza etica, disciplina del pensiero e volontà conoscitiva, anche di sé. La poesia è quindi ascolto, perché zittire un’assenza significa dare voce al silenzio, al vuoto. Alla nostra perdita.» (Lorenzo Gattoni)

L’attesa di cui parlano i versi di Lorenzo Gattoni si fonda su di una speranza che è tutta priva di proiezione metafisica: perciò leggiamo una poesia asciutta, dura, ossuta, che non si pone come universale riscatto né come ausilio ricompositivo, conciliante o riparatore. Essa coglie, con una nuda precisione, i nodi estremi dell’esistenza dell’uomo, sospesa tra l’aspettazione dell’ignoto e l’analisi del passato. Così, il discorso poetico si rivela il più puro strumento di osservazione e di indagine del guado ansioso entro il quale noi siamo tutti precipitati; il poeta è spinto alla ricerca di una chiave, di un’ipotesi di certezza, ma sempre viene a scontrarsi contro il muro di un’ineffabilità che gli ricorda il suo destino inevitabile, le cui mète sembrano essere l’insensatezza, il tedio, l’incomprensione della realtà. Perché avanzare, inoltrarsi nell’esistenza stessa significa soltanto perdere e smarrirsi; e si constata, infine, che «tutto è simíle, e discoprendo, / solo il nulla s’accresce» (Leopardi, Ad Angelo Mai, vv. 99 -100; in Canti, a cura di F. Bandini, Milano, Garzanti, 1975). (Mario Fresa)

Lorenzo Gattoni, Alla confluenza dell’attesa
Dipinti di Luca Bonfanti
Salerno, Edizioni L’Arca Felice
Collana «Coincidenze», 2011

[Libro di arte-poesia a tiratura limitata
(199 esemplari numerati a mano)
pp. 16, più una litografia fuori testo.]

Testi

alla confluenza dell’attesa
una nuvola si sfalda
quando ti chiamo
e non ci sei

cosparso un silenzio sul vuoto
rimbalza la voce allo specchio
rimane il profilo
la prospettiva del fiore

attorno alla cresta
è stata eretta la croce
da una parte il dirupo
e dall’altra

*

hai del sale sul labbro
mentre inseguo l’attesa

il ricambio del tempo
è un’unghia sulla lavagna
e il gesso un miraggio

l’orizzonte è un buco
dove al fondo volteggia
un angelo ubriaco

*

quel che si alza nello spazio
implacabile del mattino
è un sole disatteso
come lo scoglio
è epilogo dell’onda
e la rete gettata non pesca

celebriamo muti la disfatta,
il ridicolo esotismo
della sconfitta

*

porto in dono una preghiera
per il ritorno e risalgo
risalgo sino
all’estraneità del mattino

a te apro parola e silenzio
e ago e filo,
strappo la maschera
per scoprirne un’altra

*

scivoliamo sul dorso
del cucchiaio come amanti
in rivolta, sulle cataste
in cordata annaspiamo

di quel che la sera sutura
in controluce non resta
che un libro di poche parole

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Nota biobibliografica

Lorenzo Gattoni è nato nel 1960 a Milano, dove attualmente vive e lavora. Ha pubblicato le raccolte di poesie Il vetro e la cera, Edizioni Tracce, Pescara, 1998; La frattura del sorriso, ExCogita Editore, Milano, 2001; Scatti di posa, Edizioni Joker, Novi Ligure (AL), 2004; Misure di vuoto, Edizioni Joker, Novi Ligure (AL), 2008, e le plaquettes Scatti di posa – cinque poesie, Dialogolibri, Olgiate Comasco (CO), 2002; La polvere e il diluvio, Fiori di Torchio, Seregno (MB), 2010. Sue poesie e interventi critici sul suo lavoro sono apparsi su varie riviste e pubblicazioni, anche on line. È redattore delle riviste «Il Monte Analogo» e «La Mosca di Milano».
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10 pensieri riguardo “Alla confluenza dell’attesa”

  1. Poesia forte eppure felpata, mai inutilmente espressionistica, costruita sulla sottrazione e sul vuoto (“Misure di vuoto” s’intitola l’ultima corposa raccolta, edita da Joker). I versi di Gattoni conservano il nucleo di una tragica eleganza attica assai poco praticata in poesia. Una ricerca affilata sul vero. A. Paganardi

  2. Credo ci siano molte direzioni per spiegare la poesia e questi testi ne calcano sicuramente una. Anche per me una piacevole scoperta che approfondirò sia per la forza dei versi sia per la forma poetica, che si discosta dalla mia ma che mi affascina e ripropone il cardine che ogni poeta dovrebbe avere, cioè la voglia di imparare sempre e comunque. Complimenti per la scelta.

  3. “la realtà può ancora essere ascoltata, raccontata sulla pagina, cercando di capire se mai, davvero, ne troveremo il senso”. Così dicevo a proposito de “La polvere e il diluvio” plaquette di Lorenzo Gattoni che precede questa “conflenza”, ulteriore prova che conferma l’onestà profonda e dura della parola poerica di Gattoni.

  4. Anche per me è stata una piacevole scoperta, trovare le mie poesie su questo blog! Ringrazio molto Francesco Marotta per l’attenzione e l’ospitalità e ringrazio molto tutti i visitatori, quelli che avranno lasciato un commento o anche solo semplicemente letto…
    Consiglio una visita al sito http://www.lucabonfanti.com, del giovane e talentuoso pittore che ha contribuito alla plaquette con due suoi dipinti.
    Un saluto, Lorenzo Gattoni

  5. Davvero dei versi molto belli, lievi ma profondi e ben costruiti e che lasciano respirare anche dei bei sentimenti, buone intenzioni, istanze etiche ed equilibrio, un sacro equilibrio capace di far quadrare tutto il discorso senza sfumature eccessive ed inutili ma donando una grazia che rivela da sola la cifra del lavoro.
    Invitiamo i poeti all’equilibrio! Ogni lavoro dovrebbe essere misura del giusto peso come Gattoni insegna in questi suoi versi.
    Complimenti.
    Saluti a Francesco e tutti.
    Francesca

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