Di passaggio

Tone Škrjanec

Tone Škrjanec (1953), lubianese, è poeta e traduttore della letteratura contemporanea americana. Nella capitale slovena è dal 1994 coordinatore, per l’associazione culturale France Prešeren, del festival di poesia ‘Trnovski terceti’.
Sicuramente influenzato dai movimenti poetici americani della seconda metà del 20. secolo, il mondo poetico di Škrjanec non è infastidito da connotazioni, simbolismi, domande profonde, ricerche, desiderio di chiarezza, non pare cercare né significati né verità. Pare piuttosto una trascrizione della realtà (che non è, per inciso, un processo semplice), un contenitore che comprende gli aspetti pratici della filosofia, l’osservazione, la percezione, il muoversi intuitivo nel paesaggio degli sguardi, l’aggrapparsi al mondo con tutti e cinque i sensi (e forse altri ancora). La scrittura di Škrjanec è un continuo cercare il ritmo dei pensieri, un ordine nel disordine calmo dell’anima. Un contrasto dei tanti, questo che lo riguarda, come quello tra l’ascetismo empirico e la vita da bohémien, come quello tra la sua poesia ed il suo volto. (Michele Obit)

Testi
(Traduzione a cura di Michele Obit)

esej o poeziji

kadarkoli bo dobro.
samo ne prehitro. storjeno mora biti
čimbolj počasi, z občutkom in prefinjeno.
naj bodo upoštevani in zajeti
vsi detajli, vse s filigransko
natančnostjo izdelane arabeske.
upošteva naj se stopnja vlažnosti,
napetost in slokost kože. torni faktor.
različne osebnostne lastnosti in preference,
mladostne ljubezni, šifrirana sporočila
skrita v ljubezenskih pismih, tajne pisave.
zares opolzke misli. občutljivost
ušesnih mešickov in prstnih blažinic.
ugodje, ki se nam zdi tako samoumevno
ob božanju. ritem trepalnic. vse naključno, slučajno
in nepredvidljivo, od višje sile odvisno
in skrito v jeziku trav. zvoki jasmina
v svetlozelenihporcelanastihšalčkah iz Kitajske,
svež šemalotopel kruh z marmelado.
dobro jutro sobotno jutro na golem hrbtu.
to ni pravi zmaj.
poezija je limanje.

saggio sulla poesia

in qualsiasi istante, andrà bene.
solo non troppo veloce. fatto dev’essere
il più lentamente possibile, con senso e stile.
che si tenga conto e si includano
tutti i dettagli, tutto con la precisione
in filigrana degli arabeschi compiuti.
si consideri il grado di umidità,
la tensione e l’esilità della pelle. il fattore d’attrito.
le diverse proprietà caratteriali e le preferenze,
gli amori giovanili, i messaggi cifrati
nascosti nelle lettere d’amore, le crittografie.
i pensieri davvero osceni. la sensibilità
dei lobi auricolari e dei polpastrelli.
il senso di benessere che ci pare così ovvio
nel momento della carezza. il ritmo delle ciglia. tutto casuale, fortuito]
e imprevedibile, a cause di forza maggiore soggetto
e nascosto nella lingua delle erbe. i suoni del gelsomino
nelle tazzinediporcellanacolorverdechiaro dalla Cina,
il fresco ancoraunpocaldo pane con marmellata.
buongiorno mattino di sabato a schiena nuda.
questo non è il vero drago.
poesia è incollare.

*

vrane in galebi

včeraj je bil hladen dan in še hladnejši večer.
od nekod s severa je pihal severni veter. mlada ženska
s poudarjeno spodnjo čeljustjo in z roza cvetom iz plastike
v laseh počasi srka karlovačko pivo. ni mi preveč všeč.
govorimo o grozdju, figah, o tem, kako so bile pred tremi dnevi
še zelene in trde, o naravi, ki jemlje in daje, in o vranah,
ki jih je letos skoraj toliko kot galebov.
čudovitega grma, polnega roza cvetov,
h kateremu pogosto pobegnem s pogledom, ne omenjamo.

corvi e gabbiani

ieri faceva freddo, e ancor più fredda è stata la sera.
da qualche parte, dal nord, è arrivato un vento artico. una giovane]
dalla mascella inferiore accentuata e con un fiore rosa di plastica
tra i capelli lentamente sorseggia una birra karlovačko. non mi dice molto.]
parliamo dell’uva, dei fichi, di come tre giorni fa erano
ancora verdi e duri, della natura che prende e dà, e dei corvi
quest’anno in gran numero, quasi quanto i gabbiani.
di quel meraviglioso cespuglio, colmo di fiori rosa,
al quale spesso volgo il mio sguardo, nemmeno un cenno.

*

mimogrede

Tako v tej zatohli lupini mimogrede,
slučajno ali celo pomotoma,
pomislim o življenju. Pomislim na življenje,
kako, pravzaprav samodejno, drsi mimo.
Mimogrede nam spusti kakšno spremembo,
kakšen kvazi dogodek. Nameče dežja
in zniža temperaturo zraka za kakšnih dvajset stopinj.
Tako da zopet pobrskamo po puloverjih
(dolcevita in topel vrat) in zoknih.
Če so noge tople, sem ves toplejši.
Tudi okrog srca in tako je potem tudi dom topel,
rože zeleno razstejo in tv program,
štedilnik po katerem je ušlo mleko,
in prav vse ostale minljivosti
se zdijo znosnejše in še bolj minljive.
Kot da počasi popljuskava voda,
ki je morje in jaz sedim na obali
in ribe zelo od daleč radovedno opazujejo
in se mi zelo počasi približujejo.

di passaggio

Così in questo soffocante guscio di passaggio,
per caso o persino per errore
penso alla vita. Penso come la vita,
a dire il vero automaticamente, scivoli via.
Di passaggio ci lascia cadere qualche novità,
qualche quasi avvenimento. Fa cadere la pioggia
e abbassa la temperatura di venti gradi.
Così che di nuovo rovistiamo per i pullover
(dolcevita e collo alto) ed i calzettoni.
Se i piedi sono caldi, tutto è più caldo.
Anche attorno al cuore e così poi anche la casa è calda,
i fiori crescono verdi e il programma tv,
il fornello sul quale si è riversato il latte
e tutte le altre cose fugaci
paiono più sopportabili ed ancor più effimere.
Come l’acqua che schizza lentamente,
che è mare ed io siedo sulla spiaggia
ed i pesci da molto lontano osservano incuriositi
e molto lentamente si avvicinano.

*

fige

jadranje samo ni bilo bistvo problema.
veter, se mi zdi, je bil blag in ugoden,
valovi, morda, ne vem,
ne spoznam se na te reči,
meni so se zdeli prijazno zamaknjeni.
nežne ročice, ki naj bi vlekle
grobe vrvi so bile nevajene pisala.
za njih je bil bolj nož,
nekakšno bodalo,
ki se kot pahljača razpre
v tigra s pošvedrano taco.
na koži je bilo čutiti blago roko vetra
in valovi, oni so se ukvarjali z glasbo,
ki je seveda valovila
in se lesketa kot srebro.
po robu obale so se kot nekakšne kačje živali
premikajo sence sprehajalcev.
razdalje med našimi očmi
so se postopoma zmanjševale.
vreme je bilo delimično oblačno.
okna odprta. najlepše fige
še naprej nedosegljive.

fichi

il veleggiare in sé non era il problema principale.
il vento, mi pare, era mite e favorevole,
le onde, forse, non so,
non sono addentro a queste cose,
a me parevano piacevolmente affascinanti.
le delicate manine, che avrebbero potuto trascinare
delle ruvide corde, non erano avvezze alla stilo.
per esse più adatto era il coltello,
qualcosa come un pugnale
che come un ventaglio si apre
in una tigre dalla zampa scalcagnata.
sulla pelle si sentiva la mite mano del vento
e le onde, esse si occupavano della musica
che ovviamente fluttuava
e luccicava come fosse argento.
ai margini della spiaggia come fossero serpenti
si muovevano le ombre della gente a passeggio.
la distanza tra i nostri occhi
progressivamente si accorciava.
il tempo era eccezionalmente nuvoloso.
la finestra aperta. i migliori fichi
ancora irraggiungibili.

*

na obronkih obzorja je nebo iz pliša

na obrazu časa, ki se je za trenutek ustavil
se nabirajo bleščece kaplje potu. tudi po njegovem
blago zaobljenem napetem trebušcku počasi drsijo.
drsijo proti robu popka, prebodenega z zlatim uhanom,
ki sveti kot razcvetela krošnja drevesa sredi telesa.
kot stara zasušena stopinja v travi mi kaže pot
do roba gozda. tam so srne. napol skrite med drevjem
in grmi. takšne so kot vedno. z vlažnimi smrčki.
ovohavajo okolico in njihove oči so velike in lepe.

al limite dell’orizzonte il cielo è di peluche

sul volto del tempo, che per un attimo si è fermato,
si accumulano scintillanti gocce di sudore. anche sul suo
soave tondo turgido pancino scivolano lentamente.
scivolano verso il margine dell’ombelico, trafitto da un orecchino d’oro]
che luccica come una chioma d’albero fiorita al centro del corpo.
come una vecchia traccia seccata nell’erba mi mostra la strada
sino ai limiti del bosco. là stanno i caprioli. a metà nascosti tra gli alberi]
ed i rovi. sono così, come sempre. con i musi umidi.
annusano l’intorno ed i loro occhi sono grandi e belli.

*

prispevek k teoriji razvoja

najprej so bili zgrajeni grmi in na samem začetku
so bili prekriti s flanelo. pa ne zato, da bi imel grm
občutek prijetne domačnosti in zasebnosti,
da bi mehko blago ščitilo ali grelo nežne liste,
ampak zato da bi deževne kaplje padale na mehko.
nihanje teles v tistem času še ni bilo definirano.
še telesa so bila komaj v fazi slutnje in svila je
prišla veliko, veliko kasneje. z marelicami in golo kožo.

contributo alla teoria dello sviluppo

dapprima vennero costruiti gli arbusti e sin dall’inizio
coperti con la flanella. non perché l’arbusto dovesse avere
la sensazione di una gradevole intimità o riservatezza,
perché il soffice prodotto proteggesse o riscaldasse le delicate foglie,]
ma perché le gocce di pioggia potessero cadere sul soffice.
l’oscillazione dei corpi in quel momento ancora non era definita.
ed i corpi erano appena nella fase della percezione e la seta
sarebbe arrivata molto, molto più tardi. con le albicocche e la pelle nuda.]

***

11 pensieri riguardo “Di passaggio”

  1. ci vuole tanta schiena per godere, non è cosa da piccoli cuori. ci vuole tanta energia per parlare delle “piccole cose”, altrimenti è il diario del bimbominkia. e qui la passione c’è. a Francesco: quella *cosa* invisibile e potente è arrivata. grazie
    massimo

  2. Pingback: Di passaggio
  3. Resto molto colpita dalla prima “il saggio sulla poesia” che in effetti si discosta dagli altri lavori, come ammette anche l’autore quando afferma “questo non è un vero drago. poesia è incollare”.
    Poi i lavori si fanno via via discorsivi come i flussi di un pensiero che pone al centro di esso il racconto degli eventi inserendo elementi semplici e la natura a regina, anche la natura stessa dell’uomo…
    Un poeta che trasmette l’osservato ad occhio pieno e cuore lieve.
    Bel passaggio.
    Grazie Francesco e tutti.

  4. Questo nuovo assaggio di poesia slovena da parte di Michele non fa che confermare l’impressione di una scena viva e valida, con tanti ottimi autori, e più in generale un insieme di capacità espressive decisamente notevole.
    Un grazie a Michele e fm.

    Francesco t.

  5. ottimo lavoro
    i post di obit sono sorprendenti per la cura la scelta e le parole
    un lavoro bellissimo e piavevolissimo da scoprire sempre piu
    c.

  6. In “Saggio sulla poesia” la dichiarazione molto bella di questa poesia come  di un tenere conto e includere  “il più lentamente possibile, con senso e stile.” “tutti i dettagli, tutto con la precisione / in filigrana degli arabeschi compiuti” ,
    forse anche con la precisione dei mosaici (i temi e i “colori” di queste poesie mi fanno venire in mente quelli pompeiani – sarà per via dei fichi, dei pesci, delle onde…)
     
    così che quel bellissimo “poesia è incollare”, messo sotto il verso “questo non è il vero drago” (“non è il vero drago” la successione che precede di tasselli di osservazione, con già incolli di parole)
    che il “vero drago” è la Poesia la cui fiamma è la colla calda con la quale il poeta “fissa” e allo stesso tempo trasforma la sequenza delle osservazioni, da tessere di un quotidiano o di una natura vuoi “soffice”, vuoi fredda o inquieta, 
    nelle scaglie iridescenti di un corpo poetico  (che è quello del “drago”corpo immaginifico, mito benevolo o terribile).

    Bella proposta!
    grazie
     

  7. Proposta che mi ha “commosso”.

    La percezione del mondo di Skrianec ha qualcosa di decisivo e di terribile, che obbliga a sospendere l’attenzione per seguire il discorso sino alla fine.

    Grazie.

    m

  8. Molto colpita da un poeta così singolare per il tono e la vibrazione con cui affronta il quotidiano dando un “effetto “di semplicità e spontaneità- credo che per arrivare a questo, la strada sia piuttosto lunga e anche contorta.
    Una poesia che mi piace moltissimo! Mi sono resa lucidamente conto del piacevole schock che puntualmente mi dà certa poesia slava (non solo per alcune consonanze e come punto d’arrivo ideale, in certi casi ) e ringrazio molto Michele Obit per quel suo commento così pertinente come “il muoversi intuitivo nel paesaggio degli sguardi, l’aggrapparsi al mondo con tutti i cinque sensi….Il continuo cercare il ritmo dei pensieri, un ordine nel disordine calmo dell’anima”.
    Grazie a lui e Grazie a Francesco che accoglie con amore e modestia nella sua regale dimora il meglio della poesia contemporanea.
    lucetta f.

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