Ciao, Vittorio

“Questo figlio perduto, ma così vivo come forse non lo è stato mai, che come il seme che nella terra marcisce e muore, darà frutti rigogliosi. Lo vedo e lo sento già dalle parole degli amici, soprattutto dei giovani, alcuni vicini, altri lontanissimi che attraverso Vittorio hanno conosciuto e capito, tanto più ora, come si può dare un senso ad «Utopia», come la sete di giustizia e di pace, la fratellanza e la solidarietà abbiano ancora cittadinanza e che, come diceva Vittorio, «la Palestina può anche essere fuori dell’uscio di casa».” (Egidia Beretta Arrigoni)

L’ultimo saluto di Gaza

***

A Vittorio Arrigoni

Hanno ucciso tutti
Hanno ucciso tutti
hanno ucciso tutti i minareti
e le dolci campane
uccise le pianure e la spiaggia snella
ucciso l’amore e i destrieri tutti, hanno ucciso il nitrito.
Per te sia buono il mattino.
Non ti hanno conosciuto
non ti hanno conosciuto fiume straripante di gigli
e bellezza di un tralcio sulla porta del giorno
e delicato stillare di corda
e canto di fiumi, di fiori e di amore bello.
Per te sia buono il mattino.
Non hanno conosciuto un paese che vola su ala di farfalla
e il richiamo di una coppia di uccelli all’alba lontana
e una bambina triste
per un sogno semplice e buono
che un caccia ha scaraventato nella terra dell’impossibile.
Per te sia buono il mattino.
No, loro non hanno amato la terra che tu hai amato
intontiti da alberi e ruscelli sopra gli alberi
non hanno visto i fiori sopravvissuti al bombardamento
che gioiosi traboccano e svettano come palme.
Non hanno conosciuto Gerusalemme … la Galilea
nei loro cuori non c’è appuntamento con un’onda e una poesia
con i soli di dio nell’uva di Hebron,
non sono innamorati degli alberi con cui tu hai parlato
non hanno conosciuto la luna che tu hai abbracciato
non hanno custodito la speranza che tu hai accarezzato
la loro notte non si espone al sole
alla nobile gioia.
Che cosa diremo a questo sole che attraversa i nostri nomi?
Che cosa diremo al nostro mare?
Che cosa diremo a noi stessi? Ai nostri piccoli?
Alla nostra lunga dura notte?
Dormi! Tutta questa morte basta
a farli morire tutti di vergogna e di sconcezza.
Dormi bel bambino.

Ibrahim Nasrallah

***

10 pensieri riguardo “Ciao, Vittorio”

  1. Cosa dobbiamo fare per restare umani?

    Prima di fare dobbiamo essere,
    dobbiamo ascoltare,
    dobbiamo guardare,
    dobbiamo pensare,
    dobbiamo com-patire
    la sofferenza con chi soffre,
    con- dividere
    il pane con chi ha fame.
    l’acqua con chi ha sete,
    la fatica e la stanchezza
    con chi è affaticato e stanco,
    il mantello con chi ha freddo,
    e ridare fiducia a chi l’ha persa
    e rispetto a chi è stato umiliato
    e offeso e considerazione
    e amicizia agli ultimi
    e speranza ai disperati.

    Insomma dobbiamo dare
    agli altri quello che dagli altri
    vorremmo ricevere.

    Dobbiamo?
    Meglio dire dovremmo,
    o, ancor meglio: devo.

    Ma non basta: posso
    sapere il mio dovere
    e non farlo.
    Oltre a “devo”
    devo dire “voglio”.

    Questo ci ha insegnato
    Vittorio Arrigoni.

  2. Pingback: Ciao, Vittorio
  3. Seocndo me, essere umani significa essere responsabili, prendersi la responsabilità dell’altro così come,coraggiosamente, ha fatto Vittorio Arrigoni. Responsabilità: è solo una parola, ma se assunta, può condurre anche a giustizia, eguaglianza, diritti umani.

    Rosaria

  4. “Restiamo umani è l’adagio con cui firmavo i miei pezzi per il Manifesto e per il blog, è un invito a ricordarsi della natura dell’uomo; io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere, io credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini, dalle longitudini, a una stessa famiglia, che è la famiglia umana” V.A.

    e continua

    ciao, Vittorio, grazie.

  5. Caro Francesco, ho appena letto sulla pagina che Vittorio curava su facebook (e da lui stesso affidata ad un amico che ne sta continuando l’opera di diffusione e informazione) la poesia che segue. L’ho trovata così bella che ho pensato a te, sapendo che su facebook non potresti leggerla.
    la poesia è di un amico palestinese di Vittorio, Ibrahim Nasrallah.

    A Vittorio Arrigoni

    Hanno ucciso tutti
    Hanno ucciso tutti
    hanno ucciso tutti i minareti
    e le dolci campane
    uccise le pianure e la spiaggia snella
    ucciso l’amore e i destrieri tutti, hanno ucciso il nitrito.
    Per te sia buono il mattino.
    Non ti hanno conosciuto
    non ti hanno conosciuto fiume straripante di gigli
    e bellezza di un tralcio sulla porta del giorno
    e delicato stillare di corda
    e canto di fiumi, di fiori e di amore bello.
    Per te sia buono il mattino.
    Non hanno conosciuto un paese che vola su ala di farfalla
    e il richiamo di una coppia di uccelli all’alba lontana
    e una bambina triste
    per un sogno semplice e buono
    che un caccia ha scaraventato nella terra dell’impossibile.
    Per te sia buono il mattino.
    No, loro non hanno amato la terra che tu hai amato
    intontiti da alberi e ruscelli sopra gli alberi
    non hanno visto i fiori sopravvissuti al bombardamento
    che gioiosi traboccano e svettano come palme.
    Non hanno conosciuto Gerusalemme … la Galilea
    nei loro cuori non c’è appuntamento con un’onda e una poesia
    con i soli di dio nell’uva di Hebron,
    non sono innamorati degli alberi con cui tu hai parlato
    non hanno conosciuto la luna che tu hai abbracciato
    non hanno custodito la speranza che tu hai accarezzato
    la loro notte non si espone al sole
    alla nobile gioia.
    Che cosa diremo a questo sole che attraversa i nostri nomi?
    Che cosa diremo al nostro mare?
    Che cosa diremo a noi stessi? Ai nostri piccoli?
    Alla nostra lunga dura notte?
    Dormi! Tutta questa morte basta
    a farli morire tutti di vergogna e di sconcezza.
    Dormi bel bambino.

  6. Grazie Natàlia, è un testo meraviglioso, un canto d’amore senza confini che non ha bisogno di nessun commento.

    Provo ad inserirla nel post.

    fm

  7. Fatto.
    Spero la leggano in tanti. E che nei loro cuori ci sia sempre un appuntamento con un’onda e una poesia, un angolo dove custodire una speranza da accarezzare.

    fm

  8. Grazie a Fulvio per la sua poesia, che condivido in toto.

    Tra poche ore ci sarà il funerale di Vittorio, il giorno di Pasqua, e io mi auguro sia davvero giorno di risurrezione per molti.

    E spero di poter scambiare due parole con la madre, questa donna che sta raccogliendo la fiaccola del figlio, andando a Gaza con la Flotilla di maggio.

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