Valter Binaghi, I custodi del talismano

Giorgio Morale

La storia inizia con l’alba di un nuovo giorno: “Stamani la valle è un soffice letto di nuvole che inizia già qui, dietro la capanna, e inghiotte tutto quanto è vita e colore fino al cielo. Solo qualche cima aguzza d’abete sporge dalla coltre vaporosa. Niente montagne, lassù: il mondo intero è nascosto dalla sostanza impalpabile eppure gonfia d’acqua”. Ci senti la natura che respira, la consistenza degli elementi. E c’è un risveglio in questa mattina nebbiosa, di un druido e del suo discepolo, e il lettore frastornato dall’oggi si domanda cosa c’entri questo con lui e con il tempo che vive. Domanda che alimenta il sospetto che si tratti di un revival mitologico quando legge di un tempo in cui “i Celti abitarono terre lontane e inaccessibili… e avevano nei druidi i fedeli custodi delle leggi, della profezia e del sacrificio…”.

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