Fontana Parađiśe

Pier Franco Uliana

“A volte la voce viene da chissà quale corpo arboreo, o anche da fontane di stillicidio celate dal sottobosco, per tentare un qualche colloquio che non sia solo chiasso d’ombra. È voce di selva che per sentieri impervi, i sentieri percorsi e perduti dal linguaggio errante, si fa canto d’uccelli in volo, di quelli che sbandano alla radura del foglio, sospinti dal facile vento del fiato. La occupano per cantare la vita sotto forma di comèđia, una finzione di senso, tra lo specchio del cielo e il roccolo di foglie in attesa, che significa tanto la rete delle cose quanto l’anello del tempo, senza clamore alcuno. Di là del margine non c’è nient’altro, se non quello che si vede: il bosco che recita in silenzio il ciclo delle stagioni. Ed è il loro un verso vernacolo, almeno fino a quando il muschio di un’altra lingua non abiterà la bocca per rinnovare i nomi e ricoprire definitivamente i vecchi.”

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