Vulnus. Drei Gedichte

Stefanie Golisch

das überlebende Licht
behüte es bis es ruhig wird
der Flug in einem letzten Schlagen
der Welt die sich dem Dunkel ergibt

 

Drei Gedichte (Tre poesie)
(Da: Vulnus, 2010-11, inedito)

 

nächtens beschützt dich die Erinnerung
an ein Haus im Licht die Lippe
verschlossen in Stille und der Leib
gibt nach fast auf der Seite
nicht unrein noch träumend
es sind aber Augenblicke die dich meinen
wie Wasser den Stein
unbeweglich in seiner Wüste
azur ohne Geländer
wie die Stimme die der Blitz in der Kehle traf
Stunden in denen Warten wie Wind ist
der Bogen den die Augen schlagen
im Schmerz

 

            di notte ti protegge il ricordo
            di una casa in piena luce il labbro
            stretto in un suo silenzio e il corpo
            che quasi cede su un fianco
            senza impurità senza più sogni
            ma sono attimi che ti riguardano
            come l’acqua un sasso
            immobile nel suo deserto
            azzurro privo di varchi
            come la voce fulminata in gola
            ora che l’attesa pare una specie
            di vento la curva che gli occhi fanno
            nel dolore

 

*

 

über Seiten von Tagen
die sich abnutzten im Eifer
sich zu vergessen nährt die Geduld
Falter der Armut und der störrischen
schmucklosen Metrik
beschütze ihren kurzen Sonnenuntergang
wie der Rabe die wachsame Abwesenheit
der Kornfelder die der Sichel entgegen beben
das überlebende Licht
behüte es bis es ruhig wird
der Flug in einem letzten Schlagen
der Welt die sich dem Dunkel ergibt

 

            sopra pagine di giorni
            consumati da uno stesso fervore
            di dimenticarsi coltiva la pazienza
            farfalla di povertà e di scontrosa
            disadorna metrica
            proteggi il suo breve tramonto
            come il corvo la vigile inesistenza
            delle messi tentate dalla falce
            la luce superstite
            custodiscila fino a che si placa
            il volo in un ultimo battito
            di mondo arreso al buio

 

*

 

das Bild in die Hände der Leere legen
die vor dem Aussprechen liegt
es verlor sich wo Klang und Farbe
hilflos verschmelzen
in dem was gedankenlos glüht
in einer Weiße die dunkelt besinnungslos
am Faden der sich zum Licht neigt
nur der Schatten bleibt unversehrt
wenn er seine Zuflucht verlässt
verflochten und weit fort
Maß eines ungewünschten Weges
vom dunklen Schritt der Sprache

 

            restituire l’immagine
            al vuoto che precede alla pronuncia
            perduta dove suono e colore
            si congiungono indifesi
            in ciò che arde senza pensiero
            nel bianco che annotta inconsapevole
            lungo il filo reclinato della luce
            solo l’ombra che resiste intatta
            al congedo dalla sua dimora
            conserva legame e distanza
            misura di un sentiero inaugurato
            dal passo oscuro della lingua

 

(Übertragen von Stefanie Golisch)

 

***

Annunci

22 pensieri su “Vulnus. Drei Gedichte”

  1. Tre poesie da leggere e scandagliare, tre poesie sulle quali ritornare. Mi piace mettere in evidenza e accostare idealmente tre passaggi, uno per ciascuna delle tre poesie “Stunden in denen Warten wie Wind ist” (ore in cui l’attesa è vento); “und der störrischen schmucklosen Metrik (e di scontrosa disadorna metrica); “vom dunklen Schritt der Sprache” (dal passo oscuro della lingua)

  2. Grazie, Anna Maria e Lucetta. E grazie a Stefanie, che ha utilizzato la sua lingua madre per far emergere tutte le risonanze profonde dei testi.

    fm

  3. Concordo con chi mi ha preceduto: versi bellissimi.
    Strano che ci siano così pochi commenti.
    Grazie Francesco per averli ospitati.
    vincenzo celli

  4. Grazie dell’attenzione, caro Vincenzo. Sembra che il blog letterario sia ormai uno strumento obsoleto, sorpassato: la nuova frontiera, a quanto dicono, è fèisbuc, grande finestra spalancata sul futuro: basta sporgersi e subito “si acchiappa”: non ho capito bene “cosa”, ma si acchiappa…

    Ciao.

    fm

  5. Mi sembra di leggere un ottimo poeta tedesco ottimamemente tradotto in italiano da Francesco.
    Un abbraccio a entrambi per le amorose alleanze delle lingue.
    Marco

  6. tre poesie che (e uso due voci verbali delle stesse) ci ri-guardano e restituiscono, che dicono di un atto umano che si volge, non solo fugge, prima della resa al nero, al buio

    indovinatissimo e mi piace inoltre molto il commento di M.Ercolani sulla amorosa corrispondenza, anzi di più lui dice: alleanza delle lingue
    che non si sa chi traduce e i versi di chi

    Grazie Francesco e Stefanie per questo sentiero musicale, per le luci voci
    un caro saluto

  7. Mi sembra di leggere un ottimo poeta tedesco ottimamemente tradotto in italiano da Francesco.

    Che complimento!!

    Per me è un grande piacere tardurre i versi di FM che scivolano senza fatica, in modo più naturale nella mia lingua madre…

    Io credo che la poesia vivrà sempre, anche al margine, ma vivrà…

    Poesie wie Brot, diceva Ingeborg Bachmann…

    Buoni pensieri intensi

    Stefanie

  8. Seguo sempre le traduzioni di Stephanie quando a volte mi capita di trovarne qui o su lpels. mi piace imparare da lei perché le sue scelte mi sembrano sempre possedere quella bellezza discreta che ha la capelvenere che trovi lungo le sorgenti e il passaggio da una lingua all’altra appare sempre naturale. purtroppo il tedesco è una lingua che non conosco ma data la trasparenza e la materia liquida della poesia di francesco suppongo, e me lo confermano i commenti, che il connubio sia fra i migliori.

    grazie
    lisa

  9. Esempio raro di fusione tra due acute sensibilità. La parola intensa di Francesco attraversa la mente-cuore di Stefanie e ne emergono note altissime, riconoscibili nelle due lingue come fossero unica voce diffusa.
    un caro saluto,
    annamaria

  10. Sono rimasta abbagliata dalla Bellezza di questo connubio perfetto. Sono gemme preziose. Golisch e Marotta diventano Uno (Golischmar ; ). L’amore per la lingua italiana e per quella tedesca mi obbligano a scivolare nei suoni meravigliosi delle due lingue; e sono così perfettamente fusi fra loro da commuovere. Grazie per tutto questo.

  11. Si può anche parlare male dei vari “fèisbuc”, e molte critiche sono sacrosante, però ogni tanto “fungono”…questo bellissimo post per esempio mi era sfuggito…o forse non ero ancora entrato in questa splendida Dimora visto che frequento il “web poetico” da quando ho il blog: 10 maggio 2011…e grazie a fèisbuc e alla realitva pagina de La Dimora ho beccato questo post…tra l’altro il primo testo è quello che ho riportato sul mio blog come saluto TEMPORANEO a Francesco e a questa calda e accogliente casa sospesa…
    Come hanno già detto Marco Ercolani e Margherita colpisce questa ricerca di alleanze di lingue e suoni colori e riflessi.
    Un caro saluto

    maurizio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...