Quaderni di Traduzioni (VI)

Quaderni di Traduzioni
VI. Luglio 2011

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Alain Borne

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Poeta al suo tavolo (e altre poesie)
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Con me morrà la mia musica

Alain Borne
Lucetta Frisa

     Alain Borne è considerato in Francia uno dei poeti d’amore più intensi e malinconici del Secondo Novecento. «Raramente ho visto un giovane poeta assomigliare tanto a quell’immagine tracciata da Gérard de Nerval in questi versi “Je suis le Ténébreux, le Veuf, l’Inconsolé – le Prince d’Acquitaine à la tour abolie…”», scriveva di lui nel 1963 Pierre Seghers in Sillages. E non credo solo perché fosse bello, alto, scuro di capelli e di occhi, e molto magro.

     Per Philippe Jaccottet, Borne soffre di una lacerante dicotomia tra la perfezione e la limpida bellezza della poesia e l’imperfezione oscura della vita, sfigurata dall’offesa della morte. La critica è stata unanime a giudicarlo un poeta appartato e saturnino, un solitario fino all’ossessione, eminente rappresentante di una lirica erotica e disperata, sulla scia di Paul Eluard, ma meno fluente della sua e più arroccata a un proprio “trobar clus”, che ripercorre i grandi temi della poesia romantica. Continua a leggere Con me morrà la mia musica