Un’altra Praga (IV)

Sergio Corduas
Francesco Jappelli

Quello di Francesco Jappelli e Sergio Corduas è un percorso inedito, un viaggio non solo fotografico, in una Praga “né magica, né tragica”, ma “altra” dagli stereotipi di una certa retorica letteraria e dall’immaginario collettivo che gravitano da sempre intorno a questa città. 31 immagini scattate tra il 1983 e il 1988 che rivelano una Praga come spazio urbano quasi completamente svuotato dall’elemento umano. Scorci di strade solitarie, edifici decadenti ma integri nella loro antica regalità, inquadrature in bianco e nero, quasi radiografie, dell’anima complessa di una città assorta sotto un cielo onnipresente e diafano. I testi di Corduas [scritti tra il 2009 e il 2010 – ndr], affiancati alle immagini, analizzano con conoscenza profonda e particolare sensibilità quanto la pellicola non può dire, contribuendo a rendere più viva l’interpretazione originale di “un’altra Praga”.

 

Sergio Corduas / Francesco Jappelli
Un’altra Praga (Jiná Praha)
Milano, Edizioni Spazio 81, 2010

 

 

“Al pozzo d’oro”

      Né Sudek né Saudek.

    

Questa viuzza è trasandata e dimessa non per trascuratezza di “socialismo” ma un po’così, come per caso. Potrebbe essere una delle vie dove si aggira Il signor Theodor Mundstock di Ladislav Fuks, cioè colui che tenta ossessivamente di organizzare la futura sopravvivenza senza lasciar nulla al caso. Egli teme infatti un’imminente deportazione nazista, attende la chiamata ma intende sfuggire alla morte… Ma per un caso lascerà la vita mentre va all’appuntamento col lager. Proprio come il poeta Jiří Orten.

    

Gli è che la viuzza racchiude una sorpresa, un “Pozzo dorato”, restaurant con gran terrazza. Ne discutono nei testi posti di fianco alla via due quasi nemici, Angelo Maria Ripellino e Peter Demetz. Il primo ricorda Apollinaire che di lì guardava “l’orografia scintillante dei tetti di Malá Strana”, l’altro ci dice come dopo la guerra ma prima del “comunismo” amoreggiava lì nel nome di Rilke perché “si vedeva… ganz Prag im weiter Runde“, l’intera città.

    

Ma… tutto questo solo se aprite il portone che Jappelli non apre e nel quale non entra!

(2009)

 

 

Nerudova in salita

    

Tutti coralmente diciamo e scriviamo: la Nerudova sale al Castello. Non è vero!
     Conduce, cambiando nome ma sempre in salita, a Pohořelec. E addirittura, cambiando ancora nome e sempre tirando dritto, al luogo della catastrofe conclamata del 1620, la Montagna Bianca, fuori Praga…
     In cima alla Nerudova il Castello non c’è.
     Bisogna lasciarla con una violentissima curva a destra in gran pendenza, altro nome e altra via, per arrivare al Castello dal fianco. Non è la via regia dei re e imperatori.

    

In un’altra immagine di Francesco che qui manca, è fotografato il “Portale d’ingresso al Castello”. Viene preso appena entrati: barra a manca tutta e buoni venti metri. Cioè non lo vedete, né vedete il castello nel quale stareste entrando. State infatti guardando un mortifero pugnale, scentrato e su sfondo bianco in alto a sinistra, senza capire che cosa stia colpendo. Si mostra il quasi nero del gruppo scultoreo e i grigi di una larga facciata non frontale di un palazzo (arcivescovile) che sta fuori del castello, nonché qualche ghirigoro traforato (neppure un terzo dell’arco del famoso portale assente). Bene, accanto a questo si scelgono testi col ricordo delle due morti, Heydrich e Masaryk, e di un imbarazzante e vivo… Havel.

     Summa: il Castello non c’è. Né in quella fotografia né in questo libro. Ma non è sparito per una magìa.

(2008, 2009)

 

***

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5 pensieri riguardo “Un’altra Praga (IV)”

  1. Sempre felice di leggere i testi di Corduas e le immagini di Jappelli. Confermo il mistero della Nerudova: vai e vai, e non trovi il Castello. Ma che strada è quella… Forse mi ripeto, ma sono sempre più felice di avere scritto da giovane un romanzo visionario, “Praga”, e da adulto un testo come “Il demone accanto”, dove Praga domina tutto il finale.
    Rivedere queste immagini e rileggere questi nomi, ora, è una grande emozione.

    M

    1. Ciao Marco, volevo chiederti dove posso trovare il tuo libro Praga online.
      Sono un grande appassionato della capitale ceca, della sua cultura e della sua storia.

      Ho avuto la fortuna di incontrare e scambiare quattro parole con Corduas il quale mi ha consegnato il libro Jina Praha ed è stato veramente emozionante.
      Quindi volevo approfondire la mia conoscenze leggendo anche il tuo libro.

      Grazie mille

      Massimo

  2. Marco, senza saperne assolutamente niente (!) hai anticipato titolo e contenuto di un post che andrà on line la settimana prossima :)

    fm

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