Il cielo aperto del corpo

Fabia Ghenzovich

Ogni perdita è un buco nella carne
col bisogno di catturare
per colmare ciò che è perduto:
un’assenza come morte
differita in vita.
Anche gesti e parole scavano
la crosta del mattino
spessa come la paura
sulla falla del corpo acquattato
svaria la luce
il flusso il moto
il sussulto d’ogni cellula
fino all’ultimo vivido strato.

(Fernanda Ferraresso introduce, con una splendida nota, una selezione di testi di Fabia Ghenzovich tratti dalla raccolta Il cielo aperto del corpo, di prossima pubblicazione presso Kolibris Edizioni.
Continua a leggere su Carte sensibili…)

7 pensieri su “Il cielo aperto del corpo”

  1. C’è il corpo-cosmo, l’aura-aurora delle cellule. lo sfarfallio della vita oltre la vita e anche dentro la vita stessa. C’è un tremore che si è fatto carne, e si fa luce (alla lunghezza d’onda d’un rosso rubino). i versi si insinuano e covano in profondità. Grazie, Martina

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