Non predire il futuro ma il passato

Giuliano Mesa

Il primo giugno 2002, un sabato mattina, Giuliano Mesa fu invitato a parlare ai ragazzi della Scuola Centurione di Genova, delegazione di Sestri Ponente. Classi I e III. Quartiere operaio, scuola quasi periferica. Massimo Sannelli diede una mano con fotocopie e pianoforte, Mario Fancello – insegnante e redattore – registrò tutto, poi sbobinò e pubblicò la lezione, parola per parola, suono per suono, nella rivista scolastica, «Cantarena», numero 22, giugno 2003. Non è stato modificato nulla: il testo sbobinato – riletto e approvato da Mesa – contiene anche i suoni, non solo le note. Le fotografie sono di Mario Fancello: in b/n su «Cantarena», a colori qui.
Nel 2002 Tiresia era inedito, come libro: è stato pubblicato dalla Camera Verde nel 2008, poi nelle Poesie 1973-2008 (2010). In poesia si cerca «di dire delle cose che si possono dire soltanto così perché c’è il suono, c’è il ritmo, c’è questa sintassi. Allora adesso questo stesso oracolo lo leggerò io e poi ve lo farò sentire insieme alla musica». «Io – Tiresia» è scomparso nell’agosto 2011: chi resta riceve il cómpito di «non predire il futuro ma il passato».

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Questi i passaggi più fortemente sottolineati nella “lezione” di Giuliano Mesa:

1. Nella poesia sono importanti il ritmo, il suono e la costruzione sintattica.
2. Fra le altre letture possibili c’è soprattutto quella che rispetta le caratteristiche ritmiche e sonore della composizione poetica.
3. Se un poeta ha deciso di scrivere battendo un certo numero d’accenti anziché altri, c’è un motivo che è legato al significato delle parole; se cambiano questi accenti, cambia anche il significato.
4. La punteggiatura non in linea con le regole della grammatica persegue risultati musicali altri. Il punto fermo può equivalere ad una pausa di 1/4 e la virgola ad una di 1/16.
5. La musica elettronica è riuscita ad elaborare il suono come materia.
6. La poesia in origine era legata alla musica. La distinzione tra poesia e musica è avvenuta molto tardi nel tempo.
7. È spiacevole parlare ai ragazzi d’argomenti tragici, però il mondo in cui viviamo li costringe a prenderne coscienza.
8. Oggi dobbiamo più che mai fermare l’attenzione sui fatti di cronaca. Occorre capire cosa sta succedendo di negativo per evitare che gli errori e le colpe si ripetano.

Immagini fotografiche di Mario Fancello
(Per gentile concessione dell’autore)

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Ringrazio di cuore Mario Fancello, che ha permesso, con grande e immediata disponibilità, di poter onorare la memoria dell’amico comune con la ripubblicazione dell’intero intervento di Giuliano Mesa, arricchito dalle splendide foto da lui stesso scattate nell’occasione dell’incontro di Genova. Il testo viene riproposto nei “Quaderni delle Officine“, vol. XX, agosto 2001, grazie anche all’interessamento e alla fattiva collaborazione di Massimo Sannelli, al quale mi legano, oltre a fraterni sentimenti di amicizia e di affetto, la condivisione di memoria e silenzi e il compito di “predire il passato“. (fm)
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2 pensieri su “Non predire il futuro ma il passato”

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