Disputa cometofantica

Lucio Saffaro

Disputa cometofantica è una narrazione in forma di poesia. Della narrazione ha tutte le caratteristiche: c’è una vicenda, c’è un paesaggio, ci sono dei personaggi” scrive Flavio Ermini nell’introduzione a quest’opera inedita che è l’ultimo lavoro di Saffaro, terminato pochi mesi prima della morte, e ci viene consegnato come un enigma testamentario.

Un’interrogazione sul linguaggio e sulla lingua degli umani che si scoprono dotati di parola in grado quindi di nominare e di numerare con uno “strumento già accordato fin dal principio” pronto all’uso della comunicazione. Lucio Saffaro anche in questo lavoro completamente inedito rappresenta una personalità intellettualmente poliedrica, il cui particolare sguardo attento e originale sull’esistenza non smise mai di indagare in modo interdisciplinare tra letteratura, arte e scienza.

Una figura di erudito antico che ha prodotto testi particolarmente originali e complessi, quadri e disegni, ed elaborato studi matematici e nuove forme del pensiero caratterizzate dalla volontà di superamento della divisione tra sapere scientifico e cultura umanistica.

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Lucio Saffaro, Disputa cometofantica
Introduzione di Flavio Ermini
Roma, Sossella Editore, “Numerus”, 2011
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Lucio Saffaro nato a Trieste nel 1929 e morto a Bologna nel 1998 dove si laureò in Fisica, è stato pittore, scrittore e matematico. Si è affermato giovanissimo come una delle figure più originali e creative della cultura italiana.

Le sue ricerche sulla determinazione di nuovi poliedri sono state oggetto di numerosi saggi e conferenze in Italia e all’estero. Ha esposto alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma. La sua prima mostra personale, presentata da Francesco Arcangeli, si tenne a Roma quando aveva 33 anni. Sue opere figurano in importanti collezioni d’arte pubbliche e private e ha ricevuto premi alla Biennale di San Paolo del Brasile (1969) e alle biennali di grafica di Rijeka (1970) e Cracovia (1972).

Nel 1966 ha iniziato a elaborare le tavole del “Tractatus Logicus Prospecticus“, esplorazione teorica delle possibilità offerte dalla prospettiva che ampliando i riferimenti e le intuizioni diverrà il perno concettuale di tutta la sua opera. Attorno al 1985 con potenti calcolatori e l’aiuto di alcuni ingegneri dell’Enea di Bologna, elabora la rappresentazione di poliedri di grado elevato e altri complessi studi.

Molti critici si sono occupati del suo lavoro di pittore e scrittore: Accame, Anceschi, Arcangeli, Argan, Baratta, Barilli, Calvesi, Carandete, Caroli, Dalai Emiliani, D’Amore, Emiliani, Emmer, Galimberti, Lambertini, Lemaire, Longo, Luxardo Franchi, Marchiori, Marinelli, Masini, Menna, Odifreddi, Quintavalle, Raimondi, Ramat, Ricoeur, Russoli, Volpi, Zevi.

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5 pensieri riguardo “Disputa cometofantica”

  1. grazie della segnalazione! Interessata al libro e molto attirata dal fatto che sia una “Disputa” (di primo acchito, “cometofantica” mi rimanda a Diofanto, alle sue frazioni, numeri poligonali…).

    Di Lucio Saffaro ho visto una mostra all’Accademia di Brera, tempo fa (1-2- anni?) e altri lavori ad un Festival della Matematica di Roma (anni fa di più)

  2. Un libro che mi intriga, già dal titolo enigmatico. Ho letto qualcosa di Saffaro, ma non ricordo quando, forse su Kamen’. Spero di leggerlo quanto prima.

    m

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