Le mani del prossimo futuro

Cristina Bove

 

 

(Inediti, 2011)

Che sia la vita scritta

Non ho finestre normali, dalle mie
si vedono mosaici scomposti e ricomposti
frecce direzionali
solo che non è il vento ma le pulsazioni
dell’etere, lo scompiglio di frange
esistenziali (se mi sentisse il mio maestro
mi metterebbe alla lavagna a scrivere
tremila volte esistenziali)
ma tant’è, l’ho fatto

ho maestri severi io, mi rimandano a ottobre
che poi ci siamo quasi, se dicembre chissà…
e poi non ho imparato ancora i tempi
i luoghi e i fatti. Inutile discutere
::::::::::::::::::: girati, dice, e guarda
ti risulta che qualche santincielo ti protegga?

ahimé, di quel cenacolo so poco
io vivo già in maniera marginale
immersa in tanti miei silenzi
o versi che forse hanno sbagliato residenza

sono scritti sui vetri, a volte
nelle luci di un albero riflesso o nella messinscena
d’una stanza sommersa, capovolta
___________ prima di farsi amare, questi versi
scompigliano abitudini, disertano fornelli
trascinano con sé la poca voce
a dirsi piano.

 

        Free climbing

        Terra verticale
        spianata a gambe e braccia
        lustrata dai destini degli uomini
        arrampicati alle invenzioni
        l’arte si rende a quote varie
        _____ l’arte
        del dire o divagare, credere
        che sia lo scopo della storia
        l’uomo
        e del suo strazio
        dei suoi fiori di sangue
        lasciato sulla roccia
        nudo a stringere in pugno le tempeste

        se almeno sorvegliassero gli dei

        un punto di contatto
        un triangolo che per quanto effimero
        risultasse d’appoggio

        la cima di qualcosa è già qualcosa
        e chi ci arriva
        non ha vissuto per la sua vittoria
        ma per quella degli altri.

 

Incompiuta

i contorni
prima d’essere limiti sono cavità madri
poi diventano moire e ci espellono
nel frattempo ci siamo fatti un io palliativo
____________ quiddità variabile
estroflesso inizio di virgola
protratto per questioni di tempo

menti adeguate agli orologi
erano meridiane all’inizio e gli gnomoni
facevano la loro significante ombra
___________in assenza di sole si moriva

a sollevare il mondo basterebbe una leva
a seppellirlo una puleggia rotta
_____________ ecco lo temo
il logorio di cinghia, il flettersi di brane
in questo spazio di rimandi e chiose
assistiti soltanto dal pensiero
a volte no

 

        Irragionevole dubbio

        … se la difficoltà a procedere interessa
        una metà di linea
        – tal quale se ne vive, a cominciare
        dagli emisferi cerebrali –
        e se
        porsi nel centro a sutura
        si scoprono altri sensi, lo spessore dell’aria
        ______________altro d’ipotizzabile non so
        di quel distretto
        se le falangi e tutto il resto dell’impalcatura
        diradano il consistere
        ad avvenuto scioglimento il sale
        della sapienza
        dove…?

 

La mia faccia

poche o tante le strie non ha importanza
segnano i giorni d’ogni mio vissuto
non dico volto, quello sa di giro sul collo
io dico faccia
in questo mi rifletto, sono scritta di fronte
fino al mento
per chi volesse leggere.

Vedevo al molo di Posillipo
barche nuove con nomi sfavillanti
ma i fasciami di quelle capovolte
un senso di mistero alla bambina
e
come nei film rivisti tante volte
quando speri l’assurdo del cambio di finale
la volontà ridisegnava illogica
i colori del corpo nelle onde

adesso il viso.

 

        Lathe biosas

        Il sonno è parte della verità
        disgiunge il corpo dai suoi vizi e virtù
        l’innocenza è sparire.
        La mia tunica ha trama di velario
        sfalsa sulle caviglie
        nel silenzio del passo.
        Se poi la poesia è un’effige
        una sequenza di parole in mostra
        resto nascosta
        sconosciuta a chi passa.

 

Proroga con avvisaglie

Alla difficoltà intermedia
blanda, si sovrappongono le uova
da stare attenti a calpestare gusci
di giornata l’esilio dei mittenti d’immagini
emittenti sarebbe più appropriato
visto che
nel fare da bersaglio sono inerme
il genio accorre dove le garanzie sono preclare
la fonte che mi è ignota ora mi annega
ora mi porge un salice a salvezza.

Sono questi intrecci di giunchi
a sostenermi in dilazioni impensate
quante fessure possa attraversare un quanto
e più di una
in universi paralleli forse
non tanto simili
anzi se ancora me ne avanza è certo
che le mani del prossimo futuro
sono piene di tagli.

Dovrò porre attenzione a feritoie-ferite
un passo tra due sponde può dilatarsi
e trasformarsi
impropriamente in volo.

 

        Riflussi di non so che

        giorni d’agosto in riva agli scalini
        i piedi in festa su levigatezze e sale
        fanno buche profonde, vi si riversa il mare
        d’erbe rinseccolite
        a guadagnare il molo della casa
        ma è qui che si dirimono e diramano le cause
        per gli effetti si scrutano attitudini.
        Mi sento nuda, ricapitolo a specchio
        una questione antica di fratture
        in linee del colore dell’opale
        la pelle assolve il suo offensore.
        Io no

 

Scatole nere

I lumi accesi per i pensatori
croci su moti ondosi per le zattere
avvengono naufragi
mentre nelle aule magne si discute
del sesso degli angeli.
Pescatori di niente, supponenze da sbarco
– la capitaneria di porto tace –
è redditizio quando un portolano
viene redatto a sangue

le competenze esigono distanze
in quanto alle avvisaglie
che ne tremasse terra e mare
o mille scavi e roghi
che livellasse ogni assetto sociale
una baracca al campo
testimonianze fossero le fosse
ancora
di base alle piramidi
ci stanno i derelitti.

 

        Sconfinamenti dietetici

        Cominciare col se
        nelle retrovie di un sapere incongruo
        nella periferia del ricordo
        affioramento a bolle le letture
        ingredienti d’un paté de lois gras
        ___________ un pasticcio di regole
        sfidate, evase di quel tanto da

        le inchieste spaziano su territori anomali
        carestia di nozioni
        assorbimenti casuali e si diventa
        grassi o poeti
        ___________ io sovrappeso.

 

***

39 pensieri su “Le mani del prossimo futuro”

  1. Molto cerebrali questi testi. La poesia di Cristina è come la sua pittura, potrebbe dirti tante cose, eppure non riesci mai a capire quale di queste tante cose è il centro tematico fondamentale, che sta sopra a tutto. É come quando si crea una poesia per celare il vero significato nel mezzo di tante cose tutte insieme.
    Mi dà l’idea di perdermi e non sapere dove trovare l’uscita del labirinto. Un filo di Arianna da qualche parte? :)
    Grazie per questa proposta al padrone di casa.
    Complimenti a Cristina!
    Anila

    1. grazie, Anila!
      a dir la verità sono la prima ad essere sorpresa dei miei versi, che nascono così, non sono studiati, ma sono sicuramente il risultato di sedimentazioni e straripamenti, un labirinto dei mie stessi pensieri.
      il filo di Arianna potrebbe essere forse uno spiraglio che dalla possibile morte mi ha ricondotto alla vita.

      1. possibile morte che riconduce alla vita: molto interessante.
        io ti leggo da pochi anni ma amo molto quello che fai e scrivi.

      2. Anila, dopo un volo si può rimanere sull’asfalto, o svegliarsi in un’altra dimensione, a me è successo questo, e il risveglio è stato una rinascita.
        grazie per avermi seguita e per apprezzato le mie cose.

  2. Cerebrali forse sì, ma secondo me forniscono appigli, in molti casi spigoli, a cui aggrapparsi. E alcune chiuse che, oltre che spiazzanti, mi sembrano illuminanti anche in questo senso.
    Molto apprezzate.

    Francesco t.

  3. “a sollevare il mondo basterebbe una leva
    a seppellirlo una puleggia rotta”

    illuminanti soprattutto e mai scontati; i versi di Cristina arrivano a volte più impenetrabili ma la sostanza non cambia. E’ sempre una poesia che si interroga.

    un caro saluto
    abele

  4. Quello che mi colpisce della poesia di Cristina è la pienezza interiore da cui viene, talmente potente da sommergerne l’indubbia valenza cerebrale. Qui c’è una donna di cultura, che ha letto e studiato spinta da una passione pressante e che ha acquisito un linguaggio dotto incorporandolo nella propria poesia. Questo non è evento che avvenga facilmente. Per lei questo linguaggio è semlice, connaturato e si sente la sua tranquillità e la scioltezza nell’usarlo. Per me, talora, è particolarmente impegnativo da capire, ma poi vedo che Cristina rappresenta l’essere umano universale coi suoi dubbi, le rabbie e quella speranza che, stranamente, le sboccia anche nelle prese di coscienza più spietate, e cito soltanto questo passo tratto da Proroga con avvisaglie: “Dovrò porre attenzione a feritoie-ferite
    un passo tra due sponde può dilatarsi
    e trasformarsi
    impropriamente in volo”.

  5. Bella originalità! Cristina, un maggior dominio dell’esplosione istintiva, darebbe una “grammatica” ancor più intensa, meno frammetaria. Come dire, lo spiazzamento va bene, ma deve essere giustificato. Mi permetto di dirlo perchè ammiro la tua poesia. Il “filo d’Arianna” è d’obbligo, altrimenti la scioltezza diventa elencazione di maniera. Non so da quanto tu scriva, ma complimenti sinceri!

  6. ringrazio francesco t. per essersi addentrato malgrado gli spigoli…

    Abele, che conosce tanta altra mia poesia di sensazioni ed emozioni

    Domenica, che seguendomi da anni, conosce anche tante mie vesti.

    Cristina, non posso che essere d’accordo, in quanto queste fanno parte di un mio passaggio sperimentale.
    Di solito scrivo ascoltando una voce interiore che mi accompagna da quando avevo 13 anni, che risponde a diversi momenti, soprattutto difficili. A volte ho l’impressione di essere immersa in un’atmosfera rarefatta nella quale distinguo l’inizio dei miei versi.
    Credo che quel contesto mi sia più congeniale.
    Grazie della tua presenza qui e dei complimenti!
    Sono emozionata, ecco.

    1. Gli spigoli sono appigli, non è un “malgrado”, ma “grazie agli”.
      E’ un apprezzamento, mettere gli spigoli nei punti giusti significa costruire geometrie.

      Francesco t.

  7. Cristina, fin dalla mia prima lettura di questa tua creatività da artigiano, rimane in me la malcelata curiosità ( mista ad ammirazione) per la libertà che si sprigiona la tua “vis”, un dominio nel quale l’autenticità è cifra stilistica e salvacondotto per entrare , sine cura, nelle anime altrui.

  8. Ho letto con vivo interesse le tue poesie che non trovo cerebrali, ma rivisitate per eliminare le scorie, come sempre si dovrebbe. E’ una poesia scabra nei contenuti , ma fluente, con qualche trafittura di scrittura perchè il ritmo si senta padroneggiato e non padrone e il magma semantico trovi rivoli per non tracimare.
    Sono lieta di averti potuta apprezzasre.

  9. vedevo al molo di Posillipo
    barche nuove con nomi sfavillanti
    ma i fasciami di quelle capovolte
    un senso di mistero alla bambina
    e
    come nei film rivisti tante volte
    quando speri l’assurdo del cambio di finale
    …….
    carestia di nozioni
    assorbimenti casuali e si diventa
    grassi o poeti
    ___________ io sovrappeso.
    ………………….

    Tu Cristina
    _____________sovrasospesa…

  10. Marzia, sono contenta che tu ci senta forza e autenticità. grazie!

    Narda, sono lieta a mia volta che tu le abbia apprezzate.
    Quelle trafitture sono quasi cicatrici dopo un’esistenza che ha lasciato segni indelebili, in tutti i sensi.
    Grazie di avermi dedicato attenzione e di aver notato le briglie alla cadenza, ché, ahimé, devo sempre cercare di contenere avendo una spontanea propensione per l’endecasillabo.

    Maurizio, quelle barche dal fasciame corroso mi intenerivano ma anche mi inquietavano, le paragonavo a quelle nuove fiammanti e non sapevo, allora, dell’esistenza del calafato.
    la vecchiaia non si addice alle barche…
    grazie per quel ___________sovrasospesa!

  11. Cristina, non abile come sono a commentare adeguatamente, solo ti dico che queste poesie sono bellissime proprio per quello “spiazzamento” che provocano nel lettore, quei bagliori di lucidità che però come tocchi di pennello di colpo si oscurano nel loro generale contesto che è e resta drammaticamente misterioso. E’ un complimento grande, per come la vedo io.

    1. è un complimento grandissimo, cara Lucetta, di quelli che confortano.
      per me non esistono punti fissi, sento il ticchettare del vivere come scorrimento di vcende e cose, misterioso sempre.
      Grazie! grazie di cuore!

  12. Dimenticavo di ringraziarti per averle scritte e di ringraziare FRANCESCO per la pubblicazione. Il suo lavoro di così alto livello fa davvero onore alla vera ( e non esibita)poesia.

  13. «la cima di qualcosa è già qualcosa
    e chi ci arriva
    non ha vissuto per la sua vittoria
    ma per quella degli altri».

    Molto convincenti – tra gli altri – questi versi di Cristina nonostante mi squadernino un interrogativo: anche il male conosce i suoi vertici…
    Un saluto, Luca

    1. forse, Luca, senza la conoscenza del male, non si avrebbe la consapevolezza del bene.
      del resto ogni traguardo raggiunto dal singolo uomo è il risultato dell’esperienza storica, per errori e correzioni, di tutta l’umanità.
      grazie dell’attenzione
      ricambio il saluto

  14. Arrivo solo ora, qui, e non posso far altro che dire cose scontate, ma so bene che Cristina ha una grande luce dentro, per questo i suoi versi abbagliano. Se ci si fa un po’ l’abitudine a leggerli, poi tutto diventa più chiaro. L’impatto iniziale è come se si uscisse da una buissima caverna sotterranea alla luce di un mezzogiorno d’estate al Sud. Perché Cristina è il Sud dell’anima, tutta luce.
    Grazie a Francesco di aver riproposto anche qui queste bellissime poesie e Grazie a Cristina. Grazie di esistere.
    Un abbraccio colmo del calore del sud che ancora mi porto addosso.
    Carmen

    1. Carmen, mi sento un po’ abbagliata da questa luce che ti porti dal sud e che rende migliori di quel che sono, alla tua lettura, i miei testi…
      Pensa che io invece tendo a rintanarmici, nella caverna… e spesso non vorrei più uscirne.
      Ti ringrazio con tutto il cuore e ricambio l’abbraccio
      cris

  15. amo la poesia di Cristina perché è poesia di pancia e di testa è poesia che nasce così da sotto le squame di una sirena moderna per diventare pensiero e anche costruzione e ritornare ad essere pancia, viscere
    dei versi di Cristina mi approprio sempre anche quando la comprensione non è perfetta, ma li faccio miei li spalmo sulle mie immagini e li rileggo a colori o in scala di grigi, come possono essere le mie sensazioni
    sono spesso pennellate a volte il segno è astratto, ma mai lontano, soltanto diverso e credo che nella diversità di leggere il reale e di trasformarlo in visione lucida e a volte dolorosa stia la grande forza dei suoi versi
    grazie Cristina sempre
    chicca

  16. Dopo tutti questi bellissimi e meritatissimi commenti alla poesia di Cristina, non saprei cosa aggiungere.
    So che i versi di Cristina fanno parte del suo DNA poetico, per questo sono per lei spontanei.
    Fanno onore alla luce della sua anima, perché lei scrive contemporaneamente con la testa, col cuore e con l’anima.
    Si apprezza moltissimo la sua poesia specialmente quando si acquista familiarità con le meravigliose immagini, sempre nuove, sempre originali, che in ognuna di esse propone.
    Grazie a Francesco Marotta per aver proposto questi inediti.
    Grazie alla brillante lucidità di Cristina: dopo aver letto le sue poesie si è diversi, più ricchi.
    Grazie, Carmen.

  17. una poesia dove non riflettersi è quasi impossibile …
    vedo la mia faccia e gli intrecci di giunchi
    osservo i mosaici dalle finestre
    respiro uno stile che è riflessione allo stato puro

    ci sono molte illuminazioni nei versi di Cristina

    mi soffermo su questa:

    *Dovrò porre attenzione a feritoie-ferite
    un passo tra due sponde può dilatarsi
    e trasformarsi
    impropriamente in volo.*

  18. Carissima Chicca, non so come mi sfuggì allora il tuo commento!
    Menomale che ho potuto leggerlo, seppure a distanza di tempo, perché è meraviglioso che i miei versi ispirino i tuoi quadri, opere che tu sai quanto ammiro. Grazie!
    Vorrei che ti arrivasse questa risposta, se così non fosse, ti cercherò per altre vie.
    Un grande abbraccio.

    Carmen, grazie ancora per tutto quanto scrivi della mia poesia.
    A presto.

    Massimo, felice di vederti qui, è valsa la pena rinfrescare il dono dell’ospitalità di Francesco per queste tue belle parole.
    Grazie

    Carla, immedesimarsi è anche condividere, è chiamarsi con l’anima.
    Grazie.

    E grazie ancora a Francesco
    :)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...