L’onestà ritmica del silenzio

Domenico Ingenito

[Le note che seguono sono state scritte su un taccuino a Cracovia, in un momento di concentrazione peripatetica: scrivendo, camminavo seguendo il riflesso del sole sui binari del tram. Tornato in stanza, poi, ero felice. Perché la consapevolezza dell’emergere di un nuovo tempo si affacciava alla mia coscienza come il fremito della stanza e di tutte le pareti, la finestra e le lampade al passaggio del tram. Come quei sussulti leggeri che percepisci dentro, come se il cuore e i polmoni facessero da cassa di risonanza a un’intuizione luminosa. Seguiranno anni molto belli.]

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