La neve nera

L. C.

certo che è una gran troia
questa cultura
queste strette di mano
se soffri di agorafobia
nessuno si ricorda di te
ti mandano biglietti come a un morto

 

La neve nera

(inedito, 2011)

 

-5
(italiana contemporanea)

se soffri di agorafobia
non puoi fare poesia

 

-4

si incontrano sempre negli stessi posti

fanno gruppo

sono sempre le stesse persone

in ossequio alle regole della comunicazione

che imparano dai giornalisti italiani

si presentano sempre con qualcosa di nuovo

anche se sono sempre le stesse persone

che si incontrano sempre negli stessi posti

per dire sempre le stesse cose

 

-3

si incontrano in luoghi consueti

non in qualche caffè

ma nei caffè adeguati

si incontrano spesso si sentono anche al telefono

si sono ritagliati un’occupazione

intellettuale

odiano e amano le università

quelle in cui non sono riusciti ad entrare
quelle da cui non sono riusciti ad uscire

odiano e amano se stessi
ma più che altro amano
e più si odiano per non essere più giovani
ancora più giovani ma già vecchi e in fondo
si odiano per non essere riusciti se non a metà
o pure a un terzo e si accontentano di quel che hanno
del terreno che hanno guadagnato
anzi si vendicano del terreno che hanno guadagnato
e di quello che non hanno guadagnato
si vendicano su di te

 

-2.

hanno la bocca piena di una cosa
tra cenere e la marmellata

parlano poco ma muovono molto

le mani

nelle tasche nelle gonne nei calzoni

quando parlano si piegano l’uno sull’altro
e fanno colare quel liquido dal palato dell’uno
alla lingua dell’altro

 

-1.

la neve nera ha riempito la bocca
la neve azzurra dispersa

la neve nera la norimberga
ha riempito la bocca

è tutto sigillato si fanno le seghe in cerchio

ringrazio dio di non essere
stato riconosciuto

 

0. (certo che è una gran troia)

certo che è una gran troia
questa cultura
queste strette di mano
se soffri di agorafobia
nessuno si ricorda di te
ti mandano biglietti come a un morto

hanno letto il tuo nome ma parlano al telefono
coi nonni ai cimiteri nelle tombe
risuonano le cavità dei loro denti
delle otturazioni nelle catacombe

questo minimalismo corrisponde
a minime intenzioni a minimi concetti
se la tua vita ti fa vomitare perché devi venire
a rompere i coglioni a me?

l’acqua è di tutti ma la poesia è tua e la porti
a pisciare dove ti pare nel giardino per strada
sui tuoi pianerottoli di nuovo (non c’è niente)

lo capisci che non c’è altro

capisci che

lo capisci che non c’è la distanza
stai dando un brutto spettacolo

la distanza necessaria

una brutta immagine di te
tu continui a vomitare
e io continuo a inginocchiarmi

in pubblico e in pubblico

mi piace

continua a leggere ti prego
fino a che vengo

 

1. brodo in brodo

è brutto vedere gli amici d’infanzia
scimmiottati da gente senza sugo

gli amori dell’infanzia, le avanguardie
i dadaisti i surrealisti i futuristi
i cari amici amati i dolci i coraggiosi
i buoni i divertenti i presuntuosi

quant’è brutto sentirne i nomi in bocca
a gente dalla brutta bocca
a gente noiosa
con la sciarpetta da poeta
con gli occhialetti da poeta
con gli occhietti da poeta

i luminosi solai le corse in bicicletta
la pesca all’amo dalla cima del ramo

oh com’è brutto vedere questa gente scimmiottare
i cari morti i cari amori le carni molto dolci
dei poeti d’inizio novecento di fine d’ottocento

mangiati e poi rivomitati già tanti anni fa
e ora rimangiati da poeti, mosconi poco allegri
rinchiusi in camere fetenti
smerdacchioni

che claustrofobia che dilettantismo che boria che boria che boria
che palle!!!

 

2. poesia in pòsa
[this item is a guest poem by an anonymous contributor]

li vedo quando squamano liquami
verbame, scoli, fracassi di parole
il mezzo topo fa il poeta
la scimmia gli lecca il culo
sente ardore di critico e dice “anch’io”
dice che vuol partire
dice che vuol restare
poi parla al cellulare
vuole un diverso poetare
non stronca gli amici con i peti
li risparmia per i meglio poeti

 

3. seghe senza la sborra

ho visto le menti peggiori della mia generazione
e pure di quella precedente
fare finta impunemente
che le menti migliori non esistessero
als ob als ob als ob

ho visto le menti peggiori della mia generazione
gli imbecilli i deficienti
metter su delle magliette da poeta

ho visto le menti peggiori della mia generazione
ignorare le migliori col silenzio

ho visto la poesia presa per sfinimento
come un bellissimo mammuth
abbattuto dai sapiens

ho visto i sapiens della mia generazione
negare l’uomo vecchio e l’uomo nuovo
fare teoria

la teoria delle troie
la teoria delle sillabe

ho sentito l’olio di ricino colare nella gola
mentre le mani peggiori della mia generazione
e le braccia di quella precedente
e le ginocchia di quella ancora prima
mi bloccavano contro il pavimento

l’olio di ricino del silenzio mi ha riempito la gola:
sarebbe meglio il cazzo pieno
di un transessuale brasiliano
dagli occhi verdi e dal sorriso dolce

non sono un gruppo, infatti,
semmai sono squadracce di poeti
che si riuniscono per farsi le pippette
in certe stanzette
per scambiarsi le figurine
i doppioni della poesia

mentre le mura di roma tremano fuori
come i fianchi di una grande vacca
attraversati da un vento

l’olio di ricino del silenzio mi ha riempito la gola
ringrazio dio di non essere stato
riconosciuto

l’olio in gola è diventato un’apnea
le squadracce mi hanno regalato il silenzio

la poesia si è alzata come un campo in un campo

mentre su certi tavolini da gioco le menti peggiori
bevono da grandi scodelle
la pappa reale la nuova invenzione
il brodo in brodo della tradizione

né brodo di pollo né di gallina
né brodo di zoccolo di porco
ma brodo in brodo essenza dell’essenza
distillato finissimo
motore ultimo
noèsi di noèsi

 

4. lio poetico

alla riduzione dell’io poetico
corrisponde
l’ipertrofia dell’io critico

 

5. biodinamys

la nostra via la decide un bambino
che appena si tiene sulle gambe

 

***

31 pensieri su “La neve nera”

  1. Sarà il titolo, una certa familiarità, ma mi ricorda tanto Di Ruscio.
    Piaciute molto e scusate se è poco..
    Ciao
    Liliana Z.

    ps: chi è il misterioso l.c.? si può svelare? perchè è un uomo, questo è chiaro

  2. Oh signore, oh my god…non ci credo a nessun signore ma mi sono piaciute tanto, perchè tanto vere…risate amarissime. E poi che fare? Scappare a gambe levate in campagna, dove sia possibile toccare la terra? Grazie a l.c. che farebbe piacere anche a me sapere come chiamarl*.

  3. Anche a me piacerebbe sapere chi è, anche per ringraziarlo/a di averci regalato, senza infingimenti edulcoranti, la fotografia più vera dell’odierno panorama poetico italiano:

    non sono un gruppo, infatti,
    semmai sono squadracce di poeti
    che si riuniscono per farsi le pippette
    in certe stanzette
    per scambiarsi le figurine
    i doppioni della poesia

    Una ignobile guerra per bande, di poeti e intellettuali men che mediocri, che si disputano posticini (e osssicini) al sole frugando come topi tra le macerie che loro stessi procurano e producono.

    Un saluto a Liliana e Doriana.

    fm

  4. scusa la polemica Francesco, ma chi nasconde nell’anonimato versi come questi non è certo gran signore, perché spesso chi parla di “squadracce di poeti” fa spesso parte delle “squadracce” stesse, ma cova dentro i pensieri perché nel gruppo si sa, bisogna stare attenti a dire ché ti buttano fuori.
    trovo triste in questo caso la scelta di anonimato.

    per i testi, non saprei sinceramente cosa pensare.
    mi lasciano un po’ titubante. alcuni versi sono illuminanti, altri mi infastidiscono pure.

    a rileggervi
    Anila

  5. li vedo quando squamano liquami
    verbame, scoli, fracassi di parole
    il mezzo topo fa il poeta
    la scimmia gli lecca il culo
    …….
    ho visto le menti peggiori della mia generazione
    e pure di quella precedente
    fare finta impunemente
    che le menti migliori non esistessero
    …….

    Molto slancio che va dritto fitto al sodo…

    Togliete le serrature dalle porte!
    Togliete anche le porte dai cardini!

    tanto per stare sugli stessi riferimenti…

  6. Anila, non c’è nessun problema a dire quello che si pensa, e ti invito a farlo sempre con la massima libertà – almeno qui è ancora possibile.

    Se io pubblico questi testi, così come quelli dell’altro post, essi sono anonimi fino a un certo punto, perché sotto c’è la mia firma, quindi me ne assumo qualsiasi responsabilità – etica, estetica e politica. E’ come se ne fossi l’autore. E forse lo sono davvero, soprattutto in questo caso, perché mi sento di controfirmarli in toto: cioè: io credo, so e ne ho le prove, che l’ambiente poetico-letterario è proprio questo, anzi, anche peggio.

    E poiché non faccio parte, e non ho mai fatto di parte né intendo farne parte, di nessun “gruppo”, non posso covare astio per esserne stato cacciato o non accettato.

    Forse questi versi, più che inalberare un valore estetico, sempre presunto del resto, aspirano ad essere un invito a guardarsi attorno senza fette di salame sugli occhi.

    Ciao, grazie.

    fm

  7. Comunque, da quando li ho ricevuti, una certa idea su chi possa esserne l’autore (non parlo dell’identità anagrafica) me la sono fatta: penso si tratti di una persona, tra i cinquanta e i sessanta, magari un reduce della sinistra estraparlamentare d’antan: L. C. mi sembra un’indicazione, quasi un indizio seminato ad arte: “Lotta Continua”?

    fm

  8. Ho appena ricevuto da L. C. (che adesso per me ha anche un nome e un volto) questa mail, con preghiera di pubblicazione nel colonnino dei commenti:

    @ Anila (e a tutti)

    “in questo caso l’anonimato (parziale) è teso a tutelare la privacy dell’autore – che non fa di mestiere il poeta – rispetto al proprio ambiente di lavoro. l’autore sente in questo periodo bisogno di mettersi al riparo da imbarazzi legati ad alcuni temi toccati nel testo. da qui la scelta non di anonimato ma di firmarsi con le iniziali. queste, le assicuro, sono decodificabili in misura massima proprio dalle persone dalle quali lei crede ci si voglia nascondere.”

    fm

  9. Francesco, io condivido quanto dici sulla pubblicazione di testi anonimi perché io per Clepsydra avrei volentieri fatto lo stesso esperimento. Anzi, ammiro quanto fai.
    Era più che altro il contenuto dei testi che in anonimato perdono valenza secondo me perché se si conosce l’autore e soprattutto la parte di fetta di poesia da cui arriva, sicuramente il testo assume o meno valenza.
    Sono comunque contenta del messaggio scritto in corsivo.
    Apprezzo molto.

    Anila

    p.s. Riguardo al mio sentirmi infastidita da alcuni versi non c’entra con i contenuti, ma piuttosto con la forma d’espressione usata che spesso turba un po’ il mio palato. Ma sono gusti poetici, nulla più.

  10. Anila, sàppilo: semplicemente: sono felicissimo che tu sia qui; sono felicissimo di poter leggere le tue riflessioni ogni volta che vorrai proporcele – e nei termini e nei contenuti che desideri.

    E che nessuno si senta mai in obbligo di dover dar conto del proprio pensiero e delle proprie ragioni, soprattutto quando divergessero dal sentire di chicchessia.

    fm

  11. Condivido in pieno i contenuti di questo post.
    il primo commento più articolato se l’è portato via la connessione caduta mentre lo inviavo.
    Dico soltanto che soggetti come quelli descritti ne ho conosciuti anch’io e mi è venuta la nausea al pensiero che la poesia, la letteratura in generale, fosse rappresentata da questi sapiens.
    E’ ancora rappresentata da costoro, con le dovute eccezioni.e per fortuna qualche eccezione l’ho conosciuta.

    i famosi o noti o rappresentati bene dalle case editrici, spesso sono ignobili, ma altrettanto ignobili sono i quasi dilettanti che olezzano superbia per il solo fatto di aver avuto una targa qualunque in un qualunque premio letterario….

    vi abbraccio tutti di corsa

    jolanda

  12. Durante la cerimonia di premiazione presso un teatro importante di una qualunque città italiana, nell’intervallo fra la consegna delle targhe e discorsi dei vari poeti-narratori-saggisti e il finale con balletto classico ( oriella dorella prima ballerina ) fu chiesto cortesemente, dagli organizzatori del premio, un breve recital poetico a una poeta allora,ma credo ancora, molto nota.
    si rifiutò dicendo che lei, anche nei “salotti buoni” percepiva un compenso………………………………..

    io c’ero e ho detto: alla faccia!…..

    jc

  13. rispetto le iniziali…molto belle come del resto le anonime precedenti anche se di anonimo in entrambi c’è poco;ci sono loro: ottimi scrittori anche senza firma, besos, V.

  14. una natura morta con idioti, avrebbe detto un mio amico di tanti anni fa… un quadretto idilliaco da leggere in senso contrario, quello della critica a cose e persone che cercano disperatamente di darsi un tono, anche se per loro la disperazione è allegra e sopra le righe, ma mancano dei fondamentali e spesse volte, le loro mancanze diventano dei pregi verso chi ha più da dare e da dire. Complimenti all’autore.

  15. Detto semplicemente, questi versi mi sono piaciuti molto: la loro grinta, il loro situarsi fuori ogni misura, il disgusto che trasmettono. E anche l’anonimato mi piace. Mi piace che un poeta sparisca e che lasci parlare, in vece sua, i testi. Tutta la poesia dovrebbe essere anonima. La firma attesta una proprietà.

    NeGa

  16. La lettura di questi testi mia attrae e contemporaneamente mi inquieta.
    Soffro anch’io di agorafobia, ma temo anche gli ambienti chiusi.
    Intanto attraverso virtualmente piazze e mercati, osservo, imparo a rispettare ogni voce, pur stando rintanata nel mio pc.
    Ed è una meraviglia comunque.

    cb

  17. se ho capito bene c’è un sacco di gente che invia a questo sito proposte di articoli e francesco marotta ha iniziato a pubblicarne alcune… bene, se è così volevo dire, se non altro a francesco, di scegliere meglio: per i miei gusti questa specie di invettiva è una boiata!
    Priva di costrutto e meditazione che non sia il conteggio -effimero. Credo sia l’inconscio a dettare espedienti simili, molto diretto nel carpire cose del genere e “flagellarsi”: fa in fretta ad accorgersi di certe cose come della mancanza di struttura e premeditazione.

    Solo istinto buttato là…

    Non si tratta di condividere o meno ciò che si dice (e a dirla tutta sarei propenso a condividerlo) si tratta di un certo tatto e una certa sensibilità poetico-artistica che qua non trovano casa.

    Il pensiero è una cosa, la poesia un’altra…

  18. Caro Stroszek, hai capito bene in merito all’invio e ti ringrazio anche dell’invito a una scelta più “meditata” – al quale, comunque, credo di non poter rispondere. E per un semplice motivo, che è questo: le mie scelte sono già per il “meglio”, nel senso che, quando pubblico qualcosa, con quel testo (anonimo o firmato che sia) ci ho già dialogato e mi sono convinto che, per quel che mi riguarda, possa comunque servire a suggerire pensieri, riflessioni, critiche – o quant’altro. Non mi pongo minimamente il problema di accontentare qualcuno, perché confido massimamente nell’intelligenza dell’eventuale lettore che, di quella pagina, farà esattamente l’uso che ritiene “migliore”: vi leggerà delle “affinità”, come fa NeGa, oppure lo stroncherà, come fai tu, definendolo una boiata. La cosa veramente importante, a quel punto (e di questo vi sono grato), è che entrambi esprimete dei *giudizi* – discordanti quanto si vuole, al limite dello stridore, ma motivati, articolati, argomentati, come è giusto che sia.

    Forse il *senso* di un blog è (può essere) proprio questo.

    Ora, senza fare l’avvocato di nessuno, ti chiedo: non è possibile, per te, che questo “poemetto” possa essere stato pensato e scritto *esattamente*, e *volutamente*, proprio in “questi” termini? Non può essere che il testo, “destrutturato” e “privo di sensibilità poetico-artistica” (come lo definisci) sia un vero e proprio *calco* (non una parodia, di sicuro) che ha come fine ultimo quello di restituire, in termini netti, l’atmosfera complessiva, teorica e pratica, delle produzioni testuali praticate e realizzate dai destinatari occulti e palesi dell’opera?

    Secondo me, questa, più che una possibilità è una certezza.

    Ciao, grazie per l’intervento.

    fm

  19. ero sull’altro post lunghetto a leggere e sono ancora qua :)
    allora, è ovvio che in merito a ciò che scegli di pubblicare non ti si può dire niente! nel senso che ognuno decide di pubblicare quello che gli pare, no? su quel punto là ciò che dicevo non voleva essere “esclusivamente serio”… :) era un pò buttata là quell’esternazione.

    Per l’altra questione ho imparato sulla mia pelle che basta un pò di fantasia per motivare qualsiasi cosa (anche qualsiasi nefandezza, al di là del testo in questione). Quindi vi sono certi limiti, per come la vedo io, che sono invalicabili. E’ chiaro poi che ognuno tali limiti li stabilisce e se li cucisce sopra; si tratta del proprio gusto!

    Mettiamo ora da parte la fantasia e poniamo che io accetti ciò che tu dici a proposito di una certa volontà di “mimare” certi atteggiamenti webbistici. Ora che l’ho accettato ti posso dire che per come la vedo io ci sarebbero stati infiniti modi per rendere il concetto in maniera molto più artistica: l’autore non fa di mestiere il poeta (adesso vedo rileggendo i post precedenti) e la cosa si vede.

    Per finire io non ho detto che il “poemetto” è una boiata, ho detto che “per mio gusto questa specie di invettiva è una boiata”… Il concetto è molto diverso perchè non voglio minimamente ergermi a emettitore di sentenze incontrovertibili e inconfutabili. D’altronde non sono mica chissà quale voce autoritaria! sono solo un lettore che esprime il proprio giudizio…

    E visto che questo sito mi piace continuerò a esprimerlo :)

  20. Mi fa piacere che tu voglia continuare ad esprimere qui il tuo giudizio. Mi auguro, anzi, che tu continui a farlo anche, e soprattutto, nel caso in cui il sito non dovesse più piacerti.

    Grazie.

    fm

  21. Fresco, vivo, di lama che mozza e sangue che schizza
    Emorragia di parole inutili irrinunciabili
    Come tutte le parole
    Essoterismo prolifico da ventre cavo

    Il fuoco non cresce facilmente
    Chi si sente colpito
    Non ha mai sparato

    Tanta stima –

  22. Se ho compreso bene, a LC non interessa, in questo caso, produrre un componimento “bello”, che abbia valore di poesia (o almeno di poesia come feticcio astratto); a LC interessa tirare un sasso sul vetro. Il vetro, il suo bersaglio, è un certo ambiente poetico, facilmente identificabile; se non sbaglio, se ho intuito chi si cela dietro la sigla, ambiente da LC preso di mira altre volte con discorsi più ragionati, talvolta anche precisi e condivisibili. Qui prevale la misura “eversiva”, il gesto di rottura, la sberla. Sono testi d’occasione, e come tali andrebbero letti. Al di là del fatto che al sottoscritto piaciono perché ho una “naturale” inclinazione al “cattivo”, direi che sono testi che funzionano perché il bersaglio lo colpiscono; ad esempio colpiscono la doppiezza di cert’uni, sempre a dire contro e allo stesso tempo stando dentro ciò contro cui dicono; ma colpisce anche la “presenza” (se hai paura dellla piazza, di apparire, di esserci nei luoghi che contano, sei tagliato fuori), così come colpisce certo epigonismo avanguardistico. Senza entrare nel merito del bersaglio (che forse non è tutto merda), io darei nobiltà all’invettiva in versi; anche se si limita a chiarire fobie personali e dissensi, anche se non va oltre la distruzione, l’invettiva è euforica, trasmette vitalità. Un genere marginale, eretico, e come tale da spalleggiare. Anche se non raggiunge le vette dell’arte …

    NeGa

  23. Sono sostanzialmente d’accordo con la tua analisi, Nevio; mi preme soltanto chiarire che l’ipotesi che prospettavo a Stroszek nasce unicamente da una mia supposizione, non suffragata da nessun riscontro diretto. Anche perché, a me, questi testi non sembrano affatto “scarsi” sul piano più propriamente estetico.

    fm

  24. Il post è molto interessante, e sicuramente scritto in modo chiaro! Ma la questione che riporti mi pare più complessa di quello che se ne possa pensare così su due piedi, poiché ci sono interessi molteplici in gioco ed è più conveniente la strada del tacere o – meglio – del buttare fumo negli occhi! E a proposito di FUMO -> http://mondocineroma.wordpress.com/2011/09/29/fumo-tanti-morti-e-si-reclutano-i-giovani-coi-fattoni-animati/

  25. Caro LC, il tuo poemetto mi ha portata dal secondo piano all’attico, dove si respira meglio e l’aria è più pulita.
    Grazie a Francesco Marotta per averlo assaggiato, gustato e proposto.

  26. Pingback: pagine che amo

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