Scuola di poesia

Massimo Sannelli

Le intemperanze saranno lette bene da chi ha orecchio: si tratta di cambi di intonazione, cioè di umore. Non c’è molto rigore, nemmeno nell’ortografia, e il lettore dovrà creare il suo ordine, liberamente, spezzando – si può fare – la serie dei frammenti. Dopo le parole in Rete, c’è stata una prima edizione sulla carta (Wizarts, 2010): qui è stata stravolta (tagliata e allungata), abbattendo – soprattutto – i suoi limiti interni. La scuola ha un corpo nuovo, forse più adulto ora.
     La coesione della docenza e della decenza ha portato alla nascita e alla chiusura della scuola nella Rete: per una violenta carità la scuola è apparsa, per una violenta carità ha abbandonato Internet. Per questa scuola ho perso il primo dei miei amici e il secondo dei miei maestri: il primo ha chiesto di non essere nominato nel «sottobosco», il secondo ha rinnegato il «capofila», perché non è più «oscuro». Continua a leggere Scuola di poesia

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