Fragmenta

AA.VV., Fragmenta
Antologia di prosa e poesia
Barcellona P.d.G. (ME), Edizioni Smasher
Collana Ulteriora Mirari – Sezione Mosaici

Testi di
Cristina Bove, Doris Emilia Bragagnini, Martina Campi,
Gianluca Corbellini, Ivan Fassio, Valentina Gaglione,
Ermanno Guantini, Antonio Maggio, Sebastiano A. Patanè,
Fernando Della Posta, Roberto Ranieri, Silvia Rosa,
Meth Sambiase, Ada Gomez Serito, Tiziana Tius

 

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Selezione di testi

 

Ada Gomez Serito

era nero e mettevo garze sul viso,
erano lente processioni di addio,
la mia preghiera era barocca e la sabbia
era marmo rosso di Francia,
il mio ventre marciva,
il respiro martellava il muscolo del cuore
rimbalzando sugli organi con rumore acuto in contro fase,
il vuoto rantolava nel sottoscala,
la punta delle dita mi si apriva in ragadi
e la notte riceveva le grida di memorie impazzite

 

*

 

Ermanno Guantini

[…]
se ancora siamo qui a un istante dalla felicità lo dobbiamo a noi. lo dobbiamo anche ai nostri errori. è un disordine nuovo a sparigliare i riflessi. i complessi di colpa danzano diluiti e vuoti. ringraziamo i nostri silenzi pronunciando con fatica il contorno degli oggetti. forse perché non abbiamo voglia di parlare o forse perché non sappiamo più l’adagio dei nomi. senza scoprire le fauci. senza dare tregua alla faccia. e imprevisti e felici risaliamo la cruna docile dello sfondo con le braccia rese inflessibili dal rischio. la polvere sulle sedie. immobili sui nostri schienali. non avevamo voglia di dire non ci faremo male. non avevamo voglia di risalire piano la corrente. non avevamo voglia di sibilare non ci faremo male. fino a non poter respirare dall’ansia. siamo la disperazione dei nostri cuori e non sappiamo morire la pelle fatua nei tempi opachi. ora sono qui puoi dirmi che non c’era bisogno di parlare. che poi sapevi bene. che poi sapevi bene. provo a muovere il braccio. per vedere la sequenza dei numeri. l’esatta gradazione della cenere sulla tovaglia. provo a discernere la freddezza delle luci slavate sull’asfalto. provo a elaborare l’idea che ci sia la necessità di un sentimento. forse c’è solo bisogno di dirsi che c’eravamo. anche solo di dircelo. c’è uno spreco di speranza nei tuoi inviti al rinsavimento. c’è un’ironia nel dire te lo potevi immaginare. come se dicendo tu sapessi che non si può raggiungere la sorgente di un’illusione nel fumo del tabacco. non possiamo arrivare allo specchio per osservare i difetti di chi ci osserva di sbieco senza coraggio di farsi parlare per primo. e sei bella. potrei stringere i pugni facendo intravedere la ghiera delle arterie sotto la pelle. il punto esatto in cui rifuggo il compimento della fuga per allacciare la noia. il grido dove ritraiamo il respiro nella polvere ferma della pelle. e io sono il tuo lato meno nobile. e sei il mio lato meno ingenuo. ora non abbiamo quasi respiro per poter dare credito alla fatuità della notte. vogliamo essere qui. e non possiamo che essere altri. la televisione rimanda onde false. vogliamo esserlo. e risalire la cruna sottile senza sapere risvegliarsi. senza sfiorare la danza di un rimpianto. e se bruciassimo anche solo questa speranza per il piacere di poter dire. di poter dire. per il piacere di poter raccontare. perché sono sempre queste domande. perché sono sempre le stesse. che anche noi ce l’abbiamo fatta. anche noi abbiamo saputo illuminare di fatui inganni la notte. parlavamo sotto traccia nel fumo della sigaretta. e tu non sapevi ridere. e tu.

[…]

 

*

 

Valentina Gaglione

Leggi le virgole.
Pendenti che oscillano,
nel rifugio dei desideri,
come nella grotta marina,
i fiotti di luce.
Caratteri mobili,
i nostri.
Di piombo.
Leggi le virgole.
Anche scritte a mano,
di quelle stinte dal tempo
strascicate,
doloranti
sulla svolta dell’anima.
Leggi le virgole
Abbandonate nel sogno di un pozzo
con bimbi intorno.
Non smarrire le gocce,
i sottili fili

leggi le virgole.
Ora

 

*

 

Tiziana Tius

Il volto mira al cuore
un solo palpito
a percorrere
l’arsura del labbro
che cede al tormento
delle parole

(A Paul Celan)

 

*

 

Silvia Rosa

        Dicembre venticinque

Dicembre venticinque giorni
a ritroso
contavo i chicchi di neve la somma
di zucchero spolverato sulle strade
asfalto il peso esatto catrame
un mucchietto di gelo montato
in spuma di ore venticinque
una di attese da raccogliere spillare
tra le luci intermittenti che schizzano
gialline tutt’intorno malinconiche,
il mio dono la tua barba bianca
– bianca o era nera o non era? –
Babbo Papà Natale
ti ho scritto venticinque letterine – anni
(non) ti amo infatti non ho smesso di aspettarti
e di cercarti e di credere che esisti
in ogni uomo che mi stringe un fiocco
rosso nella carne
– sono io il giocattolo a buon prezzo il dono –

quest’anno quest’inverno
questo numero di ghiaccio venticinque
aghi di pino a pungermi le palpebre
regalami l’incanto d’un abbraccio
una carezza un passaggio – tienimi
sulle tue ginocchia
contami appesi alle dita della mano
venticinque desideri tutti uguali
amami come sono
non sono stata buona forse, è vero
ma tu, Padre, tu nemmeno.

 

***

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4 pensieri su “Fragmenta”

  1. Un “assaggio” di testi dal libro contenente opere degli autori selezionati nella sezione “mosaici” e estratti da alcune opere finaliste delle altre sezioni.della prima edizione del Premio Letterario “Ulteriora Mirari”.

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