Altamante Logli e gli zingari felici

Larry Massino

Ennio è tenace, mi marca stretto e mi costringe a pensare alla poesia, dalla quale io mi tengo da tempo a distanza di sicurezza. Sicché mi verrebbe da dirgli di tanti poeti che ho a lungo frequentato. Scremando scremando mi verrebbe da dirgli sopra di tutto di Dino Campana, di Arthur Rimbaud, di Robert Frost, di Gottfried Benn, di Velimir Chlebnikov, di Isidore Lucien Ducasse Comte de Lautréamont (dei cui canti modestamente facetti una ignota messa in scena teatrale, a puntate, per altro protagonista il poeta attore forse più grande dello scorso secolo). Ma poi penso che Ennio pensi che faccio lo smargiasso. E mi taccio. Però stamattina, per giri mii, ho incontrato Altamante Logli – mi sembra stia bene: iddio o qualunque sottoposto continuino a trattarlo come merita – l’uomo che paridemerito con Carlo più mi ha fatto amare la poesia e la lingua, ché “la lingua gli ha da s’onare, Larry, ri’ordatelo! Ché te tu se’ più sognatore che s’onatore…Continua a leggere Altamante Logli e gli zingari felici