La Biblioteca di RebStein (XXX)

La Biblioteca di RebStein
XXX. Gennaio 2012

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Paola Lovisolo

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Temporaneo panorama (2011)
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8 pensieri riguardo “La Biblioteca di RebStein (XXX)”

  1. Seguo la poesia di Paola da anni, ne seguo le asperità e le morbidezze rincorrersi, annerirsi e svelarsi in una continua metamorfosi in cui la lingua poetica decostruisce il senso per poi costruirlo senza impalcature, senza rete -non suolo nel vuoto/nulla che si chiami anestesia/tutto è giungere al fuoco del mattino/respirare piano spaccarsi piano spaccarsi/rimanere varchi [nella vita] altrui-
    Le ultime, gli inediti del 2011, le considero come un ulteriore suo spingersi oltre il confine del verso, asciutte nella com-posizione si dispongono in una logica levigata quasi in-dolore, sono filari d’ossa.
    Ma il corpo poetico di Paola non è mai bozzolo di seta, non è stella filante ma è filo elettrico che conduce. Perennemente in corto circuito genera la scintilla, il lampo che sfiamma nella parola, così come il corpo fisico in Paola non è mai rifugio o altare bensì concorre allo sguardo, lo svuota e lo riempie, lo trasporta in nuovi territori. Ecco che allora le immagini sembrano vivere in un perenne trasloco da se stesse portandosi il carico di quelle che le hanno precedute ma soprattutto il peso di quelle che verranno, e così il corpo fa dalla poesia e viceversa, [ -
    non le dice stai ferma. comincia a disegnarla e basta. non importa se si muove. non importa
    se parlando si muove: la disegna e basta e senza dirle mai di stare ferma la disegna e non le
    dice niente ma non è vero che non le dice niente è un modo di dirle altre cose un modo di
    vederla in certi stadi di conversazione] [in certa luce di conversazione dice lui ]
    ma non è un movimento anaffettivo, non è abbandono ma è l’accoglienza di un nuovo buio umano carnale tesa a cor-reggere quella vita/morte che sembra allacciarsi sempre in una non-finita vita e morte , un buio da dipingere e da scrostare, come ben documentano le immagini dei dipinti di Merlina e Mingarelli. La poesia allora diventa residuo che cade in sé.
    E verso la sua visione la poesia di Paola non si sporge né cede alla lusinga del precipizio per un puro gusto romanticamente estetico piuttosto vi precipita consapevolmente come la Poesia esige, il risultato è il vortice che annulla la rappresentazione lineare del segno. La scrittura di Paola è circolare, l’immagine si avvita come se nel frattempo un dito vi girasse dentro, la mescolasse, e l’originalità che crea questo gorgo rende la sua voce veramente unica.
    – e centrica scrittura stava tutta
    nel suo viso umano levato dai contorni
    come il suo seno levato dal torace
    come il suo sesso levato dall’inguine
    come i suoi fianchi levati dalle anche
    come le sue natiche levate dai lati dell’osso sacro
    e centrica scrittura stava la stessa cosa solo un po’ diversa-

    grazie
    lisa

  2. ” La scrittura di Paola è circolare, l’immagine si avvita come se nel frattempo un dito vi girasse dentro, la mescolasse…”

    questa è l’ intento, Lisa, nel tradurre il mio sentire. ed è l’ immagine. sì. non a caso mi sono permessa di adoperare come introduzione il brano tratto da Mitobiografia di Bernhard.
    ancora infinitamente grazie anche qui per la luce che porti tra le mie parole e per la passione condivisa nelle tue impressioni che a tutte mi sento di rispondere e tutte mi rispondono.
    a presto.
    paola

    […]

    aggiungo una nota per me importante: il titolo “Temporaneo panorama” è stato adottato da me solo in un secondo tempo in formula identica al titolo del quadro di Emilio Merlina che compare nella raccolta. ringrazio ancora Emilio per avermi concesso di farlo anche mio.

  3. anch’io seguo da tempo Paola, liriche particolari, straordinarie, immaginifiche, un passare da una partitura all’altra, musicalmente mi viene in mente l’accostamento con la SunRA Orkestra, dalla tradizione alla libertà assoluta.

  4. grazie Marco per l’ interesse in divenire verso a mia scrittura e per l’ apprezzatissimo accostamento alla SunRa Orkestra: sono considerazioni preziose per me.
    caro saluto
    paola

  5. Mi scuso se mi sono intromesso nello spazio dedicato a Paola Lovisolo. Mi è sembrato, quello della Biblioteca di Reb Stein il più impersonale. Ad ogni modo saluto anche Paola che ritengo una brava poetessa.

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