I capi della città su fino all’etere

Jack Spicer
Nanni Cagnone

Sarebbe doverosa gentilezza dedicare questa prima edizione italiana di un’opera di Jack Spicer a poeti convinti che Whitman ed Emerson si trovino al culmine della tradizione americana, nonché a coloro che si dolgono di non aver potuto seguire in tournée gli eroi della Beat Generation. Gente che merita accomodarsi in un tinello ove invece di Muddy Waters si renda contemplabile Bob Dylan. […]

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Una formazione musicale

Occorre sapere che anche le mani
hanno memoria, così come dagli occhi
arriva l’impulso di ascoltare.
Ciò che ora si sente,
o si vuole suonare, è materia
differente, mai del tutto familiare,
sfuggita ad un sogno,
inconsistente nel suo non avere luogo.

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Gadda, Carlo Emilio (IX)

Giancarlo Mazzacurati
Carlo Emilio Gadda
Giovanni Campi

17-12-1986

Certo non è un’Italia ancora autarchica l’Italia di quegli anni, che si chiude per ciò in sé e nei suoi proprj modelli. Eppure le riviste giovanili, dette cosí per la giovane età degli autori e dei collaboratori che poi scriveranno, da protagonisti talvolta, le pagine letterarie del novecento, non hanno una struttura chiusa, ed anzi, assurgono ad una vorace militanza, sono anche aggressive e piú di quanto si possa immaginare; gli autori, altre volte, hanno degli umori tetri, per cui è difficile, se non improbabile, un’associabilità di tali umori – degli uomini quindi – in quanto c’è un forte quanto implacato senso dell’individualismo in ciascheduna delle loro proprie sensibilità. Si crea, tuttavia, un’attesa, tanto piú spasmodica quanto piú essa si prolunga. Continua a leggere Gadda, Carlo Emilio (IX)

Turno di guardia

Turno di guardia

Marco Ercolani

“Durante il giorno mi riferiscono deliri malinconici o magiche visioni del mondo. Mi raccontano crimini inesistenti, ingiustizie spietate, desideri favolosi. Parlano, delirano. Ma, a notte alta, quando dormono nella corsia, vorrei spiarli con una piccola pila, attento a non fare il minimo rumore, vorrei capire se la sofferenza di poche ore prima ha lasciato una cicatrice reale nella loro pelle.”

Turno di guardia
Il Canneto Editore
Genova, 2011

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Repertorio delle voci (XX)

Manuel Cohen

[Si ripropone un intervento, qui riveduto e corretto, precedentemente apparso, con il titolo Una monografia su Tonino Guerra: Luigi D’Amato, ‘Il paese che è dentro di me. La poesia di T. G.’, Maggioli, Rimini, 2005, su «Il parlar franco», anno V, n. 5, novembre 2005, pp. 70-74.]

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Letteratura necessaria – Voci del Novecento (IV)

Giuliano Mesa

[…] Siamo nel cuore di una lirica che ha come unica ragione quella di non pretendere ragioni, che ha il coraggio di gettare sulla pagina un’esperienza vitale in forme improvvise, non garantite a priori. È una poesia pura, una lirica astratta che si trascina dietro scorie e detriti e che compie il miracolo di avvincere il lettore a una storia, a un dolore, a un’angoscia mai nominati ma che, per le vie segrete dello stile e della grammatica, premono contro le parole. […]

(Guido Caserza, dalla Postfazione a Quattro quaderni)

(Leggi l’intero articolo su Letteratura Necessaria)

[“Letteratura necessaria – Voci del novecento” è una rubrica curata e realizzata da Enzo Campi. Il primo numero è dedicato a Piero Bigongiari, il secondo a Roberto Sanesi, il terzo a Brandolino Brandolini D’Adda.]

Sprich auch du

Sprich auch du

Sprich auch du,
sprich als letzter,
sag deinen Spruch.

Sprich –
Doch scheide das Nein nicht vom Ja.
Gib deinem Spruch auch den Sinn:
gib ihm den Schatten.

Gib ihm Schatten genug,
gib ihm so viel,
als du um dich verteilt weißt zwischen
Mittnacht und Mittag und Mittnacht.

Blicke umher:
sieh, wie’s lebendig wird rings –
Beim Tode! Lebendig!
Wahr spricht, wer Schatten spricht.

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