La fine del mondo

Ghérasim Luca

Quest’antologia offre, per la prima volta al lettore italiano, la possibilità di entrare nell’universo creativo di Ghérasim Luca attraverso un percorso poetico di grande suggestione, che raccoglie i testi di più forte impatto emotivo (Il sogno in azione, Al limitare d’un bosco), senza tralasciare i classici dei suoi recitals (Quarto d’ora di cultura metafisica), e le prime prose poetiche surrealiste (Un lupo attraverso una lente). Infine, quello che può essere considerato il suo manifesto poetico, inedito in volume (Il beccheggio della mia lingua). Prendendo atto della difficoltà di restituire la complessità dell’opera di un autore rimasto troppo a lungo ignorato nel nostro paese (considerato da Gilles Deleuze: il più grande poeta del secolo scorso)… Continua a leggere La fine del mondo

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Poethree

Luca Artioli
Fabio Barcellandi
Andrea Garbin

Non ci sono abbastanza lingue nel mondo per la poesia, non ci sono abbastanza voci, non abbastanza parole, non abbastanza linguaggi. Così come il vuoto-spazio in cui si espande costantemente e il vuoto silenzio in cui incessantemente versa, la poesia è inesauribile. La poesia vuole essere in grado di comprendere ogni cosa, a dirla tutta, vuole e non vuole il mondo secondo il suo capriccio. Anela all’impossibile unione fra parola e carne, o, come suggerisce Barcellandi, all’inverso di questa possibile relazione. Forse questa magia non potrà mai accadere, ma volere che accada è l’unica cosa che potrà mai capitare a un poeta. Se la poesia non è magia, se non possiede poteri divini, non è nulla. Continua a leggere Poethree

Der Name Ossip

Es ist alles anders

ES IST ALLES ANDERS, als du es dir denkst, als ich es mir denke,
die Fahne weht noch,
die kleinen Geheimnisse sind noch bei sich,
sie werfen noch Schatten, davon
lebst du, leb ich, leben wir.

Die Silbermünze auf deiner Zunge schmilzt,
sie schmeckt nach Morgen, nach Immer, ein Weg
nach Rußland steigt dir ins Herz,
die karelische Birke
hat
gewartet,
der Name Ossip kommt auf dich zu, du erzählst ihm,
was er schon weiß, er nimmt es, er nimmt es dir ab, mit Händen,
du lost ihm den Arm von der Schulter, den rechten, den linken,
du eftest die deinen an ihre Stelle, mit Händen, mit Fingern, mit Linien,]

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I Resistenti

Luca Ariano
Carmine De Falco

I Resistenti è un’opera poetica a due voci, che si pone, già dal titolo, sul versante della poesia civile. Gli autori Carmine De Falco, napoletano, e Luca Ariano, lombardo, condividono la medesima tensione morale, il medesimo sguardo sulla realtà. Ciò che emerge dai versi è un panorama italico inquietante: periferie che hanno divorato la campagna e diventate a loro volta fatiscenti, da demolire e ricostruire insieme ai personaggi che le popolano, persi questi in vite ossessive, in ritualizzazioni dello squallore del sopravvivere, in chiacchiere che diventano vieppiù volgari, sintomo di un imbarbarimento che pervade il paese ricacciandolo in una condizione pre-illuministica e svuotata di ogni spessore etico e morale. La Resistenza che Ariano e De Falco sembrano indicare passa attraverso la ragione, attraverso il senso dell’agire umano, attraverso le vite che non possono ridursi a contenitori di cose e ricettacolo di nuovi luoghi comuni da innestare su rinate miserie. Continua a leggere I Resistenti

Il sistema ciellino in Lombardia

Giorgio Morale

[…] Così le Regioni governate da uomini di CL o con uomini di CL in posti chiave garantiscono favori a banche che garantiscono conti correnti e linee di credito a condizioni di favore ad associati CDO. A Milano questa pratica è stata inaugurata sin dal 2003 con un accordo tra CDO e Banca Intesa, fautore l’attuale ministro Corrado Passera, già amministratore delegato di Banca Intesa e ospite abituale del meeting ciellino di Rimini, di cui la stessa BI è sponsor ufficiale. Analoghe relazioni privilegiate e conseguenti accordi e convenzioni di favore oggi sussistono tra CDO e Unicredit, Monte dei Paschi, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare, Banca Regionale Europea, Cariparma e altre banche locali.

La CDO, con un bilancio che viene stimato in oltre 70 miliardi di euro, riunisce oggi oltre 36.000 società di cui circa il 50% in Lombardia. Forti presenze anche in Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Lazio, Sicilia e, all’estero, in 25 Paesi, tra cui Svizzera, USA, Canada, America Latina. Conta 36 sedi in Italia e 16 all’estero. In Lombardia la CDO ha più associati che l’Assolombarda e tre membri nel consiglio direttivo della Camera di commercio di Milano. […]

(Leggi l’intero articolo qui…)
(Tratto da “Lo Straniero“, N. 144 – Giugno 2012)

Note di lettura (VI) – Iaia Caputo

Antonio Scavone

Vivere e scrivere

     Perché si scrive un romanzo? Per dimostrare un’abilità o una competenza a se stessi o ai lettori? Per esprimere un’idea o un convincimento che ha accompagnato negli anni l’esistenza? Perché non si resiste all’irrefrenabile smania di raccontare le stagioni della propria vita, ritenendole emblematiche di una generazione? Oppure si scrive un romanzo per testimoniare con la letteratura, e quindi letterariamente, un personale struggimento tragico o melodrammatico?
     A tutte queste domande non dà risposte il romanzo “Dimmi ancora una parola” di Iaia Caputo, edito da Guanda nel 2006. Non dà risposte ma le contempla tutte, quelle domande, perché la scrittrice se le pone continuamente nel racconto che allestisce sin dall’infanzia (quando inventava storie incredibili), ma le presenta come esigenze impersonali, ambizioni o voglie riferibili a tutti e a nessuno. Infatti la protagonista non dichiara il suo nome pur argomentando della storia della sua identità: la rifiuta, la allontana da sé questa identità contraddittoria e racconta gli avvenimenti in terza persona, stabilendo quasi un distacco socratico con se stessa. Qual è allora lo scopo di questo romanzo? Da quale esigenza espressiva o analitica è nata l’iniziativa letteraria di raccontarsi? Continua a leggere Note di lettura (VI) – Iaia Caputo

La faghèra

Pier Franco Uliana

La faghèra(1)

Non avevo che diciassette anni quando la vidi per la prima volta, ai margini esterni della foresta, fuori dal Piano nobile del Cansiglio(2). M’incuriosì più per l’orgoglio romito che per la simmetria della struttura gemellare, due polloni nati sui bordi opposti della stessa ceppaia, ormai non più visibile, cresciuti per decenni a poche decine di metri dai fratelli del limitare. Era di forme piene nel suo giro esterno quanto quelli erano smilzi e dalla milizia lignea del bosco costretti in ranghi serrati. Continua a leggere La faghèra

Il domatore di canzoni

Vincenzo Mastropirro

La lingua di Vincenzo Mastropirro

So viste accide le murte, questa ridondanza semantica rende bene il valore della poesia dialettale di Vincenzo Mastropirro. Sènza facce sìenze/ sènza sanghe/ sènza recurde/ sènza vausce/ sènza nudde// Nudde meninne mèi (senza faccia senza/ senza sangue/ senza ricordi/ senza voce/ senza niente// Niente bambino mio). Libera tanto dalla “globalizzazione dei linguaggi poetici”, quanto dalla “specializzazione” delle lingue nazionali, il linguaggio poetico si dispiega nel vuoto pneumatico della libertà. Continua a leggere Il domatore di canzoni

Le avventure di Petrov lu bizzantin’

Dinamo Seligneri

       Una villeggiatura ok: la vita sorridente (1)

     La moglie del calciatore Petrov era al settimo cielo per l’andatura del campionato dove il marito sfrecciava sulla fascia come un demonio bizantino facendo guadagnare coi suoi slalom tanti punti alla squadra che terminò la stagione in maniera onorevole, per quanto la rosa non era il top. Continua a leggere Le avventure di Petrov lu bizzantin’

Des aveugles liront ces lignes

Georges Bataille
Carmine Mangone

L’Arcangelico
Stando ai manoscritti lasciati dall’autore, L’Archangélique fu redatto dall’agosto al dicembre 1943. Venne pubblicato nel 1944 dalle edizioni Messages.
La prima parte (Le Tombeau) era però apparsa già l’anno prima, con il titolo di La Douleur, in un volume antologico: Domaine français (Messages, Éditions des Trois Collines). Cfr. Georges Bataille, Œuvre Complètes, tome III, Gallimard, Paris 1971, pp. 71‐96 e 499‐558.

Undici poesie di L’Archangélique scartate da Bataille
Di seguito l’insieme delle undici poesie presenti nel manoscritto di L’Archangélique, datate ottobre 1943 ‐ aprile 1944, che non furono incluse nell’edizione Messages del 1944. Cfr. Georges Bataille, Œuvre Complètes, tome IV, Gallimard, Paris 1971, pp. 16‐19 e 358.

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Fiorenza, nostra Matria unica e vera (III)

“Le parole ci accolgono tutti nel loro grembo materno, gratis – in questo meglio del fuoco – permettendoci di inventare realtà a nostro piacere, e insegnandoci, indirettamente, che la realtà, essendo inventabile all’infinito attraverso l’uso delle parole stesse, non esiste.”

(Da: L’invenzione della nineddoche, Vol. I, Tomo II
Fiorenza, “Biblioteca dell’Accademia Inaffidabili”, A. D. 2015)

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Repertorio delle voci (XXIII)

Manuel Cohen
Dina Basso

Dina Basso tra le primizie del deserto.

“Nun serva a nenti cummighiarisi,
tantu quannu scrivemu
semu sempri’ a nura”

(“Non serve a niente coprirsi,
tanto quando scriviamo
siamo sempre nudi”)

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Ray, il fantastico

Antonio Scavone

     Nel 1953 immaginò con il romanzo “Fahrenheit 451” che in un futuro lontano – forse questo, il nostro presente – l’umanità avrebbe bandito i libri bruciandoli giacché i libri scatenano emozioni, passioni ed opinioni che non sono ammissibili in una società votata all’appiattimento e all’omologazione di ogni libertà individuale.
     Il romanzo era ovviamente fantasioso e paradossale: attingeva a quella science-fiction che aveva già dato a più riprese (da Orwell a Wells) spunti e orrori per una rappresentazione non convenzionale della realtà. E tuttavia era “convenzionale” la fantascienza tanto dei romanzi quanto dei fumetti: prevedibile e scontata, con personaggi familiari per l’immaginario collettivo (marziani, alieni), la letteratura fantascientifica tendeva a manifestarsi come un fatto letterario autonomo, non dissimile dalla letteratura esistenzialistica o favolistica. La favola, però, doveva essere costruita e narrata ben oltre il pretesto della traccia irreale, ben oltre lo stupore che una storia sul futuro poteva evocare. Continua a leggere Ray, il fantastico