Fiorenza, nostra Matria unica e vera (III)

“Le parole ci accolgono tutti nel loro grembo materno, gratis – in questo meglio del fuoco – permettendoci di inventare realtà a nostro piacere, e insegnandoci, indirettamente, che la realtà, essendo inventabile all’infinito attraverso l’uso delle parole stesse, non esiste.”

(Da: L’invenzione della nineddoche, Vol. I, Tomo II
Fiorenza, “Biblioteca dell’Accademia Inaffidabili”, A. D. 2015)

*

“I poeti e gli artisti tutti siano considerati sacri in tutte le loro manifestazioni, e, più ancora, nelle loro rispettabili nascondizioni.”

(Art. VII della Secondaria Costituzione
del ducato Nòvo di Fiorenza)

Larry Massino

(Da: Croniche della Nòva Fiorenza
Volume I, Cap. IV, Anno di Piena Grazia 2015)

     Il mestiere di lucidaparole me l’aveva consigliato nei tempi bui una matura ragazza incontrata per caso in una sala d’attesa – sorprendendomi disoccupato – giusto con un briciolo di ironia. La ragazza era belloccia, a me il consiglio andò bene. Ero giovane, coraggioso, il mondo tutto davanti a me, ma chi se l’immaginava che con un mestiere del genere sarei finito diplomatico del più novativo dei governi del mondo. A quei tempi la libertà di parole c’era solo a parole.  Difatti, nessuno leggeva: perfino i colti eran ignoranti come capre. Dall’ignoranza si salvava solo qualche ignorante puro, nello stato contemplativo. Ora, invece, leggon tutti, eccetto qualche ignorante contemplativo, giustamente orgoglioso della resistenza fatta alla capritudine nei bei tempi andati. Dato che è venuto di moda, anche grazie al mio modesto lavoro, aggiornare il proprio linguaggio dalla mattina alla sera, pure i più tardivi hanno capito che leggere conviene. I miei concittadini leggono qualsiasi libro, di qualsiasi epoca: hanno capito che leggere gli serve. Prima della nostra epoca tiranneggiava chi leggeva di più: chi leggeva umiliava chi non leggeva, e grado grado chi aveva letto di meno. Ma ora che leggono tutti, ai miliardari di parole gli tocca dichiarare l’armistizio e fare pace con gli esseri suoi simili. Del resto, in una giurisdizione che ha messo fuori legge la paura, chi può più intemerarsi per delle stupide lettere all’infinito combinate fra di loro?
     La prima invenzione che feci dopo l’incarico governativo(*) fu la nineddoche(**), una nuova figura retorica che prende il nulla per il tutto. La n di nineddoche è stata messa addirittura nel sigillo minorducale, mai omaggio mi fu più gradito. Mi scuso per l’autocelebrativo.
     Le parole sono immense, ho sempre pensato, a saperle scrivere e ancora meglio a saperle dire come i pochi grandi attori di cui ogni epoca dispone per dispersione della infinita grazia di Dio. Le parole sono la più grande conquista dell’umanità, parimerito solo con il fuoco. Ma in più, le parole, ci accolgono tutti nel loro grembo materno, gratis – in questo meglio del fuoco – permettendoci di inventare realtà a nostro piacere, e insegnandoci, indirettamente ma quanto saggiamente, che la realtà, una vera e unica realtà, non esiste, essendo essa, anche in una stessa giornata, inventabile e trasformabile all’infinito attraverso la manipolazione delle parole, in significazioni, graficazioni, combinazioni e sonorazioni.
     Fregandomene del ridicolo aprii subito un laboratorio, nella zona del mercato. Appesi in vetrina i cartelli per attrarre i passanti: PAROLE PER INVENTARE STORIE, PAROLE PER BATTERSI CONTRO LE INGIUSTIZIE, PAROLE PER FAR RIDERE LE RAGAZZE. In fatto di marketing fui abbastanza furbo i primi tempi: la prima scelta che feci fu ridurre il vocabolario, in modo da mettermi sullo stesso piano della in generale cialtronitudine dei clienti; secondo decisi di fare parecchie ripetizioni nell’eloquenza, nonché marcare un po’ il dialetto. Via via mi arrozzai e mi disaggravai con frasi monche, disguidi verbivi o costruzioni periodiche sbilenche, per andare completamente incontro alle esigenze della clientela, che non tardò a darmi soddisfazione. Avevo previsto bene, la presa sulla clientela ci fu a sufficienza.
     Di solito in bottega veniva maschi adulti, qualche animatore di bambini, qualche avvocato, ma la maggior parte adolescenti poco più a comprare parole per sedurre le ragazze, l’articolo che mi rendette la sicurezza alimentare direi da pingue, fin dai primi mesi. Di solito tutti sapevano che far ridere le ragazze vuol dire sedurle. Di solito tenevo un corso di umorismo per principianti. Di solito abbastanza affollato da maschi poco più che adolescenti, sia autoctoni che allogeni.
     Di solito in bottega veniva anche le ragazzine, che più che altro facevano perdere tempo, perché più che altro si interessavano per arti’oli a basso prezzo, alle parole per respingere, tipo “stasera no, non posso uscire, gli ho da andare a una mostra!” Di solito i ragazzi di Firenze riattaccavano il telefono e gridavano, liberatorio: “Tu se’ po’o mostra te!
     Di solito veniva gente che mi faceva dei trucchi, la gente più che altro. Di solito mi portavano parole da aggiustare, parole da ripulire, parole da mettere insieme per far figura nei salotti, parole, parole più che altro capaci di accatti varsi il capufficio e fare carriera, parole per mantenerla la carriera, parole per comandare furtivo.
     Di solito a primavera e in autunno veniva gente per rinnovare il magazzino linguistico, come il cambio di stagione degli armadi. Di solito questo tipo di clienti eran signori e signore nel mezzo avanzato dell’età che si volevano mantenere in forma con la testa, più che altro. Di solito ci voleva una mattinata intera, signora il prezzo dipende da quante parole, frasi, discorsi, articoli, libri, le vòle buttavvia! Di solito face’a resistenza. Di solito alla fine si convince’a a buttavvia ‘gni ‘osa! Di solito i clienti tornavano, più che altro, con modestia parlando, gli face’o una bella impressione. Di solito consiglia’o di buttavvia ‘gni ‘osa, più che altro le parole e lo’uzioni più abusate. Di solito quello che si trovava di più negli armadi de’ ‘lienti, più che altro, glièrano le parole ‘itsch ‘ome progetto, prima di tutto ringrazio, tutti insieme.
     Di solito gliene metto a posto le parole principali, che vengo ringraziato e anche a volte i ‘lienti m’invitano volentieri a desinare. Di solito signora, grazie mi servo da solo, ci son parole strane, più che altro. Feriale, vede, è una parola strana, perché prima erano giorni di festa consacrati agli Deì, poi, bòno i’ coniglio a’ ‘arciofi, me ne face’a la mi nonna mentre le m’abbadava fare ‘ompiti, l’era tanto bòna, po’erina, le morì ne’ sonno senza neanche accorgesene, signora, co’ ‘ristiani i feriali divenneno i giorni lavorativi perché contrapposti a quelli ‘he loro ‘onsideravan festivi, però le ferie, più che altro, gliènno ora festive uguali. Mah, Signora, di solito se uno si riposa è festa, icché la dice lei? Allora, più che altro, che le ‘hiamassan feste, perché le ‘hiamonno ferie? Ovvia, si piglia i’ caffeino e si torna ‘n bottega. Grazie di tutto. No, le ‘un si preoccupi signora, pe’ i conto le passi kando la vòle!

__________________________
N.d.R.

(*) Va precisato che Larry Massino ricopre, tra le altre, l’alta carica di “Lucidaparole Ufficiale“, con nomina diretta del Minor Duca in persona. In qualità di “L. Uff.”, il Nostro presiede anche, ad interim all’inizio, oggi a vita, il “Ministero delle Istruzioni” che, sotto la sua direzione illuminata, è diventato il fiore all’occhiello dell’amministrazione del Minor Ducato. Le idee guida su cui si fonda il suo progetto educativo complessivo (a cominciare dall’istituzione del novativo “Corso unico di bugie“, obbligatorio nei curricula di ogni ordine e grado) sono all’attenzione degli studiosi di tutto il mondo, con numerosi & felici tentativi di esportare il modello in altre realtà scolastiche e artistico-culturali.

L’unico paese totalmente sordo e refrattario alla sia pur minima sperimentazione in materia, nonostante l’insistenza con cui da vari ambienti, e non solo ducali, si spinga a fare almeno un tentativo in tale direzione, è, manco a dirlo, proprio l’Italia. E la cosa non meraviglia affatto, così come non stupisce punto i più accorti osservatori stranieri: chi è capace di affidare l’istruttivo nazionale alla prima (suor) gelmina di passaggio e di consegnare la transizione all’imbellettamento di un profumo (scaduto) qualunque – in attesa, magari, di passare il testimone al prossimo T(ale) & Q(uale) designato – non merita nient’altro se non sprofondare vieppiù nell’inconsistenza, nell’ignoranza e nel becerume imperanti.

Riporto una pagina tratta dalle Croniche della Nòva Fiorenza (cfr. Volume I, Cap. III) che vi permetterà di rendervi conto, nei fatti, tanto dei risultati ottenuti dopo la riforma quanto degli assunti teorici che ispirano e muovono la prassi concreta del “Ministero” in questione.

Tutti i ragazzi da dieci anni in su sanno dunque già scrivere e parlare in almeno 3 lingue e sanno suonare uno strumento musicale; attraverso uno sperimentale metodo di insegnamento della musica, del resto, che collega i suoni e i ritmi al funzionamento del corpo, a sua volta sonante, sanno tutti di ogni singola componente del proprio corpo medesimo, come nemmeno i dottori di una volta sapevano. Tutti gli allievi sanno far di conto, sia per il suo verso che allinverso, in senso sprecativo. Essi oltre alle botteghe, nelle quali sono apprendisti per 10 anni, frequentano il corso unico di bugie, modesta invenzione del Lucidaparole Ufficiale, che è anche Ministro delle Istruzioni: “Spetta a noialtri fare qualcosa contro l’abuso della verità. Se la verità è una sola e le bugie sono sterminate come si fa a trovarla? E d’altra parte, bisogna farla finita di spacciare gnicòsa ci garbi a noi per verità, e cominciare ad accontentarsi delle bugie, che anche in loro, allafineallafine, si nascondono verità che saranno un giorno raggiunte, per diventare, a loro turno, quantomeno parziali, in quanto germi di bugie e verità a venire. A bottega, d’ora innanzi, dovere di ogni alunno sarà di inventarsi le tradizioni della propria stirpe. Essia dichiarata prima materia di studio la costruzione della bugia, il manufatto da sempre più diffuso tra gli umani: vedrete presto che ogni uno saprà trarne vantaggio, perché un conto sono le bugie forzate un conto quelle architettate. Come diceva lo scrittore dei piroscafi, una verità non fa in tempo a legarsi le scarpe che una bugia ha già attraversato la città. E infatti, una mattina, appena finito di legarsi le scarpe, leggendo su un giornale la notizia della propria morte, si affrettò educatamente a spedire alla redazione del simpatico foglio un telegramma che recitava senza ornamenti: notizia mia morte fortemente esagerata”.

(**) Corre altresì l’obbligo di ricordare, visto che l’autore per l’innata modestia che lo contraddistingue non lo direbbe mai, che la prima nineddoche coniata da Larry Massino all’inizio della sua attività nel ricercativo linguistico (“Si veneri il nulla poiché risulta che non ha mai dichiarato guerra a nessuno“) fu adottata per acclamazione dall’Assemblea Popolare di Fiorenza e inserita de facto, testuale testuale, nella redigenda Secondaria Costituzione del Ducato Nòvo, di cui costituisce l’Articolo XIV.

Per quanto riguarda l’immagine che potete ammirare in testa all’articolo, mi preme ricordarvi che siamo di fronte a un documento eccezionale, più unico che raro per il suo altissimo valore repertuale e per la sua intrinseca natura simbolica, che è stato possibile ottenere solo in seguito a laboriose trattative con le autorità fiorenzine preposte al controllo e alla diffusione del patrimonio iconografico del Ducato.

All’apparenza sembra la solita veduta simil-cartolina di un “paesaggio” tipico della Fiorenza pre-rivoluzionaria, ma non è assolutamente così: in verità si tratta di un fotogramma, debitamente rielaborato e acconciato dai tecnici ducali, preso dal filmato che riporta la cerimonia del 1° maggio 2019 durante la quale, presenti il Minor Duca e tutti i massimi rappresentanti del Governo in carica quel giorno, l’Abate (in persona) ha solennemente proclamato “patrimonio nazionale inalienabile” la casa natale di Larry Massino (con un po’ di attenzione, e dopo aver ingrandito l’immagine con un semplice clic del màus, la riconoscerete facilmente: è quella con le finestre chiuse).
__________________________

***

8 pensieri riguardo “Fiorenza, nostra Matria unica e vera (III)”

  1. penso che solo a un pensate diagonale e inaffidabile come il nostro lerraccio poteva venire in mente di inventarsi la nineddoche. che ormai è diventata una delle mie figure retoriche preferite. la nineddoche sta veramente alla base credo io delle letterature e delle vite più interessanti…
    chiù nulla pe’ tutti!

  2. Hai ragione, Din, l’invenzione dellla nineddoche è uno degli eventi capitali di questa esangue contemporaneità: volendo, ci si può fondare una nuova civiltà artistico-letteraria…

    Il problema sarà convincere per-sonaggi come l’Abate: l’idea che la realtà non esiste ma che è un’invenzione delle parole scombicchera tutti i suoi piani e manda in frantumi il suo universo convenzionale e schematico.

    fm

  3. Mi ha scritto poco fa un gruppo di casalinghe in-quiete, riunite in assemblea, che protestano vibratamente contro la palese disinformazione e mistificazione operata attraverso questo blog. Sono incazzate nere, a quanto pare, e io non so proprio come sbianchettarle: fanno notare, ad esempio, che le finestre della foto sono tutte chiuse…

    Ma va là, mie care sciùre, guardate meglio, aguzzate la vista.

    fm

  4. Caro il priore (dell’oregon?), scusi l’attesa ma ero al lavoro.

    – Un intero volume? Mi sa che è chiedere un po’ troppo, nevvèro… ma la vita, comognunsà, è piena di surpraisis.

    – Non so se sono parenti, ma visto che la realtà non esiste, niente e nessuno vietano che possano anche essere la stessa persona.

    fm

  5. Priore, ne approfitto per dire che l’Abate è inteso come generica figura ecclesiastica a capo di almeno dodici monaci. Davvero. Grazie a tutti per la pazienza, in particolare al certosino Francesco Marotta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.