Puisque Beauté il y a

Nathalie Riera

Nathalie Riera
Puisque Beauté il y a
(Ed. Lanskine, 2010)

 

Ta voix en eau peu profonde: sa menthe des marais,
et ses graines qui germent à la lumière.
Ta voix à fleur d’eau qui m’appelle.
Me boire. Me susurrer. Me festoyer.

 

Mouvementée ma longue silhouette herbacée, poussée
par les vents et leurs risées amères.
Quelques égratignures à mes couleurs, et sur mes murs
de lierre et de pierre, volettent mes cursives de papillons.

 

A nouveau le chant de l’oiseau que les feuillages épient.
La géomancie de leur chute. L’arborescence de leurs
figures sur le sol.
Et pour toi et moi le prodige de ce que nous sommes
capables d’édifier pour nous conduire aux cimes et aux
racines de notre provenance.
Décrypter les initiales de notre amour.
Décrypter les ombres des sommets et des fossés, et le
grésillement du soleil dans les arbres.

 

Si nos rêves et nos pensées ne penchent plus du côté
du soleil, s’il n’y a plus rien à espérer de soi et de l’autre
que nos assortiments de plantes invasives.

(pag. 28)

 

La tua voce in acqua poco profonda: la sua menta di palude,
i suoi semi che germogliano alla luce.
La tua voce a fior d’acqua che mi chiama.
Bevimi. Sussurrami. Festeggiami.

 

Si agita la mia lunga forma erbacea, mossa
dai venti e dalle loro risa amare.
Qualche graffio ai miei colori, e sui miei muri
d’edera e di pietra, i miei svolazzanti corsivi di farfalle.

 

Di nuovo il canto dell’uccello che le foglie spiano.
La geomanzia della loro caduta. L’arborescenza delle loro
figurazioni sul terreno.
E per te e me il prodigio di ciò che siamo
capaci di costruire per innalzarci verso le cime e alle
radici della nostra provenienza.
Decifrare le iniziali del nostro amore.
Decifrare le ombre delle alture e dei fossati, e il
crepitare del sole tra gli alberi.

 

Se i nostri sogni e i nostri pensieri non tendono più dalla parte
del sole, se non vi è più altra speranza di sé e dell’altro
che le nostre varietà di piante invasive.

 

*

 

Des chuchotis d’insectes le papier que tu froisses,
le craquèlement de tes lèvres: ce que tu cherches
à écrire, alors que tu ne sais encore rien du froid,
et de ses crimes.

 

     Un bruit d’abeille la mer et l’aube, écrire
pour tout ce qui est terre, et fragile. Ainsi nos
feuilles rugissantes dans les poussières sonores des
cités, ou dans les arbres qui nous enseignent les
branches et leurs coups d’archets.

 

     Et mes souvenirs blancs comme du jasmin.

(pag. 46)

 

Bisbigli di insetti la carta che sgualcisci,
lo screpolarsi delle tue labbra: quello che cerchi
di scrivere, quando non sai ancora nulla del freddo,
e dei suoi crimini.

 

     Un ronzìo d’ape il mare e l’alba, scrivere
per tutto ciò che è terra, e fragile. Così le nostre
foglie che gridano nella polvere sonora delle
città, o negli gli alberi che ci insegnano
i rami e i loro colpi d’archetto.

 

     E i miei ricordi bianchi come il gelsomino.

 

*

 

Parfois massif est le bleu de la mer.

 

     J’écris avec l’encre de la lisière, avec le réel ancré
dans la pierre, avec l’immédiateté de l’air, l’imminence
de l’instant, la contiguïté du noir et du blanc.
     J’écris à l’orée de ce qui ne me tient plus en lisière,
et de ce que je maintiens dans la plus étroite servitude.

 

     Le bleu massif de l’enfance dans la lumière de la
colline.

 

     Ma verte contemplation.

(pag. 50)

 

A volte denso è l’azzurro del mare.

 

     Scrivo con l’inchiostro del margine, con il reale ancorato
nella pietra, con l’immediatezza dell’aria, l’imminenza
dell’istante, la contiguità del nero e del bianco.
     Scrivo sul limitare di ciò che non mi trattiene più nella morsa,
e di ciò che tengo nella più ferrea schiavitù.

 

     L’azzurro denso dell’infanzia nella luce della
collina.

 

     La mia contemplazione verde.

 

(Traduzione di fm)

(Immagine:
Opera di Henri Darrasse
tratta da qui…)

 

__________________________
Nota biobibliografica

Nata nell’aprile del 1966 (originaria di Lille), Nathalie Riera vive in Provenza, autrice di un saggio, La parole derrière les verrous (Ed. de l’amandier, 2007), e di raccolte di poesia: ClairVision (Ed. Publie.net, 2009), Puisque Beauté il y a (Ed. Lanskine, 2010), Variations d’herbes e Paysages d’été (in via di pubblicazione entro il 2012).
Pubblicata in riviste cartacee e siti telematici dedicati alla poesia e alle arti figurative, ha tenuto seminari di scrittura e partecipato a letture pubbliche nelle mediateche, le prigioni, le scuole.
Ha creato la rivista telematica Les Carnets d’eucharis, che gestisce dal marzo 2008 (34 numeri editi fino ad oggi).

__________________________

 

***

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13 pensieri su “Puisque Beauté il y a”

  1. un’affermazione di bellezza che si impone per la forza delle immagini e la musicalità evocativa (un esempio: “des chuchots d’insectes”); spontaneo, per me, affiancarla a “Spiegami, amore” di Ingeborg Bachmann

    1. Doris, il tuo commento sembra un’espansione di questi versi:

      “Ce que j’aime entendre d’un poème: des notes d’air et de basalte;
      des désirs de disculpations, des virevoltes de danseurs;
      des déserts de cailloux; notes noires et blanches de nos joies.”

      Grazie per l’*ascolto*.

      fm

  2. riluce, brilla e luce ancora come ogni cosa vista dal fondo che si staglia verso l’alto, invidio proprio questo al sommozzatore, la possibilità, il tempo di poter attendere che il limo si posi, non conoscevo questa bravissima autrice, un incontro casuale che intendo approfondire, per ora, brava!

  3. È bello Nathalie che abbia letto le mie sensazioni, a volte dimentico che questo bellissimo mezzo ha la possibilità di avvicinare il mondo, ed è sempre una sorpresa quando un Poeta si materializza con il suo pensiero.
    Francesco grazie a lei per avermela fatta conoscere e per la traduzione, sono versi che sanno infiltrarsi, regalare grande emozione, come la possibilità di possedere un attimo in modo maggiore, staccarsi dal reale per cadere in un turbine di percezioni più nette che se vissute.

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