The Crazy Horse is back

Neil Young rimette in pista il vecchio “Cavallo pazzo” e gli affida una manciata di canzoni tratte dal grande libro della tradizione folk americana: non la solita “operazione nostalgia” per coprire un eventuale vuoto di ispirazione o, peggio, in ossequio ai dettami del mercato discografico, ma un’opera pulsante e viva, un tuffo nel passato alla ricerca delle radici sonore del futuro.

Leggi la recensione di Teo Lorini su Il Primo amore.

2 pensieri su “The Crazy Horse is back”

  1. E dopo il ballo si allontanarono insieme su un prato a leggere, oh, certo, erano poesie di R. L. Stevenson! Così anch’io, dopo pranzo, vengo alla dimora e ascolto Nail Youg, non c’è prato, ma poesia e laggiù ballano, ballano…
    Che bellezza!
    Grazie.
    elena

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