Ricordo di Dennis O’Driscoll

Dennis O'Driscoll

Dennis O’Driscoll
Francesco Tomada

Ho conosciuto Dennis lo scorso anno: una persona schiva, di una gentilezza rara, che in nessun modo faceva pesare la consapevolezza di essere uno dei maggiori poeti irlandesi viventi.

Dennis è morto alla vigilia di Natale; l’ho scoperto per caso, come capita con le persone con cui si resta in contatto occasionale, scrivendosi una mail di tanto in tanto con affetto, ma in realtà l’uno al di fuori della vita dell’altro. Così mi sono chiesto se questa meravigliosa poesia che lui aveva scritto fosse dedicata ai morti dell’11 settembre, come aveva pensato in origine, o anche un poco a se stesso.

Someone

someone is dressing up for death today, a change of skirt or tie
eating a final feast of buttered sliced pan, tea
scarcely having noticed the erection that was his last
shaving his face to marble for the icy laying out
spraying with deodorant her coarse armpit grass
someone today is leaving home on business
saluting, terminally, the neighbours who will join in the cortege
someone is paring his nails for the last time, a precious moment
someone’s waist will not be marked with elastic in the future
someone is putting out milkbottles for a day that will not come
someone’s fresh breath is about to be taken clean away
someone is writing a cheque that will be rejected as
‘drawer deceased’]
someone is circling posthumous dates on a calendar
someone is listening to an irrelevant weather forecast
someone is making rash promises to friends
someone’s coffin is being sanded, laminated, shined
who feels this morning quite as well as ever
someone if asked would find nothing remarkable in today’s date
perfume and goodbyes her final will and testament
someone today is seeing the world for the last time
as innocently as he had seen it first

 

Qualcuno

qualcuno si sta vestendo per la morte oggi, un cambio di gonna
o cravatta]
mangiando l’ultimo pasto di un piatto di fette imburrate e del tè
avendo appena fatto caso alla sua erezione che è stata l’ultima
lui radendosi il viso perfettamente per la gelida esposizione
lei spruzzando deodorante sulla ruvida peluria dell’ascella
qualcuno oggi esce di casa per i propri doveri
salutando per sempre i vicini che poi si uniranno alla processione
qualcuno si taglia le unghie per l’ultima volta, un momento prezioso
il girovita di qualcuno non verrà segnato da nessun elastico
in futuro]
qualcuno mette alla porta le bottiglie del latte per un giorno
che non arriverà]
l’alito fresco di qualcuno sta per essere portato via ancora pulito
qualcuno sta scrivendo un assegno che sarà rifiutato per
“firmatario deceduto”]
qualcuno evidenzia date postume sul calendario
qualcuno sta ascoltando delle insignificanti previsioni del tempo
qualcuno sta facendo promesse avventate agli amici
la bara di qualcuno viene sabbiata, laminata, lucidata
anche se lui stamattina si sente più o meno bene come sempre
qualcuno, se gli venisse chiesto, non troverebbe niente da
segnalare nella data di oggi]
profumo e saluti i suoi ultimi desideri, il testamento
qualcuno oggi sta vedendo il mondo per l’ultima volta
con la stessa innocenza con cui lo guardò la prima

 

(Dennis O’Driscoll, Someone
da New and selected poems,
Anvil Press, 2004)

 

***

19 pensieri su “Ricordo di Dennis O’Driscoll”

  1. La morte è più ricca della vita. Ricca come questi versi, come queste enumerazioni che paiono un “perpetuum mobile”. Ricca quasi come la poesia. Che può vincere la morte, dicendola.
    Quante cose sarebbero, o parrebbero, prive di valore, se le sapessimo o le pensassimo destinate a durare per sempre.
    Di quante persone, di quanti incontri il valore resterebbe ignorato, se non fosse, poi, illuminato dal ricordo, e dal rimpianto.

  2. Amo l’Irlanda, la magica terra irlandese.
    Amo gli irlandesi.
    Conosco un po’ Dennis O’Driscoll.
    Rimedierò.
    La chiusa di questa sua poesia, nella sua semplicità, è molto significativa e bella.
    Tuta la poesia mi piace.
    Un sorriso
    gb

  3. Chiedo scusa per i miei refusi.
    Questi versi, all’apparenza semplici, sono di una profondità notevole.
    E leggendo il commento di Matteo Veronesi, non posso che essere d’accordo con lui sull’importanza del fatto che la vita abbia un termine.
    La poesia riesce a vincere anche la morte.
    gb

  4. dedicata anche un poco a se stesso… e a noi tutti. Questa consapevolezza dovrebbe rendere ogni giorno, ogni nostro atto, più intenso, vissuto pienamente. Invece tutto tende a sfuggirci di mano… grazie Francesco.
    Stefania

  5. la “terribile” semplicità di questo poeta come di molti anglosassoni non enfatici e non sentimentali ma che sanno farci rabbrividire per quello che nascondono sotto la maschera.
    Grazie, e un gioioso e felice BENTORNATO a Francesco e alla sua ineguagliabile DIMORA !
    lucetta f.

  6. …qualcuno mette alla porta le bottiglie del latte per un giorno
    che non arriverà]… “Someone” ci ricorda chi siamo: l’umiltà di tutti i nostri gesti, il limite invalicabile che ci attende.

    Grazie Francesco!

    Un saluto,

    Rosaria

  7. Grazie a voi di essere passati e avere condiviso quello che per me è un ricordo caro; e a fm per l’ospitalità, come sempre.

    Francesco t.

  8. chiedo scusa.sono stanca.
    ho inserito una e-mail sbagliata!
    ecco perchè il mio “avatar” era verde!
    ora sono tornata al mio solito colore!
    potete cancellare i due commenti con avatar verde, per favore!
    La mia Irlanda è sempre grande!
    un sorriso
    gb

  9. Ferma sì, e gelidamente lucida, impressiona questa tenerezza che diviene celebrazione di una normalità-evento suo malgrado, trattandosi di “ultimo atto”. Comprendo la vicinanza di F.Tomada a questo poeta, che dimostra la stesso tipo di sensibilità visiva, nel far parlare le emozioni attraverso i dettagli, inermi, che le rifrangono.

    Doris

  10. I piccoli eventi della normalità vengono infranti.
    L’emozione di questa poesia, secondo me, scaturisce dal vedere queste azioni come la scena finale prima della chiusura delle tende…
    Non ci sarà saluto da parte degli “attori”…
    Fermezza e non lacrime, ma una profonda empatia.
    gb

  11. Possiamo solo supporre ciò che la poesia nasconde nel sostrato, di certo è che rimane a noi, come testimonianza autentica di un Poeta che è vissuto, grazie per questa scoperta, non lo conoscevo, è per me l’occasionare di una nuova lettura.
    Tiziana

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