Neon 80

Lidia Riviello

I “materiali” che formano il testo di Lidia Riviello, pur dichiarandosi “volutamente accennati e provvisori”, per calcolata mimesi degli anni ottanta che intendono rispecchiare, e forse appunto per questa deliberata destrutturazione della propria struttura, sono un esempio davvero eccellente di costruzione poematica: una rappresentazione dei non-luoghi non-illuminati, in quella che può ben definirsi, ormai, come l’età del neon, per merito di questi versi: gialla terra desolata dei nostri ieri e del nostro presente. “Fatti fummo per essere al neon assuefatti”, “fatti fummo di fumo per vivere di pillole e gas”, “fatti fummo di Neon, di materia infiammabile”: così si intona l’Intro. E un lungo filo, tra “fatti fummo” e “fatte fummo”, si annoda su quella che è additabile, probabilmente, quale morale ultima di questa assolutamente esemplare favola, in “Come nel wrestling”: “Fatti fummo per essere rivoluzionati e mai rivoluzionare”. (Edoardo Sanguineti)

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Come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?

Todesfuge
Viva la Scuola, la rubrica settimanale curata da Nives Camisa, Giorgio Morale e Roberto Plevano sul blog La poesia e lo Spirito, è uno dei pochissimi appuntamenti irrinunciabili della blogosfera italiana, un autentico servizio pubblico, democratico e pluralista, che restituisce la “rete” tutta alla sua funzione preminente di informazione e di partecipazione, ossia alla sua ragion d’essere e alla sua dignità – sempre più offesa e vilipesa dal proliferare inarrestabile di spazi virtuali votati allo spaccio di inutile paccottiglia autoreferenziale, funzionale al mantenimento dello status quo, al disimpegno e all’idiozia imperanti.

Il numero odierno è dedicato alla Shoah e al rapporto tra “memoria e istituzione scolastica”, a quel dovere della memoria che ci riguarda tutti, consapevoli comunque, come dovremmo sempre essere, che “La Shoah non può essere imposta dall’alto, per circolare ministeriale… Non sono cose che si possano imporre per decreto. Attento a chi vuole imporre dall’alto il Dovere di ricordare. Quando s’impongono cose dall’alto, il ribellarsi è giusto… Adesso bisogna trovare il coraggio di dire che il fascismo non è solo Salò e l’Italiano, ebreo e non, è stato Fascista.”

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