Il corpo tragico della storia

Pier Paolo Pasolini

Carla Benedetti

Come nelle antiche tragedie, le immagini di repertorio che Pasolini ha montato nel film La rabbia (1962), tratte dai cinegiornali del tempo, portano in scena i conflitti, le vittorie gioiose e i lutti della storia recente dell’umanità, colte in una prospettiva ampia, planetaria e universale. La voce fuori campo che le commenta, ora in prosa ora in versi, ha il ruolo di un coro tragico. Pasolini ha messo in scena alcune tragedie antiche (Medea, Appunti per un’Orestiade africana). Ma in questo film fa qualcosa di più: secondo l’ipotesi di lettura che qui propongo, “La rabbia” ricrea la forma della tragedia con i mezzi specifici del cinema, in particolar modo il montaggio.

(Leggi il saggio di Carla Benedetti su Il Primo Amore:
qui la prima parte e qui la seconda parte.)

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