Murale

Murale

Mahmud Darwish

Ecco il tuo nome,
disse una donna,
e scomparve nel cunicolo sinuoso…

Vedo il cielo laggiù, a portata di mano,
e l’ala di una colomba bianca mi porta
a un’altra infanzia. Non sogno
di sognare. Ogni cosa è reale.
So che abbandono me stesso…
e m’involo. Sarò ciò che diventerò
nell’ultimo firmamento. E ogni cosa è bianca,
il mare sospeso sul tetto di una bianca nube
e bianco il nulla nel cielo bianco dell’assoluto.
Sono e non sono stato. E sono solo, sul limitare
di questa bianca eternità. Giunto prima della mia ora,
non un angelo apparso per dirmi:
“Che cos’hai fatto, laggiù, sulla terra?”

CONTINUA QUI…

1 commento su “Murale”

  1. dire che il poema è splendido è poco. Che ci ammutolisce, ci fa netrare nel silenzio della percezione cosmica.
    Grazie,Francesco,Grazie
    lucetta

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