Le quasi case

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Guido Cupani

Già a partire dalla raccolta di esordio, Le Felicità (Samuele Editore, 2008, una recensione qui), la poesia di Guido Cupani si è rivelata come una delle più interessanti e personali del panorama dei nuovi autori. Di quel lavoro colpivano diversi aspetti: la padronanza dei mezzi espressivi, la misura di una scrittura che mirava molto di più alla sostanza che all’apparenza, ed un approccio che potremmo definire quasi “scientifico al contrario”. Infatti il giovane pordenonese – ricercatore in astrofisica – partiva spesso da una osservazione di tipo razionale, per poi trovare, nelle pieghe del reale, la spaccatura, la crepa dove germogliano i sentimenti, dalla gioia al dolore allo stupore.
Da allora la ricerca di Cupani ha compiuto, anche se il tempo trascorso è relativamente breve, notevoli passi in avanti. Come è evidente nei testi inediti che sono proposti in seguito, l’autore sembra avere abbandonato ogni appiglio derivante dal tentare di incanalare il vissuto in formule note, per quanto esse possano venire in seguito scardinate. Continua a leggere Le quasi case