Elogio dell’incompiuto

Gustav Klimt, L'albero della vita, 1905-1909

                avrei voluto, dove la nuca
                si apre convessa alla materia
                dura del giorno – lì –, scrivere
                la delicatezza della pioggia
                e l’ostinazione di una rosa
                l’inverno

Natàlia Castaldi, Scritture (2007-2013)

18 pensieri su “Elogio dell’incompiuto”

  1. l’albero della vita.
    me l’hai fatta anche stavolta.
    in dialetto si dice “restu lluccuta”, non te lo traduco, so che non ce n’è bisogno.
    ti abbraccio come un libro che non finisce e ringrazio anche Teq, che cita una delle più grandi assenze che la parola ci mantiene “incompiutamente” viva.
    grazie Francesco, grazie.

    1. (a Viola per l’eternità di ogni istante)

      copertina VerdeAcqua*, rigida appena,
      scaffale 12: classici senza
      tempo – etichettava quando voltò pagina
      per entrare dove si sarebbero
      prese per mano nel sapore acceso del mattino.

      Dunque, cominciò a reggere l’aurora
      tra il freddo e le dita un tè bollente
      – macchinetta, pochi cents, per farla breve:
      il solito languore d’ossa.

      Allora scrisse, come sempre scrisse,
      con la profonda inutilità della
      sua intuizione (che bene o male
      qualcuno, prima, avrà già avuto
      la medesima meglio riuscita ispirazione):

      Mia Cara,
      ci fu un mattino che come ogni mattino
      raccolse ferocia e memoria,
      poi venne l’acqua a ricucire gli occhi
      alla ferita e di seguito furono
      trapunta e piumino, la punta del naso,
      una montagna di capelli, indifesi
      come solo gli ombrelli spogliati dal vento.

      La verità è sempre la solita vecchia storia:
      Siamo nudi Piccoli grossi
      Seni pronti ad allattare il Mondo al primo
      Vagito finché non giungono Ruvidi i
      saluti Neri Nei ai capezzoli Offerti
      nel dove e nel quando la Vita incontra
      l’insolenza delle cose rapide
      [così inutili le più belle]
      per dirsi l’eternità di un istante.

      __________

      *copertina VerdeAcqua: Viola Amarelli: “Le nudecrude cose ed altre faccende”, ed. L’Arcolaio, un libro che mi ha fatto compagnia e che amo.

  2. sebbene dopo leggerò con maggior attenzione, mi ha colpito l’omaggio da Lei fatto alla F.W., a cui la figlia di miei amici storici ha dedicato un volume importante; sempre raffinata la Castaldi..
    r.m.

  3. Un dono non solo da tenere stretto…ma da far passare attraverso la parola detta…e dentro il cuore….perché è quella la dimora del tempo sospeso…cioè della poesia viva. Grazie Nàt, e perdona questo tuo presuntuoso impenitente ammiratore.

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