Perché di questi tempi così oscuri

Evgen Bavcar

Roberto Ranieri

Due poesie inedite
(2012)

 

Perché di questi tempi così oscuri

Perché di questi tempi così oscuri
certificando il genio della lampada
ad ogni sfregamento mi assicuri
che il dopovita sarà cosa rapida?

Concerteremo passo dopo passo
il finale che meno ci appartiene
cedola dopo cedola all’incasso
tratterremo la quota che ci viene

di qua o di là, svenando le vetrine
della fine perfetta, in bella vista,
e i pronomi impigliati per le rime
degli epitaffi buoni, a pié di lista.

Non voglio rattristarti, mio acufene
recidivante il sibilo che sai
fra la tempia e lo zigomo, il tuo bene
e il mio fanno combutta contro i guai

che il non essere stati nella parte
dell’io e del tu rovescia sul destino;
non finiremo truciolati o carte,
la morte ha solo vita per uncino

con esca incorporata nei dettagli,
tafferugli dell’ugola a spiegare
che saremo soltanto dei conguagli
nel meno e più di un Nulla tuttofare.

 

*

 

Senza titolo

Per guadagnarmi il sale sulle ferite
grano su grano come in un’ancestrale
mietitura di nuvole, non vale
il bonus di un’altra morte né cento vite

Ma ti distrai se il viale inalbera i tigli
contro le lussazioni di poche parole;
il vento è sempre contrario, cosa ci vuole
a riportar vite-morti a più miti consigli?

Ma il tu, nell’ostinazione della primavera,
lo sento lo sento fra un poco svuoterà il sacco,
il tu che mi vuole sano-malato, bislacco
rottamatore di indizi fra tigli e ringhiera

Cosa ti ho fatto, che cosa rimetterà a posto
il conto con questa combriccola di neuroni
da sempre riottosa a tagliare le tue provvigioni
d’iperbole pura, di ossuta deità sottocosto?

M’annoia l’attesa m’annoia quest’ora che stringe
a vita altra vita retrattile, all’unghia incarnita
di te la postura amorevole, al qui il dopovita
di veti incrociati che blocca polmoni e laringe

Ma forse il dettato vincente è il recitativo
che svuota le tasche, il cielo che sfrangia fonemi
in onde, e straparla di brezze, confonde gli estremi
e mescola sabbia con sabbia nel mare corrivo

al saldo della buonuscita,
al vecchio [∫abor:]Dio
al netto delle chiacchiere
girovita di suoni sempre in battere

 

***

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