In tempi ormai vicini

assiri

Alessandro Assiri

Alessandro Assiri è un noto poeta veronese, riconoscibile da uno stile pungente e da un verso linguisticamente molto curato, vivo, guizzante e a volte ustionante. La forma da lui preferita è la satira. In questo volumetto egli rivede la storia degli ultimi decenni, anche gli avvenimenti “oscuri” e sempre nascosti dal “segreto di Stato”, che hanno fatto vittime e sparso dolore, ma che non trovano ancora responsabili diretti né mandanti, che il poeta fa in qualche modo risalire ai politici e alle istituzioni deviate (“Chi è stato è STATO“). La mannaia della sua satira mena quindi colpi velenosi, ma non avventati. Non si tratta di “anti-statalismo” ma di desiderio di giustizia.

L’inquietudine e il malessere lo muovono alla ricerca. La passione si fa scoperta e giudizio, il giudizio incontra il paradosso, il paradosso passeggia su nervi scoperti, procura stilettate, dolore civile, sentimento di ribellione. Lo sberleffo acquista così l’imprimatur della passione distinguendosi per qualità, per profondità, per la ricerca semantica e linguistica, per temperatura emotiva, rispetto alla satira da cortile che i nostri comici caserecci inscenano alla televisione, propinandoci infinite tiritere fatte di giochi di parole e luoghi ormai comuni ormai frusti – fare satira servendosi del miserando materiale umano e culturale che ci offre molta politica è fin troppo facile ed è come (direbbe appunto uno di questi “comici” che attualmente tengono a suon di milioni le piazze e in mass media) “sparare sulla Croce Rossa”. […]

Se noi leggeremo queste poesie fra vent’anni e parallelamente ascolteremo una “performance” di questi satiri dell’ultima ora, potremo notare l’enorme differenza e la diversa statura di questi due modi di fare satira: quello della cultura e quello dello spettacolo-business. Troveremo che la poesia di Assiri rimarrà fresca e vitale, perché il suo giudizio e le sue considerazioni, pur feroci e pungenti, sui fatti più lugubri della nostra storia recente, rimarranno considerazioni sempre valide e l’ispirazione che le sorregge non verrà cancellata dal tempo. La satira-business invece dimostrerà (ma già lo si può intuire oggi, se la si considera con un po’ di intuizione critica) tutta la sua storicizzazione e tutta la stanchezza dell’ispirazione. L’ispirazione della satira-cabaret infatti, è di indole spenta, perché si limita a tradurre in paradosso quello che già la gente avverte, più o meno, nella presa d’atto della realtà e della cronaca. L’ispirazione di queste poesie invece viene da un dolore che non cerca consolatori ma ragioni e risposte, da un senso di rivolta, da un istinto di libertà e da un sentimento etico che non hanno tempo e sono sovrastorici.
(dalla prefazione di Gianmario Lucini)

 

Testi

 

Entra la corte svolazzan le toghe papaveri alti il resto son seghe
tutti i colpevoli trovati in serata con alibi pronti e corsia riservata

si parlava così in fretta di pericoli e stagioni
si confondeva amore con incontrarsi qualche volta
il nostro immaginario che non controllava il movimento
così che ogni richiamo ci sembrava un cambiamento

differenza che spariva tra chi il segreto proteggeva e chi
lo percepiva]

 

*

 

Poi che a me non piace chi dei morti parla bene
come se morire stabilisse i turni con i buoni

 

*

 

E tutte le favole che ci sporcano in casa
gli scalini che ho rifatto per vedere se respiri
con la vita che dai fianchi non coincide
per tutti i padri che misuriamo ad intenzioni

 

*

 

Poi la fabbrica che dall’alto sembra vera
anche adesso con lo sceriffo digitale
il nemico alle porte e quello già dentro
“In ogni nicchia una macchina da guerra”

 

*

 

Ancora dorotei sopra una sedia di larve
i posti in piedi dove le cicatrici diventano vive
Il debito è carne da consacrare al nemico
una nota spese di una coscienza infelice

 

*

 

Quella manina svelta che parlava come noi
tirando piccole ore da gelosi
non come adesso che se senti due urli
o è un ubriaco o una festa di laurea

 

Alessandro Assiri
In tempi ormai vicini
Prefazione di Gianmario Lucini
Piateda (SO), CFR Edizioni, 2013

 

***

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3 pensieri su “In tempi ormai vicini”

  1. In pochi versi Assiri spiega nega denuncia riassume con apparente “facilità” ; che non è spontaneismo creativo ma scrittura adulta e consapevole . Peccato se ne veda così poca in giro .
    In gamba !

    leopoldo attolico –

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