A.M.O.

Anna Maria Ortese

“tutto ciò che vidi e seppi fu illusorio,
come i sogni della notte che all’alba svaniscono,
e così fu per quelli che mi stavano intorno”

Continua a leggere A.M.O.

Annunci

Micro Prose

Jaume Plensa, 2011

Maurizio Manzo

MECCANISMO

Il meccanismo richiedeva di provare a stendere le braccia così come alcuni millepiedi le zampe e abbracciare più tempo rimasto a scivolare sulla schiena. Molto cantavano i nervi stirati nel percorso irato tra lo iato e il dattilo scritto a mano e il peso conteso tra la lingua e il candore. Sempre articolata anche l’anca dolorante deambulante pari a un sogno svegliato che si astiene confuso mentre era ancora visibile il fumo soffiato via dal mare per le stelle cadute a spegnersi così come quando smette di stringerti la vita e rilascia scaglie forate di derma creando un polverone che parla in controluce.

Continua a leggere Micro Prose

La madonna nera

Madonna nera di Tindari

Es

Non so esattamente cosa mi spinse ad addentrarmi in quella terra arida, così diversa dal biancore della mia pelle tutta imbibita di cortisonici, ma fu la prima cosa che feci appena uscito da quel ricovero forzato. Ne avevo sentito parlare in quei giorni di degenza come meta per i pellegrini in cerca di grazia, tuttavia, la ragione del mio viaggio aveva radici diverse dalla necessità d’intercessione col Padreterno e dalla fede, che peraltro non mi avrebbe mai illuminato. Ciò che mi incuriosiva al punto da decidere che sarebbe stata la prima cosa da fare con ancora il bagaglio appresso e l’odore di anestetici addosso, era l’idea della spiaggia sotto la rupe su cui capeggiava l’immaginetta di una madonna nera con le braccia aperte e uno sguardo triste, che mi aveva mostrato un compagno di stanza nell’ora del suo quotidiano recitare vespertino. Era un uomo mite, silenzioso, di una fede riservata e misteriosa, poco invadente, rara in questo senso. Ne percepivo il pregare a voce soffocata, rotta dentro un silenzio fatto di sguardi e paure, ma anche di speranze cui aggrapparsi tenacemente.
 Continua a leggere La madonna nera

Celan e l’esperienza dell’impossibile

Anselm Kiefer, Sulamith, 1983

Giuseppe Zuccarino

Celan e l’esperienza dell’impossibile

     È noto che Paul Celan ha avuto per lungo tempo la fama di essere un poeta difficile, quasi impenetrabile. La sua replica a coloro che gli muovevano tale accusa non era la più adatta a conciliarseli: «Al giorno d’oggi è di voga rinfacciare alla Poesia la sua “oscurità”. […] Mi consentano di riportare un detto di Pascal, un detto che lessi in Lev Šestov qualche tempo fa: Ne nous reprochez pas le manque de clarté puisque nous en faisons profession! – Questa, credo, è la – seppur non congenita – oscurità che è propria della Poesia, in vista di un incontro che muove da una distanza o estraneità che essa stessa, forse, ha inteso progettare»(1). Continua a leggere Celan e l’esperienza dell’impossibile

Mare aperto

6_s

Wojciech Bonowicz

Uscita nel 2006, Mare aperto è la quarta raccolta poetica di Wojciech Bonowicz (1967). Nella ristretta produzione dell’autore segue Wybór większości (La scelta della maggioranza, 1995), Hurtownia ran (Ferite all’ingrosso, 2000), Wiersze ludowe (Poesie popolari, 2001) e precede Polskie Znaki (Segni polacchi, 2010). Mare aperto è a oggi la silloge di Bonowicz che ha avuto in Polonia maggiori riconoscimenti, fra i quali il Premio Gdynia, e lo stesso autore la considera un punto di svolta della sua carriera. Dopo di essa si è cominciato a parlare di Bonowicz come di un nuovo esponente della poesia religiosa. Pur non negando il proprio interesse per la teologia (del resto nel 2001 pubblicò una fortunata monografia su Józef Tischner, brillante prete filosofo morto l’anno precedente) Continua a leggere Mare aperto

Seguendo l’acqua

Ponte sull'Adda

Marco Bellini

Si può seguire il corso di un fiume come fa l’acqua, che obbedisce alla forza di gravità e così compie il suo destino, oppure cercando le anse, le pozzanghere, quei luoghi cioè dove c’è il tempo per riposare e guardarsi attorno. E’ forse una questione di prospettiva e di punti di vista: rallentare permette di fissare lo sguardo sulle cose e sulle persone, di guardare le case dall’interno dei cortili e non dalla strada, scorgere dal basso il ponte e la traiettoria del salto definitivo dei suicidi. Continua a leggere Seguendo l’acqua

Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa

collage villa bis leg

Emilio Villa

«Ho inventato la poesia distrutta, data in pasto sacrificale alla Dispersione, all’Annichilimento: sono il solo che ha buttato via il meglio che ha fatto». (Emilio Villa)

Continua a leggere Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa

Poeti Greci Contemporanei (I)

Yòrgos Chronàs

Yòrgos Chronàs
(Γιώργος Χρονάς)

clicca sull'immagine

Yòrgos Chronàs è considerato fra i maggiori poeti contemporanei greci. Nasce nel ’48 al Pireo e a vent’anni circa si trasferisce ad Atene. Pubblica il primo libro nel ’73. Il secondo, l’anno dopo, glielo finanzia Mànos Chatzidàkis, che gli procura anche un breve spazio di 15 minuti alla radio nazionale, sul terzo canale. Il programma si chiama “Odòs Pànos” (via Pànos). Da allora, non si contano gli interventi nella vita culturale del paese di Chronàs, talmente tanti sono. Pubblica 20 libri fra poesia, prosa e teatro. Continua le trasmissioni radiofoniche. Fonda una rivista letteraria (Odòs Pànos) e l’omonima casa editrice. Scrive anche canzoni, circa un centinaio, musicate da Chatzidàkis e altri nomi della musica contemporanea greca. Forte e influente è la sua presenza nelle lettere del paese. Più o meno nel 1970, conosce in un caffè del Pireo Michàlis Katsaròs che gli segna la vita poetica, come egli stesso sottolinea, a tal punto da dire, in un’intervista per la ERT (la RAI greca): “Molto di quello che ho scritto è dedicato, direttamente o non, a Katsaròs; non ho problemi nel dirlo”. Lo segna nel linguaggio, scarno, diretto, piano. Ma mentre Katsaròs è anche poeta di un linguaggio diretto di denuncia, Chronàs non fa da megafono ma da regista. “Quello che c’è nei miei testi non sono io; è quello che mi gira intorno. Può darsi che però, alla fine, sia anche io.” Chronàs viene definito “poeta delle piccole cose” ma in sostanza è un trasfiguratore della realtà, che prende il via da qualsiasi piccola cosa gli giri intorno. Continua a leggere Poeti Greci Contemporanei (I)

Ποιείν-RebStein

Poiein

Massimiliano Damaggio

Parte oggi una collaborazione fra due siti di poesia di due diversi paesi europei. Uno è questo: Reb Stein. L’altro è tra i più importanti, e seguiti, siti della Grecia: Poiein (si legge piìn). Questi due luoghi dedicati alla poesia hanno diverse cose in comune. Primo, la varietà di una proposta di qualità. Secondo, sono uno spazio realmente aperto ai liberi interventi di tutti. Poi, sono gestiti in modo (quasi) artigianale dai rispettivi Francesco Marotta e Sotìrios Pastàkas, due ottimi poeti che hanno sentito la necessità di farsi “propositori” e non soltanto fruitori/scrittori di poesia. Sono convinto che l’alto numero di lettori che entrambi i siti hanno sia dovuto alla sincera passione senza tornaconto (non economico, ovviamente) che i due hanno infuso nel proprio progetto. Questa è l’altra cosa che hanno in comune e che risulta fondamentale per le grandi vivacità, vitalità e bellezza dei due luoghi.

Continua a leggere Ποιείν-RebStein

Mistica

J. Bousquet, Mistica

Joë Bousquet
Massimo Sannelli

Eco è veramente la dea del linguaggio poetico. Sull’opera che deve nascere, fa passare questo soffio lamentoso, desolato, in cui si eleva l’esigenza della vita fisica che si alimenta di uniformità e ripetizioni. Nel pensiero la vita vuole ritrovare la carne; ecco perché la poesia è il suo atto più alto: interiorizza la parola. E io pensavo a questo, è chiaro, quando ho scritto, in un quaderno di note che ho sotto gli occhi: «scrivere è trovare il cammino delle lacrime, scoprendo quello che si conosceva. Siamo separati dal mondo perché lo siamo da noi stessi; una ferita è proprio questa separazione, e se siamo feriti possiamo amare solo ferendo». Sono certo che esistano esseri di luce, e la loro mente annulla la distanza con la velocità. Tutta la realtà è il contenuto del loro pensiero. (Joë Bousquet)

Continua a leggere Mistica

Sesterno

Rossi - Sesterno

Antonio Rossi

Prevale l’angolare: di cardini
affilati predelle glifi. E punte a foglia
di salvia carta vetrata graffietti
si accingono a scompensi
e collisioni o s’infilano
in androni trascurati dove
inni e loro esecutori sono
causa di allettamento e a lungo
si credono in solida mutabile
clausura ma possono
tornare con foggia suadente
o alterata erompere insinuarsi
creare euforia o cospicuo
sgomento o insuperbendo mettere
il tutto a soqquadro.

Continua a leggere Sesterno

Il muro dove volano gli uccelli

N. De Staël, Noon Landscape

Marco Ercolani
Lucetta Frisa

Il muro dove volano gli uccelli

Gli uccelli di Braque sono molto più pesanti dell’aria, come sono realmente gli uccelli, ma volano meglio di tutti gli altri, perché, come i veri uccelli, partono dal suolo, ridiscendono a nutrirsene e ripartono in volo.
Francis Ponge

Oltrepassare me stesso, non so come accadrà né quando.
Nicolas de Staël

Continua a leggere Il muro dove volano gli uccelli