Treni che passano

Alessandro Rech, Io e te

Aksinia Mihailova

Aksinia Mihailova fa parte di quel gruppo ristretto di autori che non hanno alcun bisogno di cercare formule ad effetto, costruzioni, linguaggi particolari, perché la sua poesia possiede la forza della verità non esibita e dunque ancora più spoglia e viva. Verrebbe da dire spietata, se però a questo termine non si associa alcuna connotazione negativa: la capacità tecnica di Aksinia Mihailova è indubbiamente notevolissima e testimonia di una scrittura matura e consapevole (anche nel ritratto parziale di una traduzione), ma essa si accompagna al coraggio dell’autrice nella lettura dei nodi fondamentali che regolano, danno vita o accompagnano al termine i rapporti fra le persone, uomini e donne, genitori e figli, fratelli. Prende forma così una poesia sempre composta ma pulsante e sofferta, davanti alla quale è impossibile restare indifferenti: è una lettura dopo la quale “niente / a parte il nostro sangue / rimane ancora uguale.” (ft)

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Gli impresentabili

vaticalia

Gennaro Carotenuto

La classe dirigente, la generazione, il sesso maschile che ha portato l’Italia al disastro dovrebbe salvarla? Questa accozzaglia di partitocrazia e grand commis, tutti maschi, anziani, ricchissimi, sarebbe il meglio che questo paese può schierare per indicare cosa è urgente fare per il paese? La classe dirigente che negli ultimi 40 anni ha distrutto il paese dovrebbe salvarlo?

Possono essere saggi i tagliagole leghisti che hanno voluto la morte di 5.000 migranti che riposano sui fondali del Mediterraneo? Sarebbero saggi quelli che hanno votato che Ruby era la nipote di Mubarak? Sarebbe saggio colui che provò a legittimare i torturatori repubblichini chiamandoli “ragazzi di Salò”? Chi rappresentano i dieci saggi di Napolitano? Le privatizzate, le banche, la confindustria, la grande finanza che lucra sullo sfascio, i precarizzatori del lavoro, la nomenklatura partitocratica?

Niente donne, niente giovani, niente società civile, niente cultura, niente ricerca, niente diritti, niente disagio! È così evidente che questi dieci non rappresentano il paese reale ma sono chiamati a garantire, in un momento nel quale il crollo di un regime appare dietro l’angolo, quei poteri che rappresentano al di sopra e al di fuori del gioco democratico.

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