Sesterno

Rossi - Sesterno

Antonio Rossi

Prevale l’angolare: di cardini
affilati predelle glifi. E punte a foglia
di salvia carta vetrata graffietti
si accingono a scompensi
e collisioni o s’infilano
in androni trascurati dove
inni e loro esecutori sono
causa di allettamento e a lungo
si credono in solida mutabile
clausura ma possono
tornare con foggia suadente
o alterata erompere insinuarsi
creare euforia o cospicuo
sgomento o insuperbendo mettere
il tutto a soqquadro.

 

*

Crome difformi
carpite con mano
impulsiva che a identica
ora forbotta da crete
schizzate su ghisa estorte
sconcertanti conquassare a Sali
di zolfo annurche dicchi
succorpi al puntiglioso
tuffatore sopperire
sembra debbano.

 

*

 

Polvere sulla torre
più non si pone: molestia
spazza punisce
maniglie una rupe che florida
pareva scafi albanelle
in gariga: perimetri
a intangibile sostanza
si convertono e se
dissesto si produce o sorta
d’intento per suo
tragitto va e d’argine
si fa beffa.

 

*

 

Ma dove si avvince
quanto bramato? A una guisa
pulviscolare dal corso
affogato ai volteggi
di una sparuta gru
o in tessuti da scostare
potendo in formule morbido
insolenti e già
nel volvere di superflue
tersità e fastosi
dinieghi nel beffante
simulacro di cui esubera
questo fissurato cubo.

 

*

 

A un vessatore è dato
un incarto e nel chiuso
rimane una graffa una risma
un farmaco raro e nulla
confida il corroso che finge
abulia né il curvo che inventa
richiami né lo snello
che cala e prende modi
da cui l’enigma traspare.

 

*

 

Così scompostamente:
grezzi tabulati un varco
trascina prima che multiplo
isolato stare su aghi
opzioni spie il perdibile
distingua inglobi salvo
altramente mostrarsi
o a propaggine su rifatto
supporto avventarsi.

 

Antonio Rossi
Sesterno
Ro Ferrarese (FE), Book Editore, 2005

 

__________________________
Nota biobibliografica

Antonio Rossi, nato nel 1952 a Maroggia (Canton Ticino), ha studiato letteratura italiana alle Università di Friburgo (Svizzera) e Firenze. Ha pubblicato le raccolte di poesie Ricognizioni (Casagrande, Bellinzona 1979), Glyphé (Stucchi, Mendrisio 1989, con acqueforti di Samuele Gabai), Diafonie (Scheiwiller, Milano 1995) e Sesterno (Book Editore, Castel Maggiore 2005). Si è occupato di poesia italiana del Quattro-Cinquecento, in particolare di Serafino Aquilano, delle cui opere ha curato l’edizione commentata: Strambotti (Fondazione Pietro Bembo-Ugo Guanda, Milano-Parma 2002), Sonetti e altre rime (Bulzoni, Roma 2005). Ha tradotto la raccolta di poesie di Robert Walser Gedichte 1909 (Casagrande, Bellinzona 2000). È stato tra i fondatori del semestrale «Idra».

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