Incerti umani

Simone Pellegrini, Nodi, 2008

Domenico Brancale

Senza riprendere mai fiato. Si dice soprattutto dell’impossibilitato amore, del verso spezzato – incontro a un tu, nella distanza mantenuta promessa della cenere. Nell’immediato tracciato della voce. Raggiungere un «prima del respiro», l’incerto umano. Questa estremità, per quella svolta della voce nel punto che muore… che il poema canta le cose mancate da e per sempre dove la parola soffocata e rifiatata è condannata all’erranza, a un precipizio sui cui è possibile affermare il proprio frammento d’incertezza… che il resto è poesia in cui soffia la creta smarrita.

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