Come diventare pœti in tre mosse

Il Divin Pœta

Lalo Cura

Dite la verità, confessatevi, fate outing (tanto vi assicuro che non gliene frega una mazza a nessuno, in ogni caso)! E’ il sogno segreto che coltivate da una vita – quello di scrivere poesie, farvi un bùk come si deve da mostrare agli amici e ai parenti e, soprattutto, da dare in mano a chiunque incontriate sul vostro cammino. Solo che non sapete bene da che parte iniziare. Ora il vostro problema è finalmente risolto, e per sempre! Da domani anche voi potrete stupire i condomini con la vostra sillogia nuova di patta; anche voi potrete inviare i vostri testi a “Nuovi Sgomenti” e “Alfabeota” e vederli immortalati sul prossimo numero di queste magnifiche riviste culturali; anche voi, tra un mese o due, vi ritroverete nelle antologie dei “nuovi geni del terzo millennio“, alla voce “La generazione extra-dante“, con prefazione assicurata del primo cicchitto in servizio in quel momento; anche voi, tra un anno o due (e che vi costa aspettare ancora un po’, dopo una vita in spasmodica attesa?) finirete nei manuali scolastici della gelmina di turno; anche voi letti e chiosati su quotidiani e settimanali dai casini e dai troti, dai rutelli e dai dalemi, dai dorrichi e dai saviani. Ma ci pensate! Non vi fa fremere di passione, fin dentro gli angoli più riposti delle mutandine, l’idea di poter concorrere anche voi a uno dei tanti premi organizzati dalla cupola letteraria e dalla miriade di cosche disseminate su tutto il territorio nazionale? Non vi titilla gli ormoni superstiti la possibilità di leggere i vostri capolavori in video, in prima serata, fianco a fianco alla marzulla, alla defilippa, alla costanza, alla fazia, alla sgarba e alla baricca? Non vi orgasma anche solo l’idea che le vostre opere passeranno al vaglio dei maggiori critichi e critichesse presenti sulla piazza, virtuale e cartacea? Il vostro bùk sotto la lente attenta e disinteressata dei priore e dei castrolessa, dei policorte e dei marziale, dei francese e dei grevi, dei pozzi e dei pori, dei raimi e dei lanoia… Cos’altro potreste mai volere di più?

Ecco, le st/e/a/lle stanno per esaudire i vostri desideri, ora anche voi potrete realizzare, in poche mosse, il sogno di un’intera esistenza e prepararvi al tour(pe) propagandistico in ogni possibile pertugio della rete. E’ facile, l’ho appena fatto anch’io, con guanti e mascherina regolamentari, basta seguire questi semplici steps:

1) posizionate il màus in un punto qualsiasi della spaziosa fronte del “Di-vino pœta” effigiato qui in alto e clikkate (vergognandovi almeno un po’ di quello che state facendo, se ne siete ancora capaci);

2) siete entrati in una pagina che mostra, in alto a destra, un’altra immagine, sia pure miniaturizzata e virata in un naturalissimo (per lui) color-itterizia, del “Di-vino” di cui sopra: ri-posizionate il màus al centro esatto dell’apollineo sembiante e ri-clikkate (provando di nuovo a vergognarvi almeno un po’, magari è la volta buona che ci riuscite);

3) siete ancora lì a contemplare il mira-culo insperato? suvvìa, ripigliatevi e cominciate a scaricare senza tema e senza requie: in un’ora potreste aver già scritto l’equivalente della Divina Commedia.

[N.B.

– Se avete all’attivo (si fa per dire…) almeno un (inutile) liberculo stampato a vostre spese dopo aver aperto un mutuo che state ancora pagando, non c’è occasione migliore di questa per prendervi a schiaffi da soli. Dopo questa salutare operazione ecologica, abbracciate con fiducia e speranza il nuovo corso scrittorio che vi viene qui offerto come una pene-dizione caduta dal cielo: sarete coglioni esattamente come lo eravate prima, ma lo sarete aggràtis – e scusate se è poco!

– Se (s)putacaso siete anche lettori di “Alias” e dintorni (purtroppo il masochismo di certe persone non conosce limiti e confini, è veramente inguaribile!) e nutrite assortite e variopinte velleità sperimental-postavanguardistiche, portate ancora un po’ di pazienza, entro la fine dell’anno sarà pronto, esclusivamente per voi, a perenne nutrimento della vostra immaginazione, l’aggeggio fatto su misura per le vostre “misure” artistiche (si fa per dire) e soprattutto sartoriali e culinarie: è infatti in via di perfezionamento il “gammalizer“, la fantastica e super-accessoriata versione 3.0 del programma sputa-fetecchie-a-ripetizione che avete appena utilizzato.]

Bene, ora siete davvero pronti, non solo per la gloria ma anche per l’indispensabile (ne va della vostra futura comparsata in video) iscrizione al Partito dell’Amore. Richiedete immediatamente il kit, allegando copia del primo test(icol)o sbrodolato e copincollato, ed è fatta. Nel caso aveste un po’ di pecunia che vi avanza (soprattutto se di dubbia provenienza), potete sempre chiedere, con l’iscrizione, anche la tessera deluxe: avrete così la possibilità di essere ammessi all’esclusivo privé del PDA, il famoso “Club dell’Anore” – dove, previo sorteggio mensile, e in caso di esito positivo, avrete modo di declamare davanti a un pubblico di fini intenditori e b/p/enefattori, accompagnati alla chitarra dal mai troppo lo(r)dato M(a)estr(u)o Ap(r)i(la)cella in persona! Se, vista la crisi, la cosa non fosse fattibile (o fatturabile), non datevi pensiero: nell’un caso come nell’altro, è sempre e solo una questione di come dare via il bùk che vi siete appena fatto con le vostre mani.

Auguri, cari colleghi, ci si incontra sicuramente a uno dei tanti rìdin’ di cui pullula, fermenta e tracima lo stivale; oppure, perché no?, in qualche accogliente studio televisivo (per i più sfigati c’è sempre la soluzione di una ripresa home-made, col faccione più ebete del solito in bella vista, attaccato allo schermo del computer – un po’ come succedeva da ragazzini, quando ci si faceva le pugnette davanti allo specchio, avvicinando il più possibile il pistolino e sognando che le misure dell’immagine riflessa fossero proprio quelle effettivamente detenute).

 

***

 

A mo’ di esempio, qua sotto troverete, titolo compreso, la prima parte della sillogia che ho scritto (!?) nel breve lasso di tempo che una moka impiega ad elargirti un profumato cafferino. L’ho già mandata via mail a “Lozione Indiana”, “La Pœsia sotto Spirito”, “Il Primo Sopore”, “Sfibramenti” e “Le Scarole e le Coste”: in rigoroso ordine di classifica, nevvèro – anche se, per ovvi (ma ne avrei fatto volentieri a meno) motivi di bon ton e di etichetta, ho dovuto cedere l’anteprima dell’o-pera a questo insignificante blogghettino che mi ospita – su sua espressa, pressante e fastidiosissima richiesta, per di più (pur di farsi un nome alle spalle degli altri, cosa non farebbe mai certa gente in rete!). Domani preparo, con tutta calma, il pacco cartaceo per “Pœtomania”: non devo assolutamente dimenticare la foto a colori per la copertina. Col bùk in vista sarà meglio? Ci penserò (si fa per dire), intanto vado dal mio estetista…

 

Lalo Cura (autore)
ASCELLE IN VOLO DI PECCATO

 

A Sandro Berlusconi

Scampanìo del silenzio.
Folle festosità.
Impiacentito erotismo.
Euforia del sottosuolo.
Festosità di sale
fecondo karaoke
a Villa Certosa librarsi d’accatto.

 

A Silvio Bondi

Commosso lenone
nei tuoi occhi vibrante meriggiare
sotto il cappuccio allegoria di santità.
Champagne alla griglia
distinto accordo.
Castità di padre

 

Ad Angelino Letta

Vorace vitalità
Re intenso
turbamento di Verità.
Velata agnizione
nei tuoi sguardi prona metafora
sui tuoi fianchi supplichevole madre di Dio
unguento di rose

 

A Enrico Alfano

Rosa lieta.
Bestiario della Libertà
poesia giocosa.
Disvelato rigoglio
oblio della Libertà.
Nei tuoi ricordi cuore d’accatto
materna madre.

 

A Mara Gelmini

Ai tuoi piedi immanente incantesimo.
Vita astuta
turbamento di luna
tra le tue braccia tenero Purgatorio

 

A Piersilvio Renzi

Sul tuo ventre pensiero del mistero
sacrificio da tre soldi
prigioniero lichene
tra le tue braccia sacrificio della Carità
emozione dell’afflizione
premonitoria reincarnazione.
Fenicia rosa

 

A Pierbarbara Vendola

Erudita sinfonia
femminilità elettorale
stupenda musica
effeminato eros
nobile fede
ingannevole svenevolezza.
Fenicia magia.

 

A Pierferdinando Fini

Nei tuoi ricordi oblio di padre
emozione porpora.
Vivace luna
trasecolata poesia
umiltà stupenda
divinità del commiato

 

A Emilio Dell’Utri

Canzone della Carità.
Dalle tue ascelle volo del peccato
madre di Dio d’oro.
Tacita beltà
unguento di padre
tra le tue dita premonitoria rosa.
Mutevole sguardo.

 

***

10 pensieri riguardo “Come diventare pœti in tre mosse”

    1. grazie, cara, lei è una vera intenditrice, ma il merito è tutto di quella santa donna di mia madre e di quel penedett’uomo di mio padre

      lc

  1. un saluto a tutti i colleghi intervenuti, sperando che vi siate dati da fare e abbiate tutti il vostro bel bùk pronto per la spedizione

    vi sconsiglio comunque le riviste e i blog indicati perché me l’hanno rimandato indietro con insulti irriferibili – e proprio non riesco a capire il perché: vi sembra che la robba che spacciano loro sia più migliore delle mie ascelle in volo di peccato?

  2. ehy e hai dimenticato nientepopòdimenoche dimenando il popòllice degli schermi ma senza schermirsi delle tivú puossi diventare puranco scrittori per chi aspirasse: ah spirassero tutti!

  3. ti passo una dritta, ma non spargere la voce perché a breve ci sarà l’esordio col botto: sono in arrivo il tiqqulizer e il castrolizer, per aspiranti frittori il primo e critisci il secondo

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