Latitudini delle braccia

Opera di Lucio Orlando, 1978
Opera di Lucio Orlando, 1978

Nino Iacovella

[…] Iacovella si assume per intero la responsabilità di un passato non scelto, spesso neppure vissuto, che nel bene e nel male preme nel suo sguardo quale inestinguibile eredità transgenerazionale. È il “passato che non passa”, il pegno heideggeriano dell’essere gettati nel mondo. È la serie di fotogrammi ideali che fermarono i gesti, le rinunce, i limiti da cui siamo stati forgiati, e che soltanto in apparenza sono andati perduti: come un’acqua corrente essi sono arrivati alla nostra generazione, e ancora scorrono verso le successive. […] Il poeta, grazie al lungo esercizio di uno sguardo meta-individuale, può parlare all’unisono con i protagonisti di vicende anche molto remote, fino a immedesimarsi totalmente con loro (…); oppure, come in molti testi di questa raccolta, può divenire parte in absentia di una coralità che, proprio come la memoria, passa e rimane. Continua a leggere Latitudini delle braccia

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