La Biblioteca di RebStein (L)

La Biblioteca di RebStein
L. Settembre 2013

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Antonio Scavone

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Lettere dal decumano (2001-2013)
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O Vate, Publio Virgilio Marone

Virgilio

Antonio Scavone

O Vate, Publio Virgilio Marone  (70-19 a.C.)

     tu che all’età di ventun anni lasciasti la natìa Mantova e Cremona e Milano, dove avevi seguito i primi studi e abbandonasti poi Roma e il suo vanaglorioso chiasso per scegliere gli “ozi” e la quiete di Neapolis… com’era la Napoli del 49 a.C.?
     Che cosa ti affascinava e ti stimolava della nostra città che era stata cumana, greca, romana, ellenistica? Quale disposizione ti invogliava la città delle sibille? Cosa pensavi di scrivere, o di poter scrivere o di dover scrivere, in un posto già allora famoso per il mare, la campagna, le colline lussureggianti? E quali erano le tue mète preferite?… Pozzuoli, il lago d’Averno, il fiume Sebeto, l’intrigo dei decumani e dei cardines, quelli che oggi noi chiamiamo vicoli?
     Questa lettera non è inviata al poeta che Augusto volle come amico e cantore di Roma, o che Dante elesse a guida e maestro per il suo viaggio surreale: questa lettera è, sì, per il poeta, ma soprattutto per l’artista giovane, per l’uomo giovane, per quel “personaggio” tanto lineare quanto sfuggente, uno di quei sommi dell’antichità per il quale si è sempre nutrita un’ammirazione sincera, ma anche complessa e a volte contraddittoria. Continua a leggere O Vate, Publio Virgilio Marone